Lewis Hamilton, Ferrari - Gp Miami
Lewis Hamilton al volante della Ferrari SF-26 durante il Gp di Miami

L'abbiamo raccontato in un altro focus: Lewis Hamilton, in vista del Gran Premio del Canada, sta pensando di cambiare il proprio approccio lavorativo. Il sette volte campione del mondo, nell'avvicinarsi al Mondiale 2026, si è concentrato molto sul lavoro al simulatore e questa tendenza si è intensificata durante la pausa forzata della Formula 1 dovuta all'annullamento, o alla sospensione - questo si capirà più avanti - dei Gran Premi del Bahrain e dell'Arabia Saudita.

Hamilton, una volta arrivato a Miami, dove è stato introdotto il pacchetto di aggiornamenti per la Ferrari SF-26, si è lamentato di non aver ritrovato in pista le stesse sensazioni riscontrate durante il lavoro simulativo a Maranello. Da qui è nata l'idea di una possibile rimodulazione del metodo: concentrarsi meno sulla sfera simulativa e affidarsi maggiormente alle sensazioni trasmesse dalla pista.

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Lewis Hamilton sul circuito di Miami

Hamilton cambia strada: il problema è che la Formula 1 è cambiata prima di lui

Ma questo concetto può essere pericoloso. La Formula 1, negli anni, si è sempre più virtualizzata: i test in pista sono sempre meno, rigidamente contingentati, e le uniche attività realmente consentite sono quelle dei weekend di gara, salvo rare eccezioni definite dalla Federazione Internazionale dell'Automobile in maniera molto stringente.

Hamilton, nel corso della sua carriera, è sempre stato più un pilota di sensazioni che di lavoro esasperato al simulatore. È un modello che ha funzionato a lungo, ma nel frattempo è cambiata la categoria, sono mutate le basi stesse del lavoro. Ciò che poteva valere agli albori della carriera di Lewis, o anche nella fase iniziale dei suoi successi in serie, oggi non vale più perché il contesto è totalmente differente.

La sensazione è che il britannico non abbia ancora trovato la propria dimensione lavorativa all'interno della Ferrari, né gli stessi riferimenti che riusciva ad avere in Mercedes, dove pure il lavoro al simulatore aveva un peso importante. E forse c'è anche un altro fattore che sta incidendo: ciò che riesce a fare Charles Leclerc.

Per tutto il 2025 il monegasco ha battuto con ampio margine il sette volte iridato. In questo avvio di 2026 si pensava che le cose potessero cambiare. Sicuramente Hamilton si sente più a suo agio con questa generazione di monoposto e, rispetto allo scorso anno, non appare distante dalle prestazioni di Leclerc. Tuttavia, non riesce ancora a stargli sistematicamente davanti, né a pareggiarne con continuità il rendimento, anche se i gap sono decisamente più contenuti. 

Ferrari SF-26 Miami
Lewis Hamilton a bordo della Ferrari SF-26

Leclerc resta il riferimento Ferrari: Hamilton cerca ancora una direzione

Resta però la sensazione di un pilota - nella fattispecie Hamilton - che stia quasi andando a tentoni. Prima ha provato un approccio molto legato al simulatore; adesso, resosi conto che questa strada non sta pagando e che forse le sensazioni di guida vengono in qualche modo alterate dai riferimenti virtuali, vuole cambiare radicalmente metodo e affidarsi maggiormente a ciò che la macchina gli comunica direttamente in pista.

Con questo spirito si sta avvicinando al Gran Premio del Canada. Bisognerà capire se la Ferrari sia realmente d'accordo con questo tipo di impostazione, ma soprattutto se, una volta messe le ruote sull'asfalto di Montreal - circuito che Lewis ama particolarmente - i risultati arriveranno.

Va ricordato che in Canada ci sarà la terza Sprint Race stagionale e quindi, anche in questa circostanza, le sessioni di prova saranno estremamente limitate. Se a Miami i piloti avevano avuto a disposizione 90 minuti, in Canada si tornerà ad avere appena 60 minuti di prove libere, un unico turno prima di entrare immediatamente in sessioni che assegnano posizioni in griglia o punti iridati.

La sensazione è che Hamilton stia provando ogni strada possibile per raggiungere lo stesso livello prestazionale di Leclerc e conquistare quella leadership interna al team che, almeno in questo momento, non sembra neppure lontanamente alla sua portata. Se questa operazione riuscirà lo dirà soltanto il prosieguo del Mondiale. Oggi, però, resta l'impressione di un pilota che sta procedendo quasi alla cieca.

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