Piastri Suzuka
Oscar Piastri a Suzuka

Oscar Piastri ha espresso una posizione molto decisa sul problema del peso eccessivo delle attuali monoposto di F1. Il pilota australiano della McLaren ha criticato apertamente gli sforzi finora compiuti dalla FIA, sostenendo che nonostante la riduzione di massa le vetture continuino a dare una sensazione di pesantezza e lentezza nella guida.

La generazione attuale di monoposto ha perso circa 30 kg rispetto alla stagione precedente grazie agli interventi regolamentari introdotti. Tuttavia, questa dieta non ha prodotto il cambiamento sperato. Nico Hulkenberg, il pilota tedesco della Audi noto per la sua franchezza nel paddock, ha commentato con onestà: “Per essere sincero, sono 30 chili in meno. Non so se si notano davvero”. 

Hulkenberg ha riconosciuto che le nuove proporzioni del telaio offrono una risposta leggermente diversa, ma l’agilità si manifesta solo in modo timido nelle curve più lente e dipende principalmente dal lavoro aerodinamico degli ingegneri piuttosto che dal semplice calo di peso.

Piastri sul podio del gp del Giappone
Piastri sul podio del gp del Giappone

La richiesta radicale di Piastri

Oscar Piastri si è mostrato molto più categorico rispetto al collega. Definisce la riduzione attuale una “goccia nell’oceano” e chiede un intervento ben più profondo per restituire alla Formula 1 la sua essenza. “Per notare davvero una grande differenza, probabilmente dovrebbero essere più di 50 kg, più vicini ai 100”, ha affermato con decisione. L’australiano guarda con nostalgia al 2008, anno in cui il peso minimo delle vetture si attestava intorno ai 605 chilogrammi. Secondo lui, tornare a quei livelli restituirebbe alle monoposto la sensazione di “caccia da combattimento” persa progressivamente con l’avvento dell’era ibrida.

Piastri è realista sui vincoli tecnici attuali. Ammette apertamente che “non torneremo mai ai livelli dei 500 kgperché il peso extra deriva dalle complesse unità di potenza ibride. Le batterie pesanti e i sistemi di recupero dell’energia (ERS) trasformano le vetture moderne in veri e propri carri armati rispetto ai modelli del passato. Il problema, sottolinea, non è superficiale ma strutturale: l’era ibrida ha portato vantaggi in termini di efficienza e sostenibilità, ma a un costo fisico evidente, rendendo queste monoposto le più pesanti della storia della categoria.

McLaren F1 Andrea Stella Miami MCL40
La MCL40 di Oscar Piastri, a Suzuka

Soluzioni proposte e compromessi

Il pilota McLaren individua nei propulsori il principale responsabile del sovrappeso e la chiave per un possibile risparmio significativo: “Se i propulsori fossero più semplici, si potrebbe risparmiare parecchio peso”. Questa osservazione tocca un tema sensibile, perché semplificare i motori significherebbe rinunciare all’avanguardia tecnologica che caratterizza oggi la F1, con le sue sofisticate combinazioni tra motori a combustione e sistemi elettrici complessi.

Nel complesso, Piastri e altri piloti evidenziano come il peso rappresenti un ostacolo concreto alla guidabilità, all’agilità e allo spettacolo della Formula 1, pur riconoscendo i compromessi imposti dal progresso tecnologico e dalle esigenze di sostenibilità. La discussione resta aperta nel paddock, con la FIA chiamata a valutare ulteriori interventi per le prossime stagioni.


Crediti foto: Getty Images

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