F1 - Kimi Antonelli: i punti deboli dell'attuale leader del mondiale
Dopo tre vittorie consecutive, è il momento di fare un focus anche sui tasti dolenti mostrati dall'italiano fino al GP di Miami

Il #12 della Mercedes è sulla bocca di tutti negli ultimi giorni. Ed è assolutamente normale che sia così data la mole dei suoi risultati. Tre pole position conquistate consecutivamente e convertite in vittoria in Cina, Giappone e Stati Uniti. L'ultimo GP, disputato a Miami, consolida la prima posizione in classifica piloti con un vantaggio di 20 lunghezze sul compagno di squadra George Russell: qui la classifica.
Il classe 2006 ha dimostrato di avere la stoffa per vincere il titolo, ma non è oro tutto quello che luccica. Per entrare nell'olimpo dei piloti di F1, obiettivo di Kimi Antonelli, ci sono alcune imperfezioni da sistemare. Ogni punto conta e, anche se la perfezione non esiste, si può sempre migliorare. I due principali talloni d'Achille del pilota Mercedes sono le partenze e le sprint race.

Le debolezze di Kimi Antonelli: le partenze
Finché la domenica Kimi riuscirà a recuperare tutte le posizioni perse allo scatto, le partenze non saranno un problema grave. Tuttavia, prima o poi arriverà il giorno in cui una qualifica non eccellente lo costringerà a una rimonta quasi impossibile. Perciò, è importante che l'italiano sistemi il più possibile la fase iniziale della gara. In vista del GP di Miami, Antonelli si era impegnato al simulatore facendo circa 150 partenze una dietro l'altra, ma l'allenamento non ha ancora portato i suoi frutti.
Anche il compagno Russell è sempre partito male quest'anno, ma perdendo meno posizioni rispetto a Kimi. McLaren è scattata al via molto bene in quasi ogni occasione, segno che le brutte partenze delle Frecce d'Argento non sono legate alla power unit Mercedes. Bisogna quindi trovare il giusto compromesso, cosa che ancora non è riuscita al leader del mondiale in quattro gare e due sprint. Evitare troppo spin tenendo comunque su di giri il motore per permettere al turbo il corretto funzionamento. L'obiettivo nominale è questo, per ora è stato difficile centrarlo.
Sicuramente sarà impossibile raggiungere il livello ottimale che riesce ad avere Ferrari. Però, come dimostrato da McLaren e dalla stessa Alpine, una buona partenza con la power unit tedesca è più che ottenibile, serve solo allenamento e il giusto compromesso. Antonelli deve continuare a esercitarsi il più possibile su questo aspetto, perché il feeling con la vettura sia sul giro secco, che in passo gara, è già vicino alla perfezione.

Le debolezze di Kimi Antonelli: le sprint race
Su quattro gran premi svolti fino a oggi nel 2026, si sono disputate due gare sprint. In entrambe le occasioni, il pilota bolognese ha faticato tanto da non ottenere nessun podio, nonostante il giorno dopo abbia terminato la gara “lunga" in prima posizione. Le difficoltà di Antonelli nelle sprint race sono frutto delle brutte partenze e del minor tempo a disposizione per recuperare le posizioni perse. Inoltre, il passo gara senza gestione non è mai stato buono, né in Cina né a Miami.
I punti dati nella sprint sono pochi (otto per il vincitore) ma come dimostrato dalla lotta mondiale dello scorso anno tra Lando Norris, Max Verstappen e Oscar Piastri, ogni punticino conta. Peraltro, essere nelle posizioni che contano nelle “garette” del sabato è anche ottima fonte di dati per gli ingegneri, i protagonisti di questa nuova Formula 1. Perciò, le 4 sprint rimanenti in Canada, Gran Bretagna, Olanda e Singapore saranno importanti. Uno su tutti, Montréal, sarà il perfetto banco di prova, poiché sul circuito Gilles Villeneuve Mercedes è sempre stata molto competitiva.
Per diventare la migliore versione di sé stessi è giusto analizzare i propri difetti. Antonelli, nonostante la giovane età, è un ragazzo molto maturo. Sicuramente, con calma e serenità vista la sua posizione in classifica, sarà capace di migliorare i suoi punti deboli, portandolo sempre più vicino al sogno di diventare campione del mondo.