George Russell, Gp Austria
George Russell festeggia col sul team la vittoria del Gran Premio d'Austria

GP Austria 2026 - Un weekend decisamente singolare quello appena conclusosi al Red Bull Ring: la solida conferma dell’egemone team Mercedes arriva nelle vesti di George Russell, indubbio protagonista tra luci ed ombre del weekend austriaco. Terzo il suo compagno di squadra Andrea Kimi Antonelli, autore di una gara probabilmente nervosa con diverse sbavature soprattutto nel primo stint, seconda la Red Bull dell’indiavolato numero 33 che ci ha riportato ai fasti del Max Verstappen di non molto tempo fa. 

E proprio a tal proposito, eccellente lavoro di squadra del team padrone di casa, capace di ricostruire una monoposto devastata dopo il brutto incidente nelle qualifiche e portarla sul secondo gradino del podio, celebrato e sentito quasi come una vittoria.

F1 GP Austria George Russell
Russell sul podio

Chi dice “maFIA” ha ragione?

Su quanto accaduto sabato in qualifica sono state profuse parole e illazioni, sono stati analizzati dati e telemetrie, sono stati riguardati frame e bandiere sino alla nausea. Inutile ricerca dei perché e dei come. L’unico assioma da cui bisognava partire era davvero molto basilare: con un pilota a muro in quelle condizioni e con il cronometro agli sgoccioli, non vi era altra possibilità che indire un immediato regime di bandiera rossa. Fine della discussione. 

La responsabilità non è neppure totalmente di George Russell, che per una coincidenza spazio-temporale di circa venti secondi si è ritrovato con la pole tra le mani (pur sostenendo di aver alzato il piede), ma è direttamente della FIA che in quei frangenti non è stata pronta come avrebbe dovuto. Anzi, al contrario è stata fin troppo pronta a decidere che fosse tutto regolare, al punto da assistere ai festeggiamenti di Russell non appena sceso dalla sua monoposto – con Verstappen ancora spiaccicato in barriera, fortunatamente illeso.

Si insiste tanto sul tema della sicurezza affinché non si muoia più di Motorsport come accadeva ancora non troppi anni fa, e poi in circostanze del genere chi dovrebbe tutelare il Circus non lo fa. Ennesima brutta macchia sul curriculum FIA, che ha creato un pericoloso precedente immediatamente riproposto già stesso in gara: quando via radio è stato comunicato a Verstappen il regime di doppia bandiera gialla causata dallo spegnimento della Williams di Carlos Sainz ferma in rettilineo, ha sagacemente risposto: “That means flat out right, past the cars?! I’m joking…” (= “Significa piede a tavoletta e supera le auto, giusto?! Sto scherzando…”). E chissà ancora quanti altri ne vedremo. 

Hamilton e Leclerc, Gp Austria 2026
Lewis Hamilton e Charles Leclerc

In ogni caso, il web si indigna per l’ipotetica doppietta Ferrari sancita da Charles Leclerc e Lewis Hamilton prima che succedesse il “patatrac”, ed anzi insinua che vengano spesso adottati parametri di giudizio differenti sulla base dei piloti posti sotto la lente.  Proprio da questo deriva l’idea di “maFIA”, e chissà che non ci sia un fondo di verità. Ma insomma, come detto dallo stesso George Russell in un malcelato tentativo di patetica frecciatina al compagno di squadra Kimi Antonelli, “Stay calmo!”

Una sola domanda per Scuderia Ferrari: perché?

Lasciare Barcellona con il primo trionfo in rosso di Hamilton e ritrovarsi in Austria con una tragedia greca è proprio perfetto stile Ferrari. Un sabato che – oltre il dramma bandiere gialle – lasciava ben sperare, con Charles in seconda e Lewis in terza. A rigor di logica, l’obiettivo di una gara (se non è vincere) è quantomeno cercare di preservare i piazzamenti conquistati in qualifica. In casa Ferrari no, poiché l’obiettivo è sfondare il budget cap a suon di sedute dallo psicologo e cure per la gastrite.

Un delusissimo Lewis chiude mesto in quinta posizione, Charles invece in ottava con tanto di mutismo selettivo durato quasi tutta la competizione (interrotto solo da qualche sporadico team radio in cui volavano improperi). Qualche guizzo nelle fasi iniziali della gara tra i due, con scintille e sorpassi che hanno tenuto sulle spine i tifosi, ed alzi la mano chi non ha temuto un remake di Singapore 2017…

A compensare la mancanza di passo, una moltitudine di pit-stop per provare tutte le mescole possibili, mancavano solo le full wet (per sudore e lacrime, naturalmente) e le ruote dei Sumeri.

Unico aspetto positivo: l’affascinante duello tra Verstappen e Hamilton durante i giri 10/11 e poi 20/22, e d’un tratto è subito il 2021.

F1 GP Austria
Pérez con la Cadillac al Red Bull Ring

Premio talenti incompresi

Come di consueto ospiti golden di questa sezione, Sergio Perez e Valtteri Bottas, entrambi DNF anche in questo weekend. Niente, il team Cadillac non ce la fa. A pochi giri dalla partenza, Bottas ha segnalato di avere i freni a fuoco (non in senso figurato), al punto che una volta rientrato ai box i meccanici hanno dovuto spegnere le fiamme con la schiuma estinguente; sorte similare anche per il pilota messicano, che di lì a poco ha avvertito del fumo all’interno dell’abitacolo della sua monoposto. Che dire, per i vostri falò di ferragosto contattate pure Graeme Lowdon, team principal Cadillac. 

Sempre sulla scia dell’ottimismo, un’altra buona notizia: l’Aston Martin di Fernando Alonso va più veloce di quanto ci si aspettasse…però in pit-lane (con conseguente penalità di 5 secondi). Dite che vale lo stesso?


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