lewis hamilton e kim kardashian

Mentre a Maranello si analizzano i primi dati reali della SF-26, capace di stampare il miglior tempo nei test di Barcellona grazie a un Lewis Hamilton in stato di grazia, il muretto Ferrari deve fare i conti con un’appendice aerodinamica non prevista: l’ombra di Kim Kardashian. Quello che è esploso ieri come il gossip dell’anno sembra essere molto più di un semplice flirt, diventando un vero e proprio caso diplomatico per il Cavallino.

Il weekend da 140.000 euro: un "caffè" fuori budget

Tutto è iniziato con una fuga riservatissima nelle Cotswolds, presso l’Estelle Manor. Un’operazione che, tra jet privati, elicotteri e suite blindate, avrebbe comportato un esborso stimato di 140.000 euro. C’è chi parla di amore, chi di un’astuta manovra di marketing per il lancio del nuovo brand di Kim, ma l’ironia corre veloce: definire questa cifra "spese di rappresentanza" per un semplice incontro tra amici è l'understatement del secolo. Forse Sir Lewis voleva solo conoscere il processo creativo che ha generato i nomi della prole West (North, Saint, Chicago e Psalm) o siamo di fronte a una delle trombate più costose della storia.

Il paradosso di Maranello: la bandita e il capitano

Il vero nodo però è istituzionale. Al suo secondo anno in Rosso, Hamilton è l’uomo-copertina della rinascita Ferrari sotto i nuovi regolamenti 2026. Tuttavia, il suo legame con Kim Kardashian crea un cortocircuito senza precedenti. La regina di Hollywood è infatti la celebrità più illustre nella ufficiosa ma temutissima "Blacklist" di Maranello.

I motivi sono storici: dal pasticcio d’immagine del 2011, quando ricevette una 458 Italia come regalo di nozze da un uomo d'affari piuttosto loschi, alla sua allergia per l'estetica originale (i puristi non dimenticano i suoi wrapping monocromatici effetto "velluto" che hanno fatto inorridire i designer emiliani). Vederla oggi entrare nei box, potenzialmente come ospite d’onore del pilota di punta, è un boccone amaro per chi ha sempre cercato di tenere il brand lontano dal "pop" più estremo.

Tra SF-26 e nuove fiamme

In pista la realtà è diversa: la SF-26 corre, e pare lo faccia anche forte. Lewis sembra aver trovato quel feeling che nel 2025 era mancato nei momenti chiave. Ma se l’anno scorso l’attenzione era tutta per i presunti flirt con Sofia Vergara o Shakira - icone che la dirigenza Ferrari poteva ancora "digerire" - l’ingresso nel clan Kardashian rompe l’ultima barriera di protezione della fortezza rossa.

La domanda ora è se il Cavallino riuscirà a mantenere la sua proverbiale austerità o se, tra una sfilata a Parigi e un giro veloce a Monza, dovrà arrendersi all'evidenza: nell'era della Formula 1 formato social, anche la lista nera più rigida del mondo può essere scavalcata con il pass giusto al collo.


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