F1 Pirelli
Le varie tipologie degli pneumatici Pirelli per la F1

La Pirelli ha deciso di adottare un approccio più aggressivo nelle scelte di gomme per il resto della stagione di F1. L’obiettivo è favorire un maggiore degrado delle gomme per consentire strategie più varie e aumentare lo spettacolo delle corse. La prima applicazione concreta di questo cambio di rotta si è vista già al Gran Premio di Barcellona-Catalunya.

La gara spagnola ha dimostrato che, con temperature elevate, è possibile generare un degrado di rilievo delle coperture, portando a una combinazione di strategie a due e tre soste. Questo risultato ha spinto Pirelli a rivedere le allocazioni inizialmente previste per i prossimi eventi. Dario Marrafuschi, responsabile del motorsport di Pirelli, ha confermato che il piano originale della stagione è stato completamente riconsiderato per portare compound più morbidi ogni volta che sia possibile.

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Dario Marrafuschi con Lando Norris

Le dichiarazioni di Marrafuschi sulla nuova filosofia

“Emotivamente sì, Barcellona dà più fiducia nell’essere aggressivi, dal punto di vista ingegneristico no, perché abbiamo fatto una scelta di ingegneria”, ha dichiarato Marrafuschi a Racer. “Tutti i circuiti li abbiamo riconsiderati e rivisto la nostra posizione iniziale”.

L’azienda sta valutando ogni pista singolarmente, con particolare attenzione al nuovo tracciato di Madrid. “È un circuito nuovo. Vogliamo vedere gli ultimi dati sull’asfalto, perché ciò che influenza la scelta è naturalmente la vettura, il layout del tracciato, le temperature e le caratteristiche dell’asfalto”, ha aggiunto. “Siamo sempre aperti mentalmente e fino a quando abbiamo la possibilità, dal punto di vista della produzione, di modificare la scelta del compound, la congeleremo all’ultimo giorno. Ora direi che l’intera stagione è molto ben ricalibrata. Siamo ancora in discussione interna, vogliamo prendere la scelta più aggressiva”.

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Il circuito di Madrid durante il processo di asfaltatura

Marrafuschi ha però sottolineato che non ci si deve aspettare lo stesso comportamento su tutte le piste. Barcellona ha caratteristiche particolari che l’hanno resa molto rappresentativa: “Montmelò mette sotto sforzo l’assale anteriore a causa delle curve ad alta velocità. C’è tanto sliding, devi combattere con l’understeer alla curva 3, alla 9 e nelle ultime due curve del tracciato”.

"Allo stesso tempo devi combattere con il surriscaldamento dell’assale posteriore. Devi lottare con la trazione, anche quella laterale, nelle parti lente del circuito. Quindi è davvero impegnativo per entrambi gli assali in prospettive diverse. Non tutti i circuiti, in F1, hanno queste caratteristiche”.

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Arthur Leclerc alla guida della Ferrari SF-26 durante i test Pirelli, a Barcellona

Adattamento continuo basato sui dati

Le gomme anteriori utilizzate a Barcellona erano le stesse degli eventi precedenti, ma solo su questo tracciato hanno prodotto un degrado così marcato. Marrafuschi ha concluso: “È vero che analizziamo sempre i dati di ogni gara e adattiamo le nostre scelte di compound e le prescrizioni per ogni evento sulla base dei dati che otteniamo. Quindi cerchiamo di fare del nostro meglio per promuovere strategie multiple e il miglior livello di performance”.

Pirelli sta quindi ricalibrando l’intero approccio per la stagione rimanente, puntando a mescole più morbidi e a un maggiore degrado laddove possibile, sempre rispettando le peculiarità di ogni circuito e la sicurezza. L’obiettivo finale resta quello di offrire gare più combattute e strategiche.


Crediti foto: Getty Images, Pirelli

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