WEC
Le vetture schierate a Le Mans

La conferenza stampa annuale organizzata da FIA e ACO alla vigilia della 24 Ore di Le Mans ha segnato uno dei momenti più importanti nella storia recente delle competizioni endurance. I responsabili del FIA WEC, dell’Automobile Club de l’Ouest e dell’IMSA hanno infatti svelato le linee guida del nuovo regolamento Hypercar che entrerà in vigore dal 2030, ponendo fine all’attuale convivenza tra le piattaforme LMH e LMDh.

Il logo della FIA campeggia sul motorhome

Dopo mesi di discussioni e rumors sul nuovo regolamento tecnico in vigore dal 2030, tutte le parti coinvolte hanno raggiunto un accordo per introdurre una singola architettura tecnica comune destinata a diventare il riferimento della categoria regina dell’endurance mondiale. L’obiettivo dichiarato è quello di preservare il successo ottenuto dall’attuale formula Hypercar, garantendo al tempo stesso stabilità regolamentare, sostenibilità economica e libertà progettuale ai costruttori.

wec tecnica
Sezione frontale della Alpine A424 - Alessio Garofoli per Formulacritica

La principale novità riguarda proprio la scomparsa della doppia classificazione LMH e LMDh. Dal 2030 tutte le vetture saranno sviluppate secondo un unico regolamento tecnico valido sia per il FIA WEC sia per l’IMSA SportsCar Championship. Rimarrà invece il sistema del Balance of Performance, considerato uno strumento indispensabile per garantire l’equilibrio competitivo tra progetti differenti.

Trazione posteriore e maggiore libertà progettuale

Dal punto di vista tecnico, uno dei cambiamenti più significativi sarà l’adozione della trazione a due ruote motrici per tutte le Hypercar. La nuova normativa eliminerà quindi l’attuale differenza tra le LMH ibride a trazione integrale e le LMDh a trazione posteriore.

Le future vetture avranno un peso minimo superiore agli attuali valori di riferimento, con un target fissato oltre i 1040 chilogrammi. Contestualmente verrà introdotta una piattaforma tecnica che consentirà ai costruttori una libertà di sviluppo molto più ampia rispetto all’attuale modello LMDh.

Ferrari 499p 6 ore SPA 2025
Ferrari 499p 6 ore SPA 2025

I marchi potranno infatti progettare un telaio completamente personalizzato oppure collaborare con aziende specializzate come Dallara, ORECA, Ligier o Multimatic. Una soluzione che rappresenta un punto d’incontro tra la filosofia delle LMH, caratterizzate da telai proprietari, e quella delle LMDh, basate invece su costruttori esterni.

Anche sul fronte dell’ibrido sarà prevista una doppia possibilità. I costruttori potranno sviluppare autonomamente il proprio sistema oppure affidarsi a una soluzione standardizzata fornita da un partner designato, purché vengano rispettate le specifiche tecniche previste dal regolamento.

Motori liberi e identità stilistica rafforzata

Un altro elemento centrale della futura normativa riguarda il motore termico. FIA, ACO e IMSA hanno confermato che i costruttori potranno continuare a scegliere liberamente architettura e cilindrata, mantenendo quindi aperta la strada a configurazioni tecniche differenti.

La nuova generazione Hypercar dovrebbe inoltre beneficiare di un incremento della potenza massima di circa 20 kW rispetto agli standard attuali. Parallelamente verranno introdotti un sottoscocca e un diffusore specifici, mentre la finestra aerodinamica sarà più restrittiva rispetto a quella odierna.

motore Genesis GMR-001 - crediti Genesisi Europe Media Centre
motore Genesis GMR-001 - crediti Genesisi Europe Media Centre

Particolare attenzione sarà dedicata anche all’aspetto estetico delle vetture. Le nuove Hypercar dovranno presentare una maggiore identità visiva e un collegamento più evidente con i marchi rappresentati, uno degli aspetti che negli ultimi anni ha contribuito al successo commerciale e mediatico della categoria.

Omologazioni più lunghe e stabilità regolamentare

Tra i punti considerati fondamentali dai costruttori vi è anche la durata delle omologazioni. Le nuove vetture saranno infatti omologate per un periodo minimo di cinque anni e, durante tale ciclo, non saranno consentiti aggiornamenti prestazionali.

L’obiettivo è garantire un quadro normativo stabile e prevedibile, consentendo ai marchi di pianificare investimenti a lungo termine. FIA e ACO stanno comunque valutando l’introduzione di procedure specifiche che possano consentire deroghe in situazioni particolari, qualora un costruttore si trovasse in condizioni di evidente svantaggio tecnico.

Le Hypercar a idrogeno entrano nel progetto 2030

La conferenza stampa di Le Mans ha inoltre rappresentato il debutto ufficiale del quadro regolamentare dedicato alle future Hypercar a idrogeno.

Toyota TR LH2 Racing
L'innovativa Toyota TR LH2 Racing

Per la prima volta FIA e ACO hanno definito una base tecnica comune che permetterà alle vetture alimentate a idrogeno di competere seguendo principi regolamentari simili a quelli delle Hypercar tradizionali. Anche in questo caso verrà adottata la configurazione a due ruote motrici, pur con alcune modifiche specifiche legate alla tecnologia utilizzata.

Le vetture H2 avranno un peso minimo fissato a 1200 chilogrammi, pneumatici dedicati e un sistema di Equivalenza Tecnologica (EoT) studiato per evitare differenze prestazionali significative rispetto alle altre tipologie di propulsione senza attribuire vantaggi artificiali alla tecnologia dell’idrogeno.

Le dichiarazioni dei protagonisti

Il presidente dell’ACO Pierre Fillon ha sottolineato il valore strategico dell’accordo raggiunto tra le diverse parti coinvolte.

“C’è una reale convergenza con i nostri amici e siamo convinti di poter capitalizzare su questa serie. Tutti i marchi saranno visibili e apriremo un capitolo tecnologico”.

Sulla stessa linea anche il presidente IMSA John Doonan, che ha definito la piattaforma unica come un traguardo storico per l’endurance moderna.

“Se guardiamo all’era attuale, abbiamo dimostrato cosa è possibile quando le parti interessate si uniscono con una visione comune. Ora apriamo un nuovo capitolo di questa storia”.

Doonan ha inoltre evidenziato l’importanza di preservare gli investimenti effettuati negli ultimi anni dai costruttori attualmente impegnati nelle categorie LMH e LMDh.

“Credo che una delle cose di cui vogliamo assicurarci sia che gli investimenti fatti da queste aziende non diventino obsoleti. L’obiettivo sarebbe quello di evitare di rendere completamente obsolete le vetture attualmente in uso”.

Con la pubblicazione del regolamento completo prevista entro la fine dell’anno, FIA, ACO e IMSA hanno dunque tracciato la direzione della categoria regina dell’endurance per il prossimo decennio: una sola piattaforma tecnica, maggiore libertà progettuale e una base comune destinata a unire definitivamente i campionati di riferimento delle corse di durata mondiali.


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