Mercedes, George Russell: piove sempre sul bagnato
L'analisi della squadra chiarisce cosa ha realmente provocato l'anti-stallo sulla W17 allo start del GP d'Ungheria: ecco cosa è accaduto

La partenza del Gran Premio d'Ungheria ha segnato uno dei momenti più inspiegabili dell'intero weekend. George Russell, scattato dalla prima fila e in piena corsa per un risultato pesante in ottica mondiale considerando che, una volta tanto, riusciva a partire davanti ad Antonelli, si è ritrovato fermo sulla griglia proprio nell'istante in cui si sono spente le cinque luci rosse. Nel giro di pochi metri è precipitato in fondo al gruppo, compromettendo una gara che fino a quel momento lasciava intravedere prospettive ben diverse.
L'immediata attivazione del sistema anti-stallo ha alimentato numerose interpretazioni. La più diffusa chiamava in causa la gestione dell'energia, una criticità già emersa più volte sulle monoposto della nuova generazione regolamentare. Anche Andrea Kimi Antonelli, parlando al termine della corsa, aveva ipotizzato che la Mercedes fosse incappata proprio in quella casistica. L'analisi svolta successivamente a Brackley, però, ha portato a conclusioni differenti.

Il sistema di partenza del 2026 resta estremamente delicato
Le monoposto introdotte con il regolamento 2026 hanno modificato profondamente la procedura di avvio. Prima dello spegnimento dei semafori il pilota deve mantenere il propulsore in una precisa finestra di funzionamento per consentire al turbocompressore di raggiungere il corretto regime operativo. L'obiettivo è ridurre il ritardo nella risposta del motore termico durante i primissimi metri, fase nella quale la componente MGU-K non è ancora in grado di erogare l'intero contributo elettrico, disponibile soltanto oltre una determinata velocità.
In questo scenario lo stato di carica della batteria assume un'importanza fondamentale. Se il sistema raggiunge il limite di accumulo energetico nel corso della procedura, il comportamento del turbo può cambiare sensibilmente, generando oscillazioni indesiderate del regime motore. Era questa la spiegazione che inizialmente sembrava più credibile anche all'interno del paddock.
Secondo quanto emerso dalle verifiche tecniche effettuate dal team, tuttavia, Mercedes ha escluso che la W17 di Russell abbia manifestato proprio questo tipo di anomalia.

Il vero errore è nato dal controllo del regime motore
La ricostruzione degli ingegneri individua invece l'origine del problema nella gestione dei giri del motore durante gli ultimi istanti della procedura di partenza. Lo stesso Russell aveva raccontato che, pochi secondi prima dello start, il propulsore aveva iniziato a salire di regime in maniera irregolare, senza rispondere con precisione agli input impartiti attraverso il pedale dell'acceleratore. Nel tentativo di riportare il motore nella corretta finestra operativa, il britannico ha modulato il gas proprio nell'istante più delicato.
Nel momento esatto dello spegnimento dei semafori l'apertura dell'acceleratore risultava intorno al 10%, una percentuale insufficiente perché il software di controllo riconoscesse una normale procedura di partenza. L'elettronica ha quindi interpretato la situazione come un possibile spegnimento del propulsore, attivando automaticamente il sistema anti-stallo. Da quel momento la corsa di Russell era già compromessa.
Anche la durata della procedura potrebbe aver inciso
All'interno di Mercedes viene preso in considerazione anche un elemento esterno che potrebbe aver aumentato la probabilità dell'inconveniente. All'Hungaroring l'intervallo tra l'accensione delle luci preliminari e lo spegnimento delle cinque luci rosse è stato insolitamente lungo, arrivando a circa tredici secondi. Soltanto una settimana prima, a Spa-Francorchamps, la stessa sequenza si era conclusa in poco più di dieci secondi.

Pochi secondi possono sembrare trascurabili, ma in una fase nella quale il pilota deve mantenere costantemente il motore entro parametri estremamente ristretti rappresentano un fattore da non sottovalutare. Prolungare quella condizione aumenta inevitabilmente il rischio che si manifestino instabilità nella gestione del propulsore o errori nella modulazione dell'acceleratore.
Nonostante la disastrosa partenza, Russell è riuscito a rimontare fino alla settima posizione, limitando almeno in parte i danni. Il risultato, però, pesa nella corsa al campionato e si inserisce in una stagione caratterizzata da diversi episodi negativi.
Il britannico non ha nascosto la propria amarezza, sottolineando come il team debba analizzare con grande severità quanto sta accadendo: "Non ho mai vissuto una stagione come questa, nemmeno prima di arrivare in Formula 1". Una dichiarazione che fotografa il momento del driver di King's Lynn: in un contesto difficile per via dell’ascesa prorompente del compagno di squadra, giungono altre difficoltà che limitano ulteriormente la rincorsa al titolo. È davvero il caso di dire che nel box n°63 piove sempre sul bagnato.
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