Gp Ungheria - Ferrari in sospeso ma c'è fiducia sul passo gara
Il team principal della Ferrari analizza il sabato dell'Hungaroring: qualche dettaglio ha limitato il risultato finale, ma il clima resta sereno grazie alla fiducia nel passo gara mostrato in vista del GP.

La Ferrari archivia le qualifiche del Gp d'Ungheria con sensazioni contrastanti. Da un lato resta la consapevolezza di aver costruito una prestazione complessivamente positiva, dall'altro la percezione che alcuni dettagli abbiano impedito di raccogliere qualcosa in più nel momento decisivo della Q3. Nulla, però, che alteri il clima all'interno del box di Maranello. La convinzione è infatti che il potenziale mostrato sul passo gara possa rappresentare una base solida per affrontare con fiducia la corsa di domenica.
A rendere più movimentato il finale del sabato è anche la possibile penalizzazione nei confronti di Lewis Hamilton per l'impeding nei confronti di Oscar Piastri durante le qualifiche. Un episodio che resta ora nelle mani dei commissari e che potrebbe modificare lo schieramento di partenza.

Vasseur spiega il caso Hamilton e analizza il finale della Q3
Al termine della sessione, Fred Vasseur ha affrontato innanzitutto proprio il tema dell'episodio che ha coinvolto Hamilton, spiegando la dinamica dal punto di vista del muretto Ferrari.
"C'è il rischio effettivamente. Cos'è successo? Noi lo avevamo avvertito dell'arrivo di Oscar Piastri ma, evidentemente, non lo abbiamo fatto abbastanza in tempo, l'australiano stava già facendo la sua curva".
Una ricostruzione che lascia intendere come il problema sia nato da una comunicazione non perfettamente sincronizzata tra pilota e squadra. Resta ora da capire se i commissari riterranno sufficiente l'accaduto per infliggere una penalità al sette volte campione del mondo.
L'altro tema affrontato dal team principal riguarda invece il comportamento della pista nell'ultimo tentativo della Q3. Ferrari, così come la Red Bull di Max Verstappen, è stata tra le prime vetture a lanciarsi nel secondo run, trovando però condizioni apparentemente meno favorevoli rispetto a chi è transitato qualche istante più tardi.

Fiducia intatta in vista della gara
Secondo Vasseur, il calo prestazionale registrato nell'ultimo tentativo non sarebbe quindi legato a un errore tecnico della SF-26, quanto piuttosto a un'evoluzione temporanea delle condizioni dell'asfalto.
"Le nostre due vetture e quella di Max Verstappen, le prime ad affrontare il secondo tentativo, erano più lente delle altre a quanto pare. La mia sensazione è che la pista fosse più lenta in quel momento".
Una lettura che conferma come la Ferrari non individui particolari criticità strutturali emerse durante la qualifica. Piuttosto, il sabato dell'Hungaroring sembra essere stato influenzato da una combinazione di fattori contingenti che ha impedito ai piloti di migliorare nel momento decisivo.
È proprio questo l'aspetto che alimenta l'ottimismo della squadra in vista del Gran Premio. Al netto dell'incognita legata all'eventuale penalizzazione di Hamilton e di una Q3 non sfruttata fino in fondo, a Maranello prevale infatti la convinzione che il potenziale espresso nel corso del weekend sia superiore a quanto racconti il risultato finale delle qualifiche. Il passo gara mostrato nelle simulazioni e il bilanciamento complessivo della vettura rappresentano elementi che inducono alla serenità.
La Ferrari si presenterà quindi al via con la consapevolezza di avere ancora margini per recitare un ruolo da protagonista. Se la qualifica ha lasciato qualche piccolo rimpianto, la domenica offre l'occasione per trasformare una prestazione comunque solida in un risultato di rilievo, confidando che il ritmo sulla lunga distanza possa consentire a Hamilton e Leclerc di recuperare terreno e inserirsi nella lotta per le posizioni di vertice.
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