F1 – GP Barcellona: è l’inizio della dominazione spagnola?
Il Presidente della Federazione Reale Spagnola dell’Automobile Manuel Aviñó, si dice soddisfatto del ruolo della Spagna all’interno del motorsport mondiale

Manuel Aviñó, presidente della Real Federación Española de Automovilismo, descrive in un'intervista di AS realizzata a Montmeló un periodo particolarmente favorevole per il motorsport nazionale. “La Spagna è molto di moda”, afferma con orgoglio Aviñó, evidenziando come la Spagna stia vivendo un momento storico con due Gran Premi di F1 nello stesso anno, Barcellona e Madrid.
“All’interno della FIA si parla ora più spagnolo che mai. Storicamente, non abbiamo mai vissuto un momento così dolce dal punto di vista organizzativo come quello attuale”.

La Formula 1 a Barcellona e l’arrivo di Madrid
Aviñó riconosce che il GP di Barcellona sarà rimpianto nel 2027, ma non chiude del tutto la porta a una possibile conferma: “Ci mancherà l’anno prossimo in F1, però, con la tensione geopolitica che c’è a livello internazionale e i conflitti in corso, chissà, magari avremo una finestra per far sì che il GP di Barcellona resti anche l’anno prossimo. Non si sa mai”. Il presidente esprime soprattutto la speranza di una rapida risoluzione dei conflitti internazionali, in particolare in Medio Oriente: “Speriamo si risolvano il prima possibile e non ci siano altre perdite umane”. Per ora Barcellona resta in calendario dove si alternerà con Spa, un risultato che Aviñó considera già molto positivo.
L'aggiunta di Madrid rende il 2026 un anno storico per la Spagna. Aviñó parla con evidente emozione della nuova pista semipermanente, il “Madring”: “Siamo tutti molto curiosi di vedere quella curva Monumental”. Allo stesso tempo è realista sulle difficoltà: “Siamo molto stretti con i tempi sotto tutti i punti di vista, sia operativo che tecnico per le installazioni. E le cose stanno procedendo secondo i piani, ma di certo non ci avanza tempo”. A causa dei permessi tra IFEMA e Comune non sarà possibile organizzare una gara di contorno di F4, ma saranno comunque svolti i test tecnici obbligatori richiesti.

I piloti spagnoli e il sostegno alla cantera
La Spagna continua a vantare una presenza di primo piano in Formula 1 grazie a Fernando Alonso e Carlos Sainz, con giovani di talento come Mari Boya in F2 e Bruno del Pino in F3. Aviñó sottolinea la forza del vivaio: “Molti dei piloti che sono in F3 arrivano dalla F4 spagnola”, un campionato che insieme al karting – con circa 200 piloti per gara – rappresenta una piattaforma di formazione tra le migliori al mondo. Riferendosi alle difficoltà di Aston Martin, commenta con ottimismo: “Hanno tutti gli ingredienti per fare una torta buonissima, ma non riesce a venire. Però bisogna essere perseveranti e sono sicuro che i risultati arriveranno”.
Sul futuro di Alonso, Aviñó interpreta le sue dichiarazioni tenendo conto dell’incertezza sul GP di Barcellona: “Bisognerà vedere nel 2028 quanta voglia avrà di continuare, se avrà una macchina competitiva o no”. Carlos Sainz resta un pilota di altissimo livello, mentre Aviñó guarda con grande fiducia anche ad Alex Palou: “Sta facendo un grande lavoro in America”.

Il successo internazionale e l'orgoglio spagnolo
Oltre alla doppia tappa di Formula 1, Aviñó sottolinea il ritorno della Formula E al Jarama, che ospiterà anche i test pre-stagionali della nuova vettura: “La nuova generazione di vetture di Formula E è molto buona”. La Spagna sta ospitando numerosi eventi FIA: il Mondiale Rally alle Canarie, Europei in Andalusia, Coppe del Mondo di Bajas e tanti altri. “Insomma, la Spagna è molto di moda”.
Aviñó, al suo ultimo mandato fino al dicembre 2028, esprime soddisfazione per il lavoro di tutta la federazione, dei circuiti, dei club e degli ufficiali di gara. Il suo obiettivo è concludere con due Gran Premi confermati e vedere Madrid avere successo: “La cosa difficile ora è cavalcare l’onda”. La Spagna, conclude, mette a disposizione infrastrutture di qualità, un clima ideale, ottima gastronomia e un ecosistema motorsport maturo: questi sono i motivi per cui Formula 1 e FIA continuano a credere fortemente nel Paese.
Crediti foto: Circuit de Barcelona-Catalunya, Getty Images, Madring