F1 - Antonelli può davvero aggiudicarsi il titolo piloti?
L'attuale leader del mondiale dovrà avere un approccio più conservativo se vuole diventare campione del mondo

Il pilota italiano classe 2006 metterà piede sul circuito di Montréal con 20 punti di vantaggio su George Russell. Sono passate solamente quattro gare e due sprint, ma il pensiero mondiale si fa sempre più concreto. Durante le interviste Kimi Antonelli cerca sempre di sviare il discorso altrove per diminuire il peso sulle spalle e l'ansia da prestazione.
Tuttavia, le sue ultime prestazioni sono state sensazionali ed è giusto fare il punto della situazione dopo questo assaggio di 2026. Kimi ha concrete possibilità vincere il titolo e diventare il campione del mondo di F1 più giovane di sempre?

L'inizio stagione è sempre “più semplice”, serve costanza
Il #12 della Mercedes ha iniziato la stagione divinamente con tre vittorie su quattro. La fortuna è stata dalla sua parte sia in Cina che in Giappone, ma il passo gara e la velocità pura in qualifica sono, a oggi, inarrivabili. L'unico aspetto che può mettere in difficoltà Antonelli è la costanza, un elemento chiave per diventare campioni del mondo. Da cosa deriva quest'ultima? Si costruisce con l'esperienza, esperienza che un diciannovenne alla sua seconda stagione nella categoria non può di certo avere.
Gli appuntamenti di metà stagione sul suolo europeo sono stati disastrosi per Kimi lo scorso anno nonostante avesse iniziato piuttosto bene il campionato. Poco feeling, tanta pressione e un po' di sfortuna lo hanno visto crollare nel confronto con il compagno di squadra. Quest'anno, l'italiano non può permettersi un trend simile. Non servono risultati impeccabili, è sufficiente costanza, ottenere buoni punti senza commettere errori banali, evitabili.
La W17 è indubbiamente la vettura più competitiva della griglia ancora oggi, perciò le risorse necessarie per fare bene ci sono. Dopo il GP di Canada si vedranno realmente le capacità di Antonelli in situazioni complicate, con tanta pressione sulle spalle, pressione che in passato ha giocato brutti scherzi a tantissimi altri piloti. Un esempio è il picco in negativo raggiunto da Oscar Piastri lo scorso anno non appena diventato leader di campionato anno. Vincere le gare è importante, ma avere alti importanti insieme a errori frequenti non è sufficiente per aggiudicarsi il titolo.

Le partenze sono l'ultimo, ma importante, tallone d'Achille
A inizio anno nessuno avrebbe previsto Antonelli davanti a Russell dopo i primi quattro appuntamenti. Il 2026 sarebbe dovuto essere il dominio di George davanti al meno esperto compagno di box. Tutto ciò non è ancora da escludere. Le gare rimanenti sono tante e il #63 della Mercedes ha avuto solamente un weekend disastroso: Miami. Sia in Cina che in Giappone, Russell è stato molto sfortunato tra affidabilità e Safety Car al momento sbagliato. Come dimostrato in Australia, la velocità c'è, così come la costanza dimostrata negli anni scorsi.
Il lavoro di Kimi è appena iniziato. L'inizio di campionato lo vede indubbiamente come migliore dei due piloti Mercedes, anche senza contare i punti in classifica. Tuttavia, l'obiettivo è il campionato e i punti importanti si fanno dal GP di Canada in poi, dove Kimi ha faticato moltissimo nel 2025. L'ultimo punto importante da sistemare sono le partenze. Fare la pole position è inutile se si conclude il primo giro in quarta o quinta posizione. La monoposto dominante gli ha permesso di recuperare in ogni occasione, ma non sarà così per tutta la stagione. Una volta risolto questo problema, un approccio più conservativo ogni weekend gli permetterà sicuramente di avere la meglio su tutti a fine anno: serve la testa.