F1 2026: senza correttivi il Gp del Belgio rischia di diventare estremamente pericoloso
Le nuove regole 2026 possono creare delta di velocità fino a 60 km/h: proposta di vietare la ricarica nei tratti ciechi come Eau Rouge-Raidillon.

La transizione regolamentare verso il 2026 continua a generare interrogativi operativi e, soprattutto, implicazioni dirette sulla sicurezza in pista. L’evoluzione delle power unit, con una componente elettrica francamente eccessiva (l'avvio iridiato lo ha dimostrato al di là di ogni dubbio), introduce infatti dinamiche di gestione dell’energia che rischiano di produrre differenze di velocità marcate tra vetture nello stesso tratto di circuito. In questo contesto si inserisce l’intervento di David Coulthard, che ha sollevato un tema chiave.

Il rischio nei tratti ciechi: il caso Gp Belgio e Spa-Francorchamps
Durante il podcast Up to Speed, lo scozzese ha evidenziato come l’attuale logica di ricarica possa diventare critica in segmenti ad alta velocità e visibilità limitata, come il celebre complesso Eau Rouge-Raidillon di Spa-Francorchamps, uno dei punti più iconici e al tempo stesso più delicati del calendario.
"A causa del modo in cui questi motori ricaricano l'energia, si può essere sorpresi da una differenza di velocità di 50 o 60 km/h e questo mette in pericolo la vita dei piloti. Prendete l'Eau Rouge del Gp del Belgio, là si scavalla una collina e non si riesce a vedere cosa accade dall'altra parte. Se una macchina rallenta improvvisamente per ricaricare mentre la stai seguendo a tutta velocità, si rischia una catastrofe", ha spiegato l'ex McLaren.
Il punto tecnico è chiaro: una vettura in fase di harvesting energetico riduce drasticamente la propria velocità, mentre un’altra, alle sue spalle, può trovarsi in fase di deploy elettrico, con piena disponibilità di potenza. Il differenziale risultante - nell’ordine di decine di km/h - diventa particolarmente insidioso e potenzialmente pericoloso quando il campo visivo del pilota è limitato dalla conformazione del tracciato.

La proposta: “zone no recharge” per stabilizzare le velocità
La soluzione avanzata dall’ex pilota scozzese introduce un principio regolamentare semplice ma potenzialmente efficace: delimitare porzioni di pista in cui il recupero energetico sia vietato, imponendo così una maggiore uniformità di comportamento tra le monoposto.
"Ci sono alcune curve che dovrebbero essere esentate dal recupero di energia e in quei punti si potrebbe decidere che semplicemente non si potrà rallentare. Non si possono sorprendere i piloti con differenze di velocità così grandi in punti di visibilità limitata".
L’idea delle “zone di divieto ricarica” si inserisce in modo coerente nel dibattito tecnico attualmente in corso tra FIA, piloti e team, chiamati a rifinire un regolamento che, nelle prime applicazioni, ha mostrato diverse criticità strutturali.
Dal punto di vista ingegneristico, una simile soluzione implicherebbe una mappatura precisa dei tratti sensibili - non solo a Spa, ma anche in altri circuiti caratterizzati da cambi di pendenza o curve cieche - con l’introduzione di vincoli software sulle strategie di recupero. Un compromesso tra libertà strategica e sicurezza operativa che potrebbe rivelarsi necessario per evitare scenari ad alto rischio.
In definitiva, la proposta di Coulthard non rappresenta soltanto una reazione prudenziale, ma un contributo tecnico concreto a un tema che la Formula 1 non può permettersi di sottovalutare: l’interazione tra innovazione ibrida e sicurezza dinamica in condizioni limite.