Shell - Ferrari
Il logo della Shell, storico partner Ferrari in materia di carburanti e lubrificanti

Il regolamento 2026 della Formula 1 non rappresenta soltanto una rivoluzione architetturale della power unit, ma impone un ripensamento strutturale del rapporto tra combustione, ibrido e carburante. In questo contesto si inserisce il lavoro congiunto tra Ferrari e Shell, chiamate a sviluppare un sistema integrato in cui benzina e motore siano concepiti come un unicum ingegneristico.

Il nodo centrale è l’efficienza. Non più soltanto potenza massima, ma conversione ottimale dell’energia lungo l’intera catena, a partire dal carburante. Lo ha spiegato con chiarezza Enrico Gualtieri, responsabile power unit Ferrari, ai canali social della Scuderia:

"La spinta verso il carburante 2026 sarà certamente un fattore prestazionale. Nello specifico, si tratterà di una formula basata sull’efficienza. Essendo il carburante all’inizio della catena di trasformazione dell’energia, sarà senza dubbio uno dei principali elementi di differenziazione in termini di performance”.

La dichiarazione circostanzia un passaggio importante: nel 2026 il carburante non sarà più un semplice vettore energetico standardizzato, ma un elemento attivo nello sviluppo prestazionale. La nuova unità motrice V6, privata dell’MGU-H e caratterizzata da un maggiore contributo elettrico, dovrà massimizzare il rendimento del motore endotermico entro parametri di sostenibilità molto stringenti.

Enrico Gualtieri, direttore del reparto motori della Scuderia Ferrari

Carburanti avanzati: vincoli normativi e libertà progettuale

Il quadro regolamentare impone l’utilizzo di carburanti derivati da feedstock sostenibili avanzati. Un perimetro che restringe le opzioni tradizionali dell’industria petrolchimica e obbliga a innovare lungo l’intera filiera produttiva.

Selda Gunsel, Chief Technology Officer di Shell, ha inquadrato così la portata della sfida: "I nuovi regolamenti richiedono l’utilizzo di carburanti ottenuti da materie prime sostenibili avanzate. Il nostro nuovo Shell V-Power Race Fuel è pienamente conforme alle nuove normative e questo sviluppo ci ha offerto un’opportunità tanto impegnativa quanto stimolante per spingere oltre i confini della performance e della sostenibilità nell’innovazione dei carburanti”.

Non si tratta solo di rispettare una percentuale di componente sostenibile, ma di riprogettare la chimica del carburante in funzione delle esigenze termodinamiche del motore 2026. Numero di ottano, velocità di combustione, stabilità alle alte pressioni e compatibilità con strategie di accensione estremamente spinte diventano variabili da ottimizzare congiuntamente.

Gualtieri ha sottolineato proprio questo cambio di paradigma: "Ciò che cambia davvero per il 2026 è la possibilità, insieme al nostro partner per l’innovazione Shell, di disporre di un carburante capace di combinare e soddisfare le proprietà fisiche richieste dal motore, insieme a una filiera di approvvigionamento conforme a quanto imposto dai regolamenti".

La parola chiave è combinare. Il carburante deve essere coerente con le esigenze di pressione in camera di combustione, con i rapporti di compressione, con le strategie di iniezione e con la gestione energetica complessiva della power unit.

Ferrari e Shell, un'intesa che si prolunga

Tracciabilità e integrazione: un sistema unico da ottimizzare

Oltre alle prestazioni, il regolamento impone criteri oggettivi di sostenibilità. Gunsel li ha sintetizzati in modo diretto: "Ci sono tre criteri che i nuovi carburanti devono rispettare: non possono essere basati su colture alimentari, devono avere un basso impatto sull’uso del suolo e devono essere tracciabili”.

Il concetto di tracciabilità introduce un livello ulteriore di complessità: ogni lotto di carburante deve essere certificato lungo tutta la supply chain, garantendo coerenza tra origine delle materie prime e requisiti FIA. Questo implica controlli, audit e sistemi di verifica che si riflettono anche sulla pianificazione sportiva.

Il risultato è un’integrazione senza precedenti tra reparto motori e partner energetico. Gualtieri ha chiuso il cerchio con una definizione netta: "Più che mai, carburante e motore lavorano in stretta sinergia. Ottimizzare uno dei due elementi sarà fondamentale non solo per la prestazione del singolo componente, ma per il rendimento complessivo della power unit. In definitiva, carburante e unità motrice all’interno della vettura sono diventati un sistema unico da ottimizzare".

È questo il punto tecnico centrale del 2026: la power unit non è più scomponibile in sottosistemi indipendenti. La combustione influenza l’ibrido, l’ibrido condiziona la strategia energetica, la strategia energetica retroagisce sulla progettazione del carburante.

Per Ferrari e Shell la sfida non è soltanto rispettare il regolamento, ma trasformare i vincoli in leva competitiva. Il carburante, dunque, torna a essere uno dei campi di battaglia più sofisticati della Formula 1 moderna.

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