Una vecchia gloria demolisce la nuova Formula 1
Nigel Mansell solleva dubbi sull’erogazione elettronica della potenza e sull’autenticità dei duelli in pista

Le parole di Nigel Mansell aprono una riflessione che tocca uno dei nodi più delicati della Formula 1 attuale: il rapporto tra intervento tecnologico e controllo del pilota. L’ex campione del mondo non usa giri di parole nel descrivere una dinamica che, a suo giudizio, rischia di compromettere la genuinità dello spettacolo.
"Potrei anche essere criticato per quello che sto per dire, ma purtroppo alcuni sorpassi sono completamente falsi. Voglio dire, alcuni sorpassi sembrano bellissimi, poi però esci dalla curva successiva e la macchina ti passa di nuovo di slancio, mentre l’altra rallenta, perché il computer ti sta dando la potenza extra nel momento sbagliato. E il pilota ovviamente non controlla questa cosa, perché non la utilizzerebbe in quel modo".

Il riferimento è ovviamente ai sistemi di gestione della power unit e dell’energia che, secondo Mansell, intervengono in modo poco coerente con l’azione in pista, generando situazioni in cui il sorpasso perde valore tecnico. Non si tratta di una critica alla velocità in sé, ma alla sua distribuzione e, soprattutto, alla sottrazione di controllo al pilota.
"Credo fosse Lando nella situazione di cui parlavo: ho visto un sorpasso all’esterno in una curva veloce prima della chicane, ma non aveva scelta. E poi, uscendo dalla curva, era in testa, ma la macchina dietro lo ha semplicemente risuperato in rettilineo. Quindi bisogna stare molto attenti, perché non si tratta di me, non è importante quello che penso io, ma dei tifosi in tutto il mondo, e so che molti di loro sono molto irritati. E, a dire il vero, sono d’accordo con loro".
Il passaggio su Lando Norris evidenzia un caso concreto che rafforza la tesi dell’ex ferrarista: manovre spettacolari che vengono neutralizzate nel giro di pochi secondi da un surplus di potenza gestito elettronicamente. Un meccanismo che altera la percezione del duello e, soprattutto, la sua costruzione tecnica.

Nigel Mansell e il nodo tecnico: gestione dell’energia e percezione del sorpasso
Nel contesto regolamentare attuale, la gestione ibrida della power unit ha raggiunto un livello di complessità tale da rendere sempre più centrale il ruolo dei software di controllo. La distribuzione dell’energia elettrica, i deployment strategici e le mappe motore definiscono oggi fasi cruciali della performance.
La critica di Mansell si inserisce proprio in questa area grigia: quando l’erogazione non è percepita come una scelta del pilota, ma come una conseguenza algoritmica, il rischio è quello di svuotare il gesto tecnico. Il sorpasso, nella sua essenza, dovrebbe essere il risultato di sensibilità, timing e capacità di lettura della pista. Se invece diventa una funzione di rilascio energetico non perfettamente allineato al contesto, la sua autenticità viene messa in discussione.
Il punto di vista dei tifosi
Non è un caso che l'ex Williams richiami esplicitamente il pubblico. La sua non è una posizione autoreferenziale, ma una lettura di un sentimento diffuso tra gli appassionati, specie quelli più nostalgici. Il tema non è nuovo, ma torna con forza ogni volta che la tecnologia sembra superare la componente umana.
Il rischio, in prospettiva, è quello di una disconnessione tra ciò che accade in pista e ciò che viene percepito come “meritato”. In un’epoca in cui la Formula 1 ha ampliato il proprio pubblico globale, mantenere la credibilità del duello è un elemento centrale per la sostenibilità del sistema nella sua interezza.

Una questione aperta per il futuro regolamentare
Le dichiarazioni di Mansell si inseriscono in un dibattito più ampio che coinvolge federazione, team e piloti. La ricerca di un equilibrio tra innovazione tecnologica e centralità del driver resta uno degli obiettivi più complessi da raggiungere.
Se da un lato l’evoluzione ibrida rappresenta un pilastro identitario della categoria, dall’altro emerge con sempre maggiore chiarezza l’esigenza di garantire che il controllo resti, almeno nelle fasi decisive, nelle mani di chi guida.
La sensazione, raccolta dalle parole dell’ex campione, è che il punto di rottura sia più vicino di quanto sembri. E che il tema dei “sorpassi artificiali” non possa essere ignorato ancora a lungo.