McLaren e Ferrari: filosofie energetiche a confronto nei test del Bahrain
Emergono interessanti differenze sul modo di approcciare i test e soprattutto sulle modalità d’uso della power unit da parte di Woking e Maranello

La seconda giornata di test al Sakhir (segui la diretta) sta consegnando indicazioni tecniche interessanti sul confronto tra le due monoposto chiamate a giocarsi un ruolo da protagoniste mondiale 2026. Charles Leclerc firma, per ora, il riferimento cronometrico con la Ferrari SF-26 in 1.34.273, mentre Lando Norris combina prestazione e costanza sul passo gara con la McLaren MCL40. Ma è nell'analisi dei dati telemetrici che emergono le differenze più significative.
La Ferrari mostra progressi tangibili nel bilanciamento della vettura. Rispetto alla giornata di ieri, la SF-26 consente a Leclerc di attaccare con maggiore incisività anche nelle condizioni più critiche, quando l'asfalto raggiunge temperature elevate. Il giro di riferimento del monegasco testimonia una monoposto più stabile e prevedibile, elemento fondamentale per estrarre il massimo nelle qualifiche simulate.

Norris firma un crono di rilievo ma lontano dal ferrarista. Pesa anche la differenza di compound: Lando su C1, Charles su C3. È comunque nel passo gara che la McLaren rivela le proprie carte. I dati telemetrici indicano chiaramente un assetto con carburante abbondante durante i long run, e la MCL40 si dimostra costante e affidabile nella gestione delle gomme. Un segnale importante in chiave gara, dove la consistenza può fare la differenza.
McLaren vs Ferrari: due scuole di pensiero nel deployment energetico
L'aspetto più intrigante riguarda la gestione del sistema ibrido. Ferrari e McLaren hanno scelto strategie opposte per il deployment energetico, rivelando filosofie differenti. La SF-26 concentra il rilascio di potenza sul rettilineo principale, sfruttando, ovviamente, anche l'aerodinamica attiva per massimizzare la velocità di punta, per poi recuperare energia in modo aggressivo alla staccata di Curva 4, una delle frenate più violente del tracciato.

La MCL40 invece privilegia un recupero progressivo e distribuito, per poi concentrare il rilascio nell'allungo che precede l'ultima curva, dove l'uscita pulita risulta determinante per il tempo sul giro.
Due approcci, due concezioni diverse di come estrarre prestazione da power unit e aerodinamica. Sarà la pista, nelle prime gare, a decretare quale filosofia si rivelerà vincente. Ammesso che non ci sia poi una convergenza.
Seguici e commenta sul nostro canale YouTube: clicca qui