Test Barcellona: cosa abbiamo capito dal primo shakedown stagionale?
Conclusa la prima sessione di test sul tracciato di Montmelò, il pensiero di piloti e ingegneri è già proiettato verso l'analisi dati, in attesa dell'attività che tornerà tra una decina di giorni.

Lewis Hamilton conclude al primo posto lo shakedown di Barcellona, seguito da Russell e Norris. Tuttavia, come si sarà compreso da queste cinque giornate di attività in pista, non è di certo il cronometro a delineare il livello di preparazione di una squadra nel corso dei test invernali. Bensì, a farlo, è la qualità del lavoro svolto.
Test Barcellona: Mercedes convince
Ne esce sicuramente rafforzata dallo shakedown spagnolo Mercedes. La singola W17 in pista a Barcellona ha totalizzato 500 tornate nel corso delle tre giornate sfruttate dalla squadra anglo-tedesca, arrivando a quota 2328,5 Km percorsi. Una vera e propria vittoria, considerando le previsioni generali.
I due alfieri di Brackley hanno percorso 264 (Russell) e 236 (Antonelli) dei giri complessivi, il che va a dimostrare come il programma di lavoro sia andato avanti senza particolari intoppi. Gli stessi piloti, almeno apparentemente, non hanno voluto nascondere la soddisfazione alla luce di un test concluso nel migliore dei modi, come dimostrano le loro parole.
“Abbiamo concluso sicuramente un test positivo”, debutta l'inglese alle interviste al termine dell'ultima giornata di attività della squadra anglo-tedesca; “La vettura è piacevole da guidare ma soprattutto, abbiamo completato molti chilometri senza accusare problemi di rilievo". E poi: “Abbiamo risolto dei piccoli inconvenienti che abbiamo riscontrato, ma questo è il vero scopo di questi test”, ammette il driver di King's Lynn.
“La vettura funziona bene, ma sappiamo che non è questo che conta, bensì la velocità che può raggiungere. Non abbiamo ancora indicazioni in merito, quindi dovremo aspettare il Bahrain per avere un’idea della gerarchia relativa. È ancora presto, ma possiamo essere soddisfatti delle basi iniziali", precisa lo stesso.

Di pensiero simile Antonelli, che non tarda ad esprimere un marcato ottimismo in vista del Bahrain: “Penso che sia stato un ottimo test, abbiamo fatto tanti chilometri. Sono soddisfatto di aver imparato molto sulla macchina, non vedo l'ora di guidarla a Sakhir", dichiara l'italiano. Nel corso dell'ultima giornata in pista (per Mercedes giovedì 29 gennaio, ndr), l'attenzione dei tecnici si è iniziata a spostare verso l'assetto, iniziando la vera e propria fase di apprendimento.
Andrew Shovlin, dopo aver dichiarato di “aver perso più tempo in pista per altri che per nostri problemi”, al termine della seconda giornata di azione in pista ha confermato questa intenzione. Non a caso il giro più veloce dello shakedown è arrivato proprio giovedì, quando Russell al pomeriggio è passato ai compound più morbidi, pur sempre rimanendo concentrato sulle simulazioni di passo. Anche Antonelli ha svolto un lavoro simile nella sessione mattutina: “Oggi ci siamo concentrati maggiormente sulle gomme morbide, portando avanti il lavoro sui long run".
Sono proprio la costanza e l'affidabilità mostrata dalla W17 a spaventare i competitors. Russell ha concluso il test con un 1:16.445, mentre l'italiano si è fermato ad un 1:17.081, miglior tempo della mattinata di giovedì. Il cronometro, quindi, non va analizzato nella maniera superficiale che molti intendono. Piuttosto, è interessante osservare la loro progressione. Dal Day 1 al Day 3 le monoposto inglesi hanno abbassato il miglior tempo di circa un secondo per giornata, sottolineando la crescente comprensione tecnica del pacchetto.
Le condizioni meteo piuttosto rigide rimandano i giudizi a Sakhir; esplorare il set-up della vettura con meno di 10° di asfalto non avrebbe garantito nulla. Piuttosto, la W17 convince anche aerodinamicamente, oltre che dal lato del propulsore. Nei prossimi giorni analizzeremo nel dettaglio le prime tendenze aerodinamiche di queste nuove vetture.
Test Barcellona: Ferrari completa un test solido e affidabile
Se da un lato a colpire è stata la solidità del test Mercedes, Ferrari non è stata da meno. La SF-26, che ha iniziato il programma di lavoro nella piovosa giornata di martedì, sembra aver reagito bene dal punto di vista dell'affidabilità. I giri totali percorsi hanno raggiunto quota 442, e considerando la prima giornata anomala a causa del meteo, è un gran risultato.
Da questo punto di vista sono fondamentali i buoni riscontri ottenuti da Haas, la terza miglior squadra per quanto riguarda il chilometraggio nonostante i due problemi (probabilmente ai sensori della Power Unit) riscontrati nel corso del loro secondo giorno. Bearman nell'ultima mattina di attività ha concluso ben 105 giri, enfatizzati dagli 85 del compagno Ocon nel pomeriggio, arrivando ad un totale di 386 per la squadra americana.
I piloti Ferrari, nel corso delle tre giornate, hanno continuamente abbassato i tempi, con un miglioramento progressivo di circa due secondi al giorno, arrivando ai tempi di venerdì (1.16.348 per Hamilton e 1.16.653 per Leclerc) a seguito di un cauto spostamento del lavoro sulla performance, non in maniera troppo dissimile dai colleghi anglo-tedeschi, svolgendo run sulla mescola C2.
“E' andata bene anche questa volta. Abbiamo completato tutto ciò che dovevamo fare iniziando a spingere un po' di più, il che è stato piacevole per iniziare a capire il limite della monoposto. Sono contento di aver terminato anche oggi il nostro programma”, ammette il monegasco al termine dello shakedown. Lo stesso ha fatto tesoro dell'esperienza maturata nella giornata di martedì, caratterizzata da una pista estremamente bagnata. Proprio questi dati potrebbero rivelarsi fondamentali non appena ci si imbatterà in condizioni di pista viscida.

