Hamilton e la Ferrari: il ritiro appeso all'ultima, grande illusione
Hamilton sul circuito di Miami

Il ritiro, o meglio, il presunto ritiro dalla Formula 1 di Lewis Hamilton fa sempre più notizia. In realtà, parliamo di un'indiscrezione - per non dire speculazione - di una classica voce di paddock arrivata dai media olandesi. Secondo questi ultimi, infatti, il sette volte campione del mondo potrebbe dire addio al mondo della massima serie durante il weekend di Silverstone.

Una scelta che, inevitabilmente, fa sorgere una domanda spontanea: perché proprio lì? La risposta è presto detta e volendo, assume anche un tono romantico. Un circuito dove ha scritto pagine importanti della sua carriera, davanti al suo pubblico. Rappresenterebbe, quindi, il luogo perfetto per chiudere un capitolo importante per la F1.

Ma un addio del genere merita il proprio spazio e farlo durante l’ultimo appuntamento stagionale, assumerebbe tutto un altro sapore. Il momento perfetto per dare vita alle varie celebrazioni, con la possibilità di viverlo con maggiore libertà ed emotività sia in pista che fuori.

Lewis Hamilton, Ferrari SF-26 Miami
Lewis Hamilton a bordo della Ferrari SF-26 durante il Gp di Miami

Il futuro di Lewis Hamilton torna in discussione

Al di là della voce circolata negli ultimi giorni, il ritiro di Lewis Hamilton è un tema che tiene banco da parecchio. Molti addetti ai lavori credono che la sua carriera sia arrivata alla bandiera a scacchi ed il motivo appare evidente. Sono diverse le stagioni in cui non si vede più l’Hamilton dominante della Mercedes a cui eravamo abituati.

Nell’era delle auto ad effetto suolo, ad esempio, ha sempre riscontrato enormi difficoltà. Sono ancora nitide le immagini degli effetti del porpoising sul suo corpo una volta sceso dall’abitacolo. Inoltre, più volte è stato surclassato dall’allora compagno di squadra George Russell.

Nel 2025, l’arrivo in Ferrari avrebbe dovuto rappresentare un punto di svolta. Il team avrebbe dovuto beneficiare della sua esperienza, per poter tornare nuovamente a lottare davanti ed essere costantemente sul gradino più alto del podio. La storia è ben nota e ci dirà che tutto accadrà ad eccezione dello scenario descritto. Una stagione complicata, fatta più di bassi che di alti, da cui sono nati molti interrogativi. Questi, rimandati al 2026, annata in cui il verbo concretizzare assume particolare importanza.

Le prime due gare della stagione sono state positive, con Hamilton che ha mantenuto il ritmo del compagno di squadra Charles Leclerc. Suzuka e Miami hanno però riportato alla mente il Lewis più in difficoltà visto nelle ultime stagioni. Le sue prestazioni sono state sottotono, vittime di problemi legati alla power unit Ferrari, che costituisce al momento l’unico grande limite della SF-26. La vera domanda, quindi, è un’altra: queste difficoltà sono soltanto episodi isolati oppure rappresentano un campanello d’allarme?

Lewis Hamilton, Ferrari - Gp Miami
Lewis Hamilton al volante della Ferrari SF-26 durante il Gp di Miami

Güenther Steiner: "Quando realizzerà di non poter vincere l’ottavo titolo mondiale..."

C’è chi sostiene che Hamilton abbia ormai concluso il proprio percorso in F1, che non debba più dimostrare nulla a nessuno. Una posizione condivisibile quella di Güenther Steiner, a cui aggiunge che il driver britannico difficilmente penserà al ritiro senza prima aver percepito una reale possibilità di conquistare l’ottavo titolo mondiale.

D’altronde è il vero motivo che lo ha portato in Ferrari, che non solo lo consacrerebbe tra i più grandi, ma lo aggiungerebbe alla lista dei piloti che hanno vinto un mondiale con tre squadre diverse.

È una questione difficile,” ha dichiarato Steiner a casino.org in merito alla possibilità che il 2026 sia l’ultima stagione di Hamilton. “Penso che quest’anno stia andando piuttosto bene. Però devo dire che l’anno scorso è stato molto difficile per lui. È stato difficile anche per Ferrari. C’era molta pressione nell’ingaggiare un sette volte campione del mondo”.

Secondo l’ex team principal della Haas, Lewis Hamilton non ha più nulla da dimostrare, in quanto ha già conquistato molti risultati e battuto record importanti. Ma c’è un aspetto, un desiderio che lo terrebbe ancora in pista.

Penso”, continua Steiner, “che la domanda su quanto a lungo resterà in F1 dipenda da quanto successo vuole ancora ottenere. Vuole solo dimostrare a sé stesso di essere ancora capace di farcela. Ad un certo punto dirà che ne ha abbastanza di tutto questo. Ma penso che quando realizzerà di non poter vincere l’ottavo titolo mondiale con una Ferrari, allora si fermerà”.

Ferrari Gp Miami 2026
Charles Leclerc precede Lewis Hamilton nelle fasi iniziali del GP di Miami

Hamilton, Ferrari e quell'ultima occasione

Quanto descritto da Güenther Steiner, risulta essere non solo un’analisi sensata, ma l’unica che valga la pena d'essere condivisa. È condivisibile il racconto secondo cui appenderà il casco al chiodo solo dopo aver sfiorato la chance di poter giocarsi nuovamente il mondiale piloti.

Per quanto lo scenario può far sognare - tifosi o meno del pilota - è evidente che bisogna fare i conti con la realtà. Oggi Hamilton non è più il pilota dominante di dieci anni fa e sono sempre più le stagioni in cui Ferrari promette di raggiungere quel risultato che manca dal lontano 2007 e 2008.

Ad ogni modo, il ritiro del campione inglese non sembra essere nel breve termine. Più probabile pensare che possa restare almeno un’altra stagione in F1, nel tentativo di capire se la squadra riuscirà davvero a costruire una monoposto in grado di permettergli di lottare per il mondiale.

E per quel che riguarda il futuro del team, chi prenderà eventualmente il suo posto? Immaginare il dopo Hamilton in Ferrari appare un po' complicato. Anche perché, se Charles Leclerc dovesse restare al centro del progetto, vedere un altro pilota di primissimo livello al suo fianco continuerebbe a sembrare qualcosa di difficile da gestire.

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