Il muso dell'Alpine A525
Il muso dell'Alpine A525

La decisione della Renault di ridimensionare il comparto motori di Viry-Chatillon e di destituire l’area motori F1 ha segnato la fine di un'era gloriosa. Dopo decenni, la Losanga ha detto addio alla massima serie imponendo al Alpine di cercare un nuovo fornitore. Il team di Enstone, comunque nelle mani del costruttore transalpino, ha voltato pagina scegliendo Mercedes come fornitore di power unit, una decisione storica che rappresenta una prima assoluta. Ma ciò che colpisce ancora di più è la nettezza con cui Flavio Briatore, tornato ai vertici operativi della squadra, ha spiegato le ragioni di questa scelta, di fatto snobbando apertamente la Ferrari. Una pista che, alla luce dei risvolti odierni (leggi qui) potrebbe  non essere così felice. Vedremo di seguito. 

Le parole dell'italiano non lasciano spazio a interpretazioni diplomatiche: "Non ci sono più scuse per non rendere. Voglio confrontarmi con i migliori. Con i secondi migliori? Nessun interesse!". Una dichiarazione che sa di sentenza: Mercedes è considerata il riferimento assoluto in termini di power unit, mentre Ferrari viene relegata al ruolo di seconda scelta. Un affronto non da poco per il Cavallino Rampante, che si vede pubblicamente declassato da uno dei personaggi più influenti e controversi del paddock.

Briatore non è nuovo a scelte pragmatiche e spesso provocatorie. La sua carriera in Formula 1, iniziata nel 1988 con Benetton e costellata di successi prima dell'uscita di scena legata al Crashgate, lo ha sempre visto operare con lucidità strategica, mettendo i risultati davanti a tutto. Il suo ritorno in Alpine come consulente, e successivamente alla guida operativa del team dopo la partenza di Oliver Oakes, rappresenta un tentativo disperato di risollevare le sorti di una squadra sprofondata all'ultimo posto nel campionato costruttori la scorsa stagione.

La power unit Mercedes

Alpine F1: Mercedes e non Ferrari per tornare in alto

La scelta di Mercedes, in questo contesto, assume i contorni di una scommessa ad alto rischio ma potenzialmente risolutiva. Alpine ha bisogno di un cambio di passo radicale, e Briatore crede evidentemente che solo associandosi al meglio disponibile sul mercato si possa invertire la rotta. Questa fiducia incondizionata nella superiorità tecnica tedesca potrebbe trovare conferma in voci sempre più insistenti che circolano nel paddock.

Il riferimento è sempre al sistema innovativo capace di modificare dinamicamente il rapporto di compressione del motore, passando da 16:1 a 18:1 durante il funzionamento. Si tratterebbe di un escamotage ingegneristico ai limiti del regolamento, capace di ottimizzare le prestazioni del propulsore in diverse condizioni operative, garantendo un vantaggio competitivo significativo. Se confermato, questo dettaglio spiegherebbe perfettamente la convinzione granitica di Briatore sulla superiorità Mercedes e giustificherebbe lo "snobbare" Ferrari in modo così plateale. Ma la FIA potrebbe rimettere tutto in discussione secondo i rumors odierni.

In ogni caso, in attesa che gli eventi si compiano, analizzando il panorama motoristico della Formula 1 attuale, la valutazione di Briatore potrebbe avere un fondamento concreto. Red Bull produrrà per la prima volta motori propri in collaborazione con Ford, Honda realizzerà power unit per Aston Martin in un rapporto appena nato e tutto da costruire e Audi debutta come costruttore. In questo scenario di novità e incognite, Mercedes rappresenta una certezza tecnica consolidata, con anni di esperienza nell'era ibrida e un know-how difficilmente eguagliabile nel breve periodo.

La Alpine A526 in azione sul tracciato di Montmelò

Ferrari partner attrattivo: la scelta di Cadillac

La decisione di Cadillac di affidarsi invece alla Ferrari per il proprio debutto prima di passare ai motori General Motors dal 2029, dimostra che il Cavallino Rampante mantiene comunque appeal e soprattutto credibilità tecnica che è stata confermata anche in Haas, col team principal Ayao Komatsu che ha pubblicamente lodato il V6 turbo-ibrido concepito dallo staff guidato da Enrico Gualtieri. Eppure, per Briatore questo non basta. L'italiano vuole il meglio, non un'alternativa valida. È una questione di mentalità vincente, la stessa che lo ha portato ai successi del passato con Schumacher e Alonso.

Per Alpine questa rappresenta davvero l'ultima occasione. Dopo una stagione disastrosa chiusa in fondo alla classifica costruttori, il team francese non può più permettersi errori. La partnership con Mercedes, se accompagnata dal presunto vantaggio sul rapporto di compressione variabile, potrebbe rappresentare la svolta tanto attesa. Briatore ha fatto la sua scelta, snobbando Ferrari e puntando tutto sulla Stella a tre punte. Solo la pista dirà se avrà avuto ragione.


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