Alpine c’è: a Imola sfiora il podio ma lancia la sfida nel WEC
Certe gare non si vincono, raccontano molto più di una vittoria. Soprattutto all'inizio dell'ultima stagione

La 6 Ore di Imola, primo atto stagionale del WEC 2026, ha consegnato un messaggio chiaro: Alpine è pronta a giocarsi un ruolo da protagonista. Il quarto posto ottenuto dalla A424 numero 35 non è solo un piazzamento. È una dichiarazione di intenti, dietro a quel risultato c’è una squadra in crescita, una macchina competitiva e la sensazione concreta che il podio sia già alla portata.
Una gara che accende le ambizioni
Partita dalla settima posizione dopo aver sorpreso nelle qualifiche, la vettura affidata a António Félix da Costa, Charles Milesi e Ferdinand Habsburg ha mostrato fin da subito un passo importante. Proprio Habsburg, al via, ha saputo sfruttare al meglio le gomme morbide per risalire rapidamente, lasciandosi alle spalle avversari del calibro di Toyota e Peugeot. Un inizio aggressivo, studiato, che ha permesso ad Alpine di inserirsi stabilmente nel gruppo di testa. La prima safety car ha poi offerto l'occasione per affinare la strategia, confermando la bontà delle scelte del team.
Ritmo e margini di crescita
La gara non è stata perfetta, ed è proprio questo il dato più interessante. Perché nonostante alcune imperfezioni, la #35 ha chiuso a soli 18 secondi dal podio, alle spalle delle Toyota e della Ferrari numero 51. Un distacco contenuto, che racconta di una competitività reale. Alpine ha dimostrato di poter stare nel primo gruppo, di poter reggere il ritmo dei migliori e, soprattutto, di avere ancora margine. "È un inizio incoraggiante. Abbiamo commesso piccoli errori che ci sono costati qualcosa, ma fanno parte del processo di crescita" ha commentato il direttore sportivo Nicolas Lapierre ai media francesi.
Due facce della stessa squadra
Se la #35 sorride, il bilancio della vettura gemella, la #36, è più complesso. L’equipaggio composto da Frédéric Makowiecki, Jules Gounon e Victor Martins ha chiuso undicesimo, pagando alcune scelte strategiche e una penalità in regime di Virtual Safety Car. Anche in questo caso, i segnali positivi non mancano. Il ritmo espresso è stato molto vicino a quello della vettura sorella, a dimostrazione di un pacchetto tecnico solido e uniforme. Errori sì, ma anche indicazioni preziose. Perché in un campionato come il WEC, fatto di dettagli e precisione, ogni sbavatura diventa un’opportunità di miglioramento.
Una base solida per il futuro
Il weekend di Imola ha confermato che il lavoro svolto da Alpine durante l'inverno sta dando i suoi frutti. La A424 si è dimostrata equilibrata, competitiva e adattabile anche in condizioni non semplici. Il nuovo responsabile del programma, Axel Plasse, ha evidenziato proprio questo aspetto: la capacità del team di restare stabilmente nel primo terzo della griglia, a patto di evitare errori operativi. Ma c’è di più, dentro il box Alpine si respira una nuova energia, coesione, chiarezza e spirito di squadra. Elementi spesso invisibili, ma fondamentali per costruire risultati nel lungo periodo.
L'ultima stagione, con ambizioni da protagonista
Quella iniziata a Imola è anche una stagione speciale. L’ultima, almeno per questo ciclo tecnico. E Alpine sembra aver deciso di viverla da protagonista, non da comparsa. Il quarto posto è un punto di partenza, non di arrivo. Un segnale forte lanciato a tutto il paddock, la casa francese c’è e vuole giocarsela fino in fondo. Perché nel motorsport, come nella vita, la differenza tra chi insegue e chi vince sta tutta nei dettagli. Alpine, oggi, sembra sempre più vicina a trovarli.