McLaren, Piastri sfida i pregiudizi: "Essere team cliente non è uno svantaggio"
Qualcuno non considera McLaren in lizza per il titolo 2026 per via del loro status da "team cliente". Piastri però respinge questa lettura e punta sul duro lavoro.

Nel delineare i possibili equilibri del nuovo campionato che prenderà il via in Australia - clicca qui per gli orari - in pochi hanno inserito i campioni del mondo in carica della McLaren tra i principali candidati al titolo.
La ragione sembra essere evidente: la compagine di Woking non ha una propria power unit, ma continuerà a correre con i motori Mercedes in qualità di team cliente.
In una stagione che segnerà l'inizio di un nuovo ciclo di regolamenti, con un'importante revisione tecnica soprattutto sul fronte motori, nel paddock si tende a pensare che i costruttori ufficiali possano beneficiare di un vantaggio strutturale, in particolare per quanto concerne la raccolta dati e lo sviluppo.
L'aspettativa diffusa è che Mercedes, Ferrari e Red Bull possano trovarsi in uno step superiore grazie a un'integrazione totale tra telaio e motore. A tal proposito, McLaren viene percepita come un potenziale outsider, nonostante i successi recenti.

Per Oscar Piastri essere un team cliente non è uno svantaggio
Il pilota della McLaren non condivide questa lettura. L'australiano ha sottolineato come lo status di una squadra non rappresenti necessariamente uno svantaggio competitivo.
“Avere le proprie power unit ha ovviamente i suoi vantaggi, specialmente in un momento in cui lo sviluppo del motore è fondamentale. Ma lavoriamo a stretto contatto con i motoristi Mercedes, il che è molto vantaggioso per noi".
"Tutti i problemi iniziali che abbiamo avuto nei test di Barcellona non erano dovuti al fatto di essere un team cliente”.

Piastri riconosce che chi produce motori da sé possa godere di alcuni benefici, soprattutto in questa fase cruciale per lo sviluppo motoristico. Allo stesso tempo, evidenzia la solidità del rapporto con Mercedes.
Il discorso si estende anche all'integrazione regolamentare: “Si, potremmo essere un pò indietro perché loro hanno avuto più tempo per integrare al meglio queste regole nelle loro auto, ma anche noi ci stiamo impegnando, quindi non penso che sia necessariamente uno svantaggio”.
Piastri: “Sarà una questione di chi avrà saputo capitalizzare nei 12 mesi di aero testing"
Secondo Piastri, la vera discriminante non sarà lo status di costruttore ufficiale, ma la qualità del lavoro svolto nel periodo di preparazione ai nuovi regolamenti.
Quando l'australiano parla di “vantaggi strutturali”, si riferisce al fatto che un costruttore che sviluppa internamente il motore può ottimizzare il packaging, raffreddamento e distribuzione dei pesi.

Tuttavia, il classe 2001 ridimensiona questo aspetto. Sottolinea che anche McLaren ha lavorato duramente per farsi trovare pronta. Inoltre, essere un team cliente non è sinonimo di non competitività.
Le ultime due stagioni lo dimostrano in modo inequivocabile: i papaya hanno conquistato gli ultimi due Mondiali Costruttori pur senza disporre di una propria power unit.