Saranno importantissimi i dati raccolti nell'ultimo giorno. Una volta rientrata in Italia, la squadra pista analizzerà le informazioni raccolte, procedendo a confrontarle con i dati ottenuti nel corso dell'inverno al simulatore in modo da delineare assetti più precisi per le sessioni che si terranno in Bahrain, sviluppando una base più solida. “La prossima settimana sarò a Maranello, in modo da lavorare sui dati raccolti per preparare al simulatore per il Bahrain. Credo che la parte più importante sarà la correlazione, in modo da andare a Sakhir con un buon riferimento”, spiega Leclerc.
Spostare parte dell'attenzione sul lato prestazionale è sicuramente un sintomo positivo del lavoro svolto. Hamilton, che ha concluso lo shakedown al primo posto, condivide i sentimenti di soddisfazione del compagno di squadra al termine della giornata di venerdì: “Abbiamo sicuramente del lavoro da fare per migliorare, però abbiamo avuto buoni debriefing, vedo in ogni singola persona in squadra la mentalità vincente”, spiega il pluri-campione del mondo.
“E' stata una prima settimana molto solida, possiamo costruire molto. Sono felice perchè anche oggi abbiamo completato il programma e fatto tutto ciò che volevamo”, conferma il Sir. Come dichiarato anche da Fred Vasseur, l'obiettivo principale di questi test voleva essere la raccolta di quanti più dati possibili assieme alla verifica dei sistemi principali della monoposto. La base è sicuramente solida, e la strada imboccata è quella corretta.

Test Barcellona: solo in Bahrain parleremo di gerarchie
Per quanto riguarda le altre squadre, Haas, come anticipato, ha mostrato ottime cose. La VF-26 è terza per chilometri percorsi, e nonostante due intoppi, di cui uno particolarmente serio, le sensazioni sono buone. Bearman, che nella mattinata del quinto giorno ha raggiunto la tripla cifra per quanto riguarda i giri percorsi, ha parlato di come è riuscito a comprendere il bilanciamento della vettura, facendosi un'idea della situazione.
Ayo Komatsu, Team Principal della squadra, ha dichiarato che i ricambi che sono giunti a Barcellona hanno permesso alla VF-26 di macinare chilometri nella giornata di venerdì. Il primo problema sofferto dalla vettura è stato molto probabilmente legato ai sensori del propulsore, mentre il secondo resta di cause ignote, sempre non legate direttamente alla PU Ferrari.
McLaren ha sofferto di problematiche legate al sistema del carburante (in maniera generica), che di fatto ha limitato il tempo in pista alla squadra di Woking. Il team inglese conclude 287 giri, con Norris che sul finire della sessione pomeridiana di venerdì lancia un guizzo cronometrico (1.16.594), dimostrando che il programma della squadra inglese prevedeva anche un run con più potenza.
Questo viene confermato dalle dichiarazioni al termine della sessione da Oscar Piastri. L'australiano, nel corso delle interviste, ha affermato di aver iniziato a cercare delle soluzioni a livello di bilanciamento, iniziando a sperimentare delle configurazioni più simili ad un weekend di gara. E' fondamentale comprendere le differenze tra le vetture ad effetto suolo e quelle che hanno appena debuttato, anche se più che a livello di guida, queste risiedono nel propulsore.

Chi ha colpito dal punto di vista dei chilometri percorsi è Racing Bulls, che conclude lo Shakedown a quota 319 tornate. Anche Red Bull non si è comportata affatto male, regalando importanti chilometri alla Power Unit Red Bull-Ford. Alan Permane, Team Principal della squadra faentina, ha sottolineato l'arrivo previsto in Bahrain di nuove parti, che verranno poi montate sulla VCARB 03, assieme a nuove prove di assetti. Anche Verstappen ha parlato di vari esperimenti a livello di messa a punto, il che dimostra quanto sia fondamentale portare avanti la curva di apprendimento, estremamente ripida.
La squadra anglo-austriaca si è trovata in difficoltà a causa dell'incidente causato da Hadjar al termine del Day 2, con i ricambi che sono giunti all'ultimo momento. Inoltre, i tempi più alti rimandano ad un lavoro più generale e di sperimentazione, senza, quindi, aumentare le velocità di percorrenza, come fatto dai diretti competitors.
Da tenere in considerazione anche Alpine, che dopo aver concluso il Mondiale appena terminato in ultima piazza, ha potuto godere del massimo numero di ore in galleria del vento per sviluppare la A526. Il programma, anche se inizialmente rallentato da degli intoppi, è andato avanti come previsto. Come dichiarato da Steve Nielson, Managing Director, la squadra si trova in linea con gli obiettivi, e bisognerà aspettare il Bahrain per dei riscontri più precisi.
Rimandiamo di qualche settimana il giudizio su Audi e Cadillac, nuove arrivate e alle prese con alcuni problemi di gioventù. A Sakhir, inoltre, servirà porre molta attenzione ai nuovi carburanti: nel corso dello Shakedown le benzine utilizzate non erano identiche a quelle previste dal regolamento tecnico, ma provenienti da fonti fossili e non rinnovabili. Il cambio effettivo alle benzine rinnovabili avverrà in parte in Bahrain, anche se alcune squadre non hanno esitato a testarle subito a Barcellona.
Da tenere a mente anche gli aggiornamenti previsti sulle vetture, su tutte sulla SF-26.
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