FIA WEC, MCL-HY: Dallara come base solida per il progetto McLaren
Analizziamo quanto emerso dalle prime foto-render della MCL-HY, pronta al debutto previsto per il 2027 nel Mondiale.

WEC - McLaren Endurance ha presentato la MCL-HY, la monoposto con la quale la squadra United Autosport andrà alla conquista del Mondiale Endurance a partire dal prossimo anno. La collaborazione con Dallara pone il progetto inglese tra i più promettenti, essendo l'azienda italiana tra quelle con più esperienza nel settore.
La vettura presenta soluzioni molto interessanti, anche se la validità di un progetto non si giudica decisamente a partire dalle forme del prototipo, bensì soprattutto dalla sua guidabilità e dalla stabilità della sua finestra aerodinamica, oltre che da mille altri fattori umani.
FIA WEC, McLaren MCL-HY: McLaren-Dallara optano per soluzioni inedite
Con McLaren, Dallara pare aver seguito una strada diversa rispetto alle precedenti V-Series.R e M Hybrid V8. Partendo dall'anteriore della MCL-HY, si nota uno splitter anteriore rialzato nella parte centrale: la sua forma influenza quella che è la fluidodinamica di tutta la vettura, dandoci indicazioni interessanti sotto questo punto di vista.

Molto dipende dall'elemento modificabile scelto dal costruttore. Nel caso dell'ala anteriore, i tecnici della squadra sarebbero in grado di agire sull'incidenza dei flap anteriori nel corso del fine settimana, aggiungendo variabilità a ciò che stiamo osservando. Sembrerebbe essere visibile un profilo orizzontale sotto ai supporti, ma tocca aspettare immagini migliori per avere delle conferme.
Curiose le aperture laterali che si diramano dai fari anteriori, potenzialmente con la duplice funzione di fornire raffreddamento sia ai freni anteriori che ai fari. Da segnalare la presenza di due deviatori di flusso. Interessante notare come i flick e la piastra delle prese d'aria appena citate siano poste alla stessa profondità, come è possibile osservare dal lato della vettura.
A centro vettura emerge la forma della carrozzeria in prossimità del passaruota posteriore, simile a quella Cadillac, mentre il profilo laterale anteriore risulta di una forma tendente all'outwash. Interessante notare le differenze tra le varie vetture in quest'area, molto spesso con concetti piuttosto diversi tra di loro. Presente anche la presa air box tripartita, molto simile a quella che caratterizza le V-Series.R.

Al posteriore la MCL-HY ha l'ala posteriore col supporto proveniente dalla shark fin, come scelto dalla maggior parte dei costruttori. Particolare la presenza delle aperture laterali nella zona del passaruota posteriore, indice del posizionamento delle masse radianti. I flussi d'aria in uscita funzionano in sinergia con le paratie dell'ala posteriore e del diffusore.
L'ala posteriore a due profili è caratterizzata da un andamento orizzontale, con il bordo esterno del secondo elemento con una forma a cucchiaio. Dalle immagini da Varano si osservano dei deviatori di flusso verticali, soluzione simile a quella che caratterizza la 499P. Osservando tutta la struttura posteriore, quindi di ala e diffusore, si osservano molte somiglianze con la Hypercar del Cavallino.
Sulla parte alta del diffusore, poi, si nota quella che sembra una beam wing, con la funzione di massimizzare l'estrazione del diffusore, enfatizzata dai gas di scarico in uscita dal canale centrale della vettura.
Vale la pena notare la presenza delle prese d'aria dei freni posteriori sulla parte interna del profilo sopra ai passa ruota posteriori, soluzioni diversificata rispetto alla V-Series.R, le cui aperture sono situate sulla parte alta del medesimo profilo. Le due aperture poste sopra agli endplate dell'ala posteriore lavorano in sinergia col diffusore e con gli elementi presenti nella zona, massimizzando quella che è la finestra aerodinamica.

FIA WEC, McLaren MCL-HY: fondamentale accumulare chilometri
Come osservato sulla Cadillac, la vettura visivamente più vicina alla MCL-HY prodotta da Dallara, la resistenza all'avanzamento è un aspetto estremamente importante su queste auto. La squadra americana e Toyota hanno agito in questo ambito nel corso dell'inverno, in modo da avvicinarsi alle prestazioni firmate da Ferrari in termini di efficienza.
Proprio la 499P, sin da subito, ha trovato nelle sezioni veloci il suo terreno di caccia, per poi essere affinata nelle zone lente, dove il carico fa la differenza. Dallara potrebbe aver giocato in direzione opposta con McLaren rispetto a quanto successo con Cadillac, rimasta azzoppata soprattutto alla passata edizione della 24 Ore di Le Mans.
Curiosa anche la scelta del motore, tra i più piccoli in griglia. Autotecnica Motori fornirà a McLaren il V6 biturbo da 2.9 litri, puntando su compattezza e sulla minimizzazione degli ingombri, alla luce di un campionato costantemente interessato dal BoP. Come ripetuto, i limiti di deportanza e di resistenza all'avanzamento sono relativamente semplici da raggiungere, perciò la differenza si gioca moltissimo sui dettagli. In termini di software, Porsche si è mostrata essere molto avanti per quanto riguarda le LMDh, fatto dimostrato dalla gestione del limite di potenza della Power Unit nell'IMSA.
Il PPU limit integrator gestisce le penalizzazioni a livello di potenza erogata una volta superata la soglia concessa dal regolamento: chi sarebbe in grado di gestire questo aspetto, come infatti Porsche, avrebbe un'arma importante dalla sua parte. Tuttavia, senza alcuna spiegazione sui BoP, possiamo capirne davvero poco. Il motore elettrico MGU al posteriore delle LMDh lo rende più semplice da gestire rispetto a quello anteriore delle LMH, anche si tratta sempre di una coperta corta.
Ciò che emerge dalle prime immagini in pista è una vettura che sembra sfruttare in modo marcato (non per questo più di altre) i flussi dentro la vettura per energizzare la fluidodinamica esterna. Il motore compatto rappresenta una scelta interessante, che va ad enfatizzare il lavoro svolto sul raffreddamento della vettura, estremamente impattante per quanto riguarda l'efficienza aerodinamica. Le forme esterne hanno sicuramente colpito, potenzialmente sfruttando una Dallara con più esperienza nella gestione delle vetture LMDh a livello aerodinamico.
Crediti Foto: McLaren, Cadillac Racing