Mercedes, la prova definitiva: il caso dei rapporti di compressione non esisteva
Dopo l'introduzione dei nuovi controlli FIA nessuna modifica alle power unit di Brixworth: archiviati mesi di polemiche strumentali dalle quali ci eravamo sempre smarcati

In Formula 1 si corre veloce e, forse, anche la memoria tende a consumarsi troppo in fretta. Ma non è il nostro caso. Alcune cose ce le siamo appuntate e le ricordiamo bene, perché abbiamo sempre mantenuto una linea editoriale chiara, coerente e della quale andiamo fieri.
Quando imperversavano le teorie sui rapporti di compressione e sui presunti trucchi che Mercedes avrebbe adottato con le nuove power unit 2026, abbiamo sempre sostenuto una posizione molto semplice: esisteva un testo normativo che disciplinava la materia e prevedeva un determinato sistema di verifica delle unità motrici. Quella verifica era statica, effettuata a motori “freddi”.
Ciò che stabiliva il regolamento veniva rispettato integralmente dalla Stella a Tre Punte. E in qualsiasi sistema giuridico sano conta ciò che è scritto nelle norme, non i cosiddetti "spiriti del regolamento", che hanno valore soltanto fino a quando non si scontrano con la forza della parola codificata.

Mercedes ha sempre operato nella legalità
Abbiamo sempre sostenuto che Mercedes avesse agito pienamente nell'alveo della legalità. Non a caso nessun team rivale e nessun costruttore concorrente ha mai presentato una protesta formale o una denuncia ufficiale. Si è preferito ricorrere a indiscrezioni, pressioni politiche, allusioni e narrazioni che hanno finito per influenzare il dibattito pubblico e spingere la FIA a effettuare ulteriori valutazioni.
Valutazioni che, peraltro, sono state condivise dalla stessa Mercedes e dagli altri costruttori. Da qui è nata la decisione di introdurre un nuovo sistema di misurazione dei rapporti di compressione all'interno delle camere di combustione. Questa nuova procedura è entrata in vigore il primo giugno, data individuata dalla FIA e dagli stakeholder come spartiacque definitivo della vicenda.
Già prima di quel momento esisteva però un indizio importante: la tranquillità mostrata da Mercedes. Il costruttore tedesco non aveva predisposto alcuna nuova power unit né alcuna nuova omologazione in vista dell'entrata in vigore delle nuove verifiche. Anche perché tutti erano in attesa delle cosiddette tabelle ADUO, che, come abbiamo raccontato, coinvolgono anche Mercedes, alla quale dovrebbe spettare un margine di sviluppo del 2%: leggi qui.

Power unite Mercede: Montecarlo ha chiuso il dibattito
Il Gran Premio di Montecarlo ha raccontato una verità molto chiara. I team motorizzati Mercedes non hanno debuttato con motori nuovi che, teoricamente, avrebbero dovuto adeguarsi ai nuovi criteri di misurazione qualora le unità precedenti fossero state in qualche modo irregolari, come sosteneva una certa vulgata popolare.
Non solo questo non è accaduto, ma Mercedes, utilizzando le stesse power unit omologate all'inizio della stagione, è riuscita a conquistare una vittoria netta con Andrea Kimi Antonelli.
È vero che a Montecarlo il peso del propulsore è inferiore rispetto ad altri circuiti, ma resta un fatto incontestabile: non è stato necessario introdurre alcuna nuova specifica, né apportare modifiche sostanziali alle unità motrici già esistenti. Tutto ciò finisce inevitabilmente per smentire il chiacchiericcio che ha accompagnato l'avvicinamento al Mondiale. Un complottismo che non ha reso un buon servizio allo sport, contribuendo piuttosto ad avvelenare il dibattito.
Oggi si continua a leggere che Mercedes sarebbe una squadra protetta dalla FIA o favorita politicamente. Sono accuse irricevibili, smentite anche dal comportamento degli altri costruttori, che continuano a competere regolarmente senza minacciare abbandoni o rotture clamorose.
Una volta tanto sarebbe opportuno riconoscere il merito degli avversari. Mercedes High Performance Powertrains di Brixworth ha semplicemente lavorato meglio degli altri, interpretando correttamente il regolamento e realizzando quella che, al momento, appare la power unit di riferimento.

Le stesse tabelle ADUO, che riguardano soprattutto la componente endotermica, suggeriscono che Red Bull Ford possa disporre di qualche cavallo in più sotto questo specifico aspetto. Ma una power unit non si giudica soltanto dall'endotermico. Conta il pacchetto complessivo, conta l'integrazione tra motore termico e parte elettrica, conta l'efficienza dell'intero sistema.
Insomma, sembra finalmente essersi chiusa una fase eccessivamente polemica della Formula 1. Un periodo che lascia ancora qualche strascico, perché certe convinzioni e alcune idee sbagliate sono difficili da estirpare.
Noi di Formulacritica, però, abbiamo sempre mantenuto una posizione lineare, limpida e coerente. E oggi la rivendichiamo con convinzione, perché informare è una cosa seria.
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