Ferrari SF-26 al madring
Lewis Hamilton a bordo della Ferrari SF-26 nel filming day del Madring

Se si potesse sintetizzare l'andamento della stagione della Ferrari, vedremmo un grafico non perfettamente lineare, con inevitabili alti e bassi, ma caratterizzato da una chiara tendenza verso l'alto. Dal debutto stagionale fino all'ultima gara di Silverstone, la Ferrari SF-26 ha compiuto progressi oggettivi sul fronte aerodinamico, telaistico e anche motoristico, grazie all'introduzione del primo step ADUO della power unit avvenuta in Austria.

Ed è forse proprio quel fine settimana a rappresentare il paradosso di questa stagione. L'evoluzione del motore non ha infatti prodotto benefici immediati, tanto che il team è andato incontro al weekend più difficile dell'anno. Quei vantaggi, però, sono emersi con chiarezza già nella gara successiva a Silverstone, un circuito sul quale il rendimento della power unit assume un peso rilevante. Segnali positivi si erano già intravisti a Barcellona, un'altra pista che premia tanto l'efficienza del propulsore quanto quella del pacchetto telaistico-aerodinamico.

Ferrari e quella scelta che per ora non s'ha da fare
Leclerc alla guida della SF-26

La Ferrari SF-26 cresce senza passi falsi

Ferrari ha lavorato per tutta la stagione allo sviluppo della vettura, introducendo pacchetti di aggiornamento molto importanti a Miami e successivamente a Barcellona. Nelle altre gare, invece, il lavoro si è concentrato su continue rifiniture e piccoli upgrade, elementi che hanno completato e ottimizzato quanto era stato introdotto in precedenza.

La sensazione è che, quest'anno, i tecnici guidati da Loïc Serra non abbiano praticamente sbagliato un colpo. In passato si era visto come alcuni componenti venissero testati e successivamente accantonati. In questa stagione, invece, ogni soluzione provata in pista ha ricevuto una validazione immediata entrando a far parte del pacchetto definitivo. È proprio questa continuità nello sviluppo che ha consentito alla SF-26 di compiere passi avanti costanti e di ridurre progressivamente il divario dalla Mercedes W17, che resta comunque il punto di riferimento della categoria.

Mercedes, tuttavia, continua a mostrare una certa fragilità sul fronte dell'affidabilità, soprattutto quando viene messa sotto pressione. Ferrari, al contrario, ha costruito una delle proprie principali qualità proprio sulla solidità tecnica. L'unico ritiro per cause meccaniche della stagione resta infatti quello di Charles Leclerc a Barcellona, proprio nella gara in cui  Lewis Hamilton conquistava la prima vittoria in rosso.

Se restringiamo il campo d'osservazione alle ultime tre gare, emerge un dato che non si deve trascurare: Ferrari ne ha vinte due. E non si tratta di circuiti qualsiasi, ma di piste che storicamente mettono in difficoltà i progetti meno riusciti. Montmelò e Silverstone sono tracciati che evidenziano i limiti di una monoposto e, proprio su questi circuiti, la SF-26 si è invece esaltata.

Spa-Francorchamps potrebbe rappresentare un altro banco di prova favorevole. È una pista estremamente impegnativa sul fronte motoristico e, soprattutto, sulla gestione della componente elettrica, ma è anche un circuito che valorizza le vetture nate bene sotto il profilo aerodinamico. E la SF-26, in più occasioni, è sembrata proprio essere il riferimento della Formula 1 sotto questo aspetto.

F1 GP Barcellona
Frédéric Vasseur

Vasseur tra realismo e gestione delle aspettative

In Ferrari, però, c'è chi continua a svolgere il ruolo del pompiere. È Fred Vasseur, chiamato ogni settimana a trovare un equilibrio tra due esigenze apparentemente opposte: da una parte motivare il gruppo e trasmettere la convinzione che il mondiale sia ancora raggiungibile; dall'altra mantenere basse le aspettative per evitare illusioni, ben sapendo che Mercedes resta ancora la squadra da battere.

Il team principal francese, in una recente intervista concessa ad Auto Hebdo, ha chiarito un concetto molto preciso: non è Ferrari a parlare di mondiale, ma sono soprattutto media e stampa ad alimentare il dibattito sul titolo.

Come ha spiegato lo stesso Vasseur: "Dopo Barcellona si è detto che la Ferrari fosse tornata in corsa per il mondiale e io ho risposto di no. La settimana successiva si è detto che la Ferrari fosse fuori dai giochi e io ho risposto ancora di no".

Queste parole, arrivate dopo la pesante battuta d'arresto in Austria, raccontano perfettamente il lavoro psicologico che Vasseur sta portando avanti all'interno della squadra. L'obiettivo è mantenere il gruppo sempre concentrato, senza lasciarsi trascinare né dall'entusiasmo né dallo sconforto.

Charles Leclerc, Scuderia Ferrari
Lewis Hamilton in azione a Silverstone

Lo stesso Vasseur ha ribadito che l'approccio resterà identico fino al termine della stagione. In Ferrari sono perfettamente consapevoli di essere ancora lontani dall'essere campioni del mondo, ma allo stesso tempo sanno di non partire affatto da zero.

"Stiamo procedendo passo dopo passo. Questa è la realtà dei fatti. Non cerco mai di trarre conclusioni affrettate dopo una o due gare, sia che il risultato sia positivo sia che sia negativo. Adesso ci concentriamo sul Belgio e cerchiamo di fare una buona gara".

Sono dichiarazioni che raccontano un manager sospeso tra il timore di esporsi pubblicamente e la necessità di non considerare il mondiale già compromesso.

La classifica, in effetti, non racconta distacchi proibitivi. Leclerc e Hamilton sono riusciti a vincere una gara ciascuno, interrompendo il monopolio Mercedes. Le prestazioni della SF-26 sono in crescita costante e, nel frattempo, i rivali stanno mostrando qualche segnale di difficoltà.

McLaren sembra faticare a sviluppare la monoposto con la stessa efficacia dimostrata da Ferrari. Red Bull ha introdotto un importante pacchetto evolutivo che, almeno finora, non ha prodotto i risultati attesi. Mercedes, pur restando la monoposto più veloce e probabilmente quella che gestisce meglio gli pneumatici nell'arco di un weekend, continua a evidenziare alcune debolezze strutturali che, sulla distanza di un'intera stagione, potrebbero rivelarsi decisive.

In Ferrari, dunque, si continua a predicare calma. È il messaggio ufficiale e difficilmente cambierà nelle prossime settimane. Ma, sotto traccia, e anche se nessuno lo ammetterà apertamente, la convinzione che il titolo sia ancora alla portata esiste. La classifica dice che è possibile. Sarà un'impresa complicata, ma non impossibile.


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