Mohammed Ben Sulayem: il visionario che lavora alla F1 allargata
Non solo V8, il presidente della FIA vuole una griglia ancora più larga: al via le manovre politiche

Mohammed Ben Sulayem non è una persona che se ne sta con le mani in mano. Si possono avere idee molto diverse sul suo operato e sulle modalità con cui ha preso letteralmente possesso della FIA, trasformandola, secondo molti, in una sorta di arena quasi personale. Proprio di recente, infatti, sono state introdotte nuove norme statutarie che gli consentono di ottenere un ulteriore mandato oltre a quello appena rinnovato. La sua potrebbe quindi diventare una presidenza molto lunga, quasi eterna dal punto di vista sportivo.
Al di là dei giudizi, però, Ben Sulayem sta facendo delle cose rimerachevoli, sta portando avanti cambiamenti che si stanno riverberando anche sulla Formula 1 e sulla struttura del campionato, modificandolo rispetto a come lo abbiamo conosciuto negli ultimi anni. Il dirigente emiratino vuole porsi come un vero game changer, come qualcuno destinato a lasciare un segno nella storia, sia della FIA sia della massima categoria del motorsport.

Recentemente Ben Sulayem si è fatto promotore della nuova filosofia motoristica: quella dei V8 con una quota elettrica molto ridotta rispetto alle attuali power unit ibride. L'orizzonte temporale è il 2031, anche se non è escluso che queste unità possano debuttare già nel 2030. Motori più rumorosi, meno costosi e sicuramente più coinvolgenti per gli appassionati, ma anche per i piloti, che da tempo invocano un ritorno a un'impostazione più tradizionale.
Non si tratterebbe, però, di un ritorno a un passato inquinante. La tecnologia ha compiuto enormi passi avanti e i carburanti ecosostenibili sono oggi in grado di alimentare motori concettualmente più vicini a quelli di una volta, ma con un livello di elettrificazione molto inferiore. Ben Sulayem vuole quindi passare alla storia come il presidente che ha riportato rumore, emozioni e adrenalina in Formula 1.

L'allargamento della griglia rientra nella stessa strategia
Ma il suo progetto non si limita ai motori. È anche il dirigente al quale va riconosciuto il merito dell'apertura della Formula 1 a 22 monoposto e a un undicesimo team. Fu lui, infatti, ad ascoltare per primo Michael Andretti, a sostenerne la candidatura e a portare avanti una dura battaglia politica contro Liberty Media e contro le squadre che non volevano un nuovo soggetto capace di alterare gli equilibri economici esistenti.
Ben Sulayem, invece, ha avuto una visione più ampia, comprendendo come l'ingresso di un costruttore del calibro di Cadillac, ovvero General Motors, avrebbe contribuito ad aumentare il valore del brand Formula 1.
Adesso, però, vuole fare un ulteriore passo avanti. L'ex rallista si è messo in testa di allargare la griglia da 22 a 24 monoposto, introducendo così un dodicesimo team.
Le regole lo consentono, anche se il percorso resta estremamente complesso. Sarebbe infatti necessario il consenso degli undici soggetti firmatari del Patto della Concordia e soprattutto della FOM, controllata dal gruppo americano Liberty Media.

Mohammed Ben Sulayem: il possibile scenario cinese e la volontà di lasciare un'eredità
Ben Sulayem, però, ha già iniziato a spingere in questa direzione e ha parlato apertamente della possibilità di vedere un soggetto cinese entrare nel campionato. Sappiamo che il gruppo BYD ha avviato contatti e sta valutando la fattibilità dell'operazione, sia attraverso l'acquisizione di un team esistente sia con la creazione di una struttura completamente nuova.
Naturalmente non si tratta di un processo immediato. Sono percorsi lunghi, che richiedono confronti politici molto serrati e numerose trattative. Tuttavia, il meccanismo sembra essersi ormai messo in moto. Esattamente come accadde con Andretti, Ben Sulayem ha iniziato a parlare con insistenza della possibilità di arrivare a dodici scuderie in griglia.
È lo stesso schema seguito per la questione dei motori. È stato uno dei primi a sostenere con forza il ritorno dei V8, insistendo fino a quando gli altri attori coinvolti, dai motoristi ai team, passando per Liberty Media, hanno iniziato a convergere sulla sua visione strategica.
In questo momento non esiste una vera notizia e non c'è all'orizzonte un dodicesimo team pronto a entrare immediatamente in Formula 1. Esiste però una precisa volontà politica da parte di un presidente che vuole lasciare un'impronta profonda nella storia della categoria.
Ben Sulayem è un personaggio istrionico e, probabilmente, gli piacerebbe essere ricordato come il presidente che, pur essendo stato spesso descritto come un conservatore accentratore, ha invece rivoluzionato la serie iridata. Una rivoluzione costruita su una griglia più ampia, su monoposto più leggere, su un approccio più orientato al puro racing e su motori capaci di richiamare il glorioso passato di questo straordinario sport.
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