Ferrari vuole vincere il titolo? Servono scelte estreme
Così la pensa Rob Smedley, ex ingegnere rosso, che invita Vasseur a prendere decisioni impopolari ma necessarie per battere il duo Mercedes

La Ferrari, lo accettino anche i tifosi più scaramantici, è in piena lotta iridata. Le classifiche, sia Piloti sia Costruttori, sono lì a testimoniarlo. La situazione è favorita anche da una Mercedes oggettivamente in difficoltà sul piano dell'affidabilità e da un George Russell che, all'interno del team, non riesce a performare allo stesso livello di Andrea Kimi Antonelli.
Dall'altro lato, invece, c'è una Ferrari SF-26 in continua crescita, che sul piano telaistico si è dimostrata in più occasioni la vettura di riferimento e che sta pian piano recuperando anche il deficit motoristico. Le due vittorie nelle ultime tre gare rappresentano la dimostrazione che a Maranello possono crederci davvero.

È chiaro che per vincere un Mondiale servano tante cose, tante tessere di un puzzle che devono incastrarsi alla perfezione. È necessario però anche un pizzico di cinismo dirigenziale nel definire alcuni dettagli che, in questo momento, non sono ancora stati delineati. Sì, stiamo parlando proprio della questione della prima guida o, quantomeno, del pilota su cui puntare per sfidare quelli di Brackley.
Rob Smedley: "Ferrari deve puntare su un solo pilota"
Sia chiaro, l'impresa è ardua, quasi titanica, perché la W17 resta comunque la macchina da battere e potrebbe risolvere i suoi problemi di affidabilità nel breve termine. Però la Ferrari è lì e ha dimostrato che, quando alza l'asticella delle prestazioni, manda in crisi i rivali anglo-tedeschi, costretti a spingere oltre il limite e a incorrere spesso in problemi di tenuta.
Sono diversi i ritiri accumulati dagli alfieri delle Frecce d'Argento, tanto che Toto Wolff ha quantificato in ben 75 i punti persi dall'inizio del Mondiale. Una cifra pesantissima che ha penalizzato spesso proprio il leader della classifica, Andrea Kimi Antonelli.
Per contrastare la Mercedes e provare a costruire il sogno iridato c'è chi ritiene che debbano essere prese decisioni impopolari. Uno di questi è Rob Smedley, ingegnere che conosce molto bene l'ambiente Ferrari dopo gli anni trascorsi a Maranello.

Nel podcast High Performance Racing ha dichiarato: "Sono al 100% d'accordo con chi dice che la Ferrari debba puntare su un solo pilota. Devo andare contro il mio senso logico nel dire che penso che fare qualcosa di estremo sia l'unica chance per la Ferrari di vincere il campionato del mondo".
Una premessa che lascia già intuire quale sia il suo ragionamento e l'impostazione che vorrebbe vedere nella gestione di Charles Leclerc, fresco vincitore del Gran Premio di Silverstone, e Lewis Hamilton.
Smedley ha poi aggiunto: "Penso che, se la Ferrari riuscisse a superare la Mercedes in termini di prestazioni della macchina e poi permettesse ai piloti di gareggiare l'uno contro l'altro con un divario così ampio tra Lewis e Charles, le probabilità di vincere il campionato del mondo diminuirebbero drasticamente. Va anche contro la mia logica, perché ci sono troppe variabili in gioco. Perché mai dovrebbero farlo? Credo tuttavia che questa sia l'unica strategia a disposizione della Ferrari per far vincere a Hamilton questo campionato del mondo".
La linea di Vasseur resta invariata
Secondo Smedley, dunque, l'uomo su cui puntare sarebbe Lewis Hamilton, alla ricerca dell'ottavo titolo mondiale dopo quello sfuggito nella controversa serata di Abu Dhabi del dicembre 2021. La scelta ricadrebbe sul britannico anche perché, in classifica, vanta un margine abbastanza consistente nei confronti di Charles Leclerc, pur senza essere un vantaggio incolmabile.

Con ancora 13 Gran Premi da disputare, a parere dell'ex ingegnere Ferrari è arrivato il momento di prendere decisioni nette. Decisioni che, invece, Fred Vasseur non ha alcuna intenzione di prendere. La linea di Maranello è infatti molto chiara: lasciare correre i piloti, consentire loro di duellare e di ottimizzare la propria posizione in classifica, sempre nel rispetto delle regole d'ingaggio e senza danneggiare il team.
Si tratta di una strategia eticamente limpida e sportivamente corretta che, però, potrebbe presentare delle controindicazioni nel caso in cui la il Cavallino riuscisse a compiere un ulteriore salto prestazionale rispetto a quello già mostrato nelle ultime gare.
La prossima settimana si correrà il Gran Premio di Spa-Francorchamps e potrebbe essere un appuntamento fondamentale per comprendere quale sia il reale livello della SF-26. Sarà la pista a fornire le prime risposte, permettendo eventualmente di regolarsi in vista dell'ultimo appuntamento prima della pausa estiva e della successiva ripresa a Zandvoort, dove la Formula 1 entrerà nella fase decisiva della corsa al titolo.
Vasseur ha davanti a sé scelte estremamente delicate. Per il momento, però, non intende modificare la propria linea, con buona pace di Rob Smedley e di chi ritiene che la Ferrari debba puntare su un solo cavallo nella rincorsa al Mondiale.
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