Gli USA tra F1 e calcio: Liberty Media amica e la FIFA prona
Fa discutere il diverso trattamento ricevuto da atleti, staff, giornalisti ed arbitri in vista della Coppa del Mondo rispetto a quanto accade nella serie iridata

In preparazione alla Coppa del Mondo FIFA ospitata negli USA, Canada e Messico, diverse squadre nazionali hanno subito controlli di sicurezza intensi all’arrivo. I giocatori e lo staff del Senegal sono stati ispezionati direttamente sulla pista aeroportuale a San Antonio, mentre la delegazione dell'Uzbekistan ha affrontato cani antidroga e metal detector presso la sede di allenamento a New York. Anche la nazionale del Belgio ha ricevuto ispezioni simili all’aeroporto di Chicago. Questi provvedimenti sono stati descritti come umilianti e paragonati a un trattamento da criminali.
Parallelamente, l’arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan, premiato come miglior arbitro africano 2025 e primo somalo selezionato per un Mondiale, è stato respinto all’aeroporto di Miami nonostante un visto valido. Le autorità statunitensi hanno citato preoccupazioni di vetting, ovvero di verifica di sicurezza. La Somalia rientra tra i paesi inclusi nelle restrizioni di viaggio dell’amministrazione Trump e la FIFA ha dovuto rimuoverlo dalla lista degli ufficiali. A questi episodi si aggiunge il caso dell'Iran, Paese al quale è stato imposto di viaggiare negli Stati Uniti solo nel giorno delle proprie partite per poi fare immediato ritorno in Messico, visto l'attuale conflitto in corso fra i due Paesi, in Medioriente.
Questi episodi hanno generato critiche verso le politiche di immigrazione USA applicate agli eventi sportivi internazionali organizzati dalla FIFA, con l’aggiunta di segnalazioni secondo cui anche giornalisti non graditi e tifosi in possesso di regolare biglietto potrebbero essere respinti al confine o non ottenere l’ingresso nel Paese a causa delle rigorose politiche migratorie e dei controlli di sicurezza.

Il Gran Premio di F1 a Miami
Poco più di un mese fa, ha avuto luogo il Gran Premio di F1 di Miami sotto l’organizzazione di Liberty Media, società proprietaria del gruppo Formula One. L’evento ha coinvolto team, piloti, personale e spettatori internazionali senza segnalazioni pubbliche di dinieghi all’ingresso, controlli umilianti su piste o respingimenti simili a quelli verificatisi nel calcio. Le misure di sicurezza standard, come le ispezioni bagagli all’ingresso del circuito, sono state applicate in modo ordinario, senza controversie legate a nazionalità specifiche o vetting estesi per i partecipanti principali.

Ragioni per il diverso trattamento da parte delle autorità
Le differenze derivano principalmente da fattori temporali, organizzativi e di percezione del rischio. L’evento, organizzato da Liberty Media si è tenuto un mese prima dell’inizio dei Mondiali di calcio. Le politiche di sicurezza e immigrazione si sono intensificate ed applicate con maggiore rigore in prossimità del Mondiale, un mega-evento con migliaia di partecipanti da Paesi considerati a rischio, inclusi giornalisti e tifosi.
La Formula 1 coinvolge un numero limitato di team, principalmente europei e nordamericani, con piloti che dispongono di visti professionali consolidati e sponsor di alto profilo. Si tratta di un evento commerciale privato gestito da Liberty Media, con forte impatto economico locale e un pubblico prevalentemente premium.
Il Mondiale organizzato dalla FIFA, invece, include decine di nazionali da regioni geopoliticamente sensibili, con restrizioni di viaggio preesistenti come quelle verso Somalia, Senegal, Uzbekistan e Iran. Le autorità applicano screening più stringenti quando il rischio percepito di sicurezza o immigrazione irregolare risulta maggiore, arrivando a colpire anche giornalisti ritenuti non graditi e tifosi con biglietto che non superano i controlli di vetting.

I partecipanti alla F1 beneficiano spesso di canali diplomatici o VIP, visti di lavoro specializzati e del supporto diretto delle scuderie e di Liberty Media. Gli eventi FIFA richiedono invece una gestione di massa con delegazioni governative, arbitri, media e tifosi da paesi inclusi in liste di monitoraggio. Non esistono esenzioni automatiche per gli eventi sportivi rispetto alle politiche di sicurezza nazionale.
Il contesto geopolitico gioca un ruolo rilevante perché le restrizioni sui viaggi colpiscono in modo selettivo certi paesi. La F1 presenta una partecipazione meno esposta a tali liste rispetto al calcio internazionale gestito dalla FIFA.
Uno scenario ancor più grave potrebbe palesarsi ai prossimi Giochi Olimpici estivi del 2028, che avranno sede a Los Angeles, in California e lì non saranno solo 48 Paesi parteciparvi, ma tutto il globo.
Il diverso trattamento riflette l’applicazione selettiva di protocolli di sicurezza basata sul rischio percepito, sulla scala dell’evento e sulla composizione dei partecipanti (atleti, staff, media e tifosi), piuttosto che un’applicazione uniforme tra gli eventi organizzati da FIFA e Liberty Media. Le autorità statunitensi danno priorità la sicurezza nazionale, con esiti variabili a seconda del contesto specifico.
Crediti foto: The White House, Getty Images, De Standaard