Ferrari e mito: quando il Cavallino Rampante incontra le icone senza tempo
FormulaCritica è stata in visita presso il “Museo Casa Enzo Ferrari” di Modena: un’emozionante esposizione di auto d’epoca e sportive atte a ripercorrere la storia di un mito che ha regalato sogni a generazioni e generazioni di appassionati

Situato nel cuore di Modena, il “Museo Casa Enzo Ferrari” è una tappa irrinunciabile per tutti gli appassionati dell’eterno mito del Drake: un complesso architettonico composto da un mélange di stili, in cui il tono arancio caldo del mattone crudo dell’Officina Meccanica Alfredo Ferrari si contrappone alla futuristica struttura in vetro con copertura color giallo Modena del museo stesso.
All’interno dell’enorme padiglione bianco sono presenti all’incirca una ventina di auto provenienti sia dalla collezione storica Ferrari che appartenenti a collezionisti privati, la cui esposizione viene periodicamente modificata per esibire una variegata gamma di modelli, seguendo talvolta diversi filoni narrativi: la tematica attualmente in mostra, ad esempio, è quella dedicata alle Ferrari dei più celebri cantanti italiani e/o mondiali.
Ferrari 275 GTS Pininfarina – Gino Paoli (anni ’60 – ’70)
Uno dei modelli più eleganti di tutta la storia del Cavallino: con circa 200 esemplari prodotti sino al 1966, è una spider storica che Enzo Ferrari ha voluto associare al nome ed alla musica di Gino Paoli, noto cantautore molto in voga nell’Italia di quell’epoca. Il Drake accosta alla 275 GTS ed a Gino quella stessa ricercata semplicità che rappresenta la comune cifra stilistica, nonché la chiave per il successo.
Questa vettura ha rappresentato l’acme del rapporto tra i due, il consolidamento di una conclamata stima reciproca in seguito ad una lunga serie di contatti avvenuti in precedenza. In prima battuta, infatti, Gino era rimasto affascinato dalla 250 GT Competizione SWB Pininfarina/Scaglietti (1959): di quella vettura aveva apprezzato talmente tanto lo stile equilibrato tra eleganza e sportività da volerlo dire personalmente ad Enzo Ferrari, il quale non si limitò semplicemente a ringraziarlo, ma gli propose di diventare testimonial di un’altra auto, la 330 GT 2+2 (1964).
Complice il rinsaldato apprezzamento vicendevole, è su questi presupposti che, poco più tardi, Gino farà della 275 GTS il suo oggetto del desiderio, e Ferrari non poté che dar vita ad una vettura tanto raffinata quanto pregevole: interni in rosso brillante, volante in legno, V12 anteriore da 260 cavalli. What else?!

Ferrari F40 – Luciano Pavarotti (anni ’80 – ’90)
Indiscutibilmente una delle vetture più note e rappresentative, icona dell’eccellenza Ferrari nel mondo. Intento principale era costruire una vettura che celebrasse il quarantennale dell’azienda nel 1987: la F40 divenne estremamente importante non solo per questo, ma anche perché fu l’ultimo modello ad essere seguito personalmente da Enzo Ferrari (in quanto, come ben noto, si spense nel 1988).
Un clamoroso valore emotivo aggiunto connota dunque la caratura di questa auto, rendendola poi, col passare degli anni, ancora oggi uno dei modelli più “facilmente” riconoscibili ed identificabili tra tanti: linee squadrate per uno stile più “aggressivo”, molto vicino alle macchine da corsa, con un motore V8 biturbo da 478 cavalli che le fa raggiungere una velocità massima di 320 km/h.
Proprio in quegli stessi anni, un’eccellenza italiana nel panorama della lirica viveva il suo periodo di massimo splendore: Luciano Pavarotti. Modenese come Enzo Ferrari, poté ritirare la sua F40 proprio nella sua città. È il 1991 ed anche Pavarotti ha un altrettanto importante traguardo da celebrare: i suoi trent’anni di carriera, che onorerà magnificamente con un concerto a Londra (Hyde Park) e la prima del “Pavarotti and Friends”.
Consacrato oramai ad icona mondiale, Luciano Pavarotti ed Enzo Ferrari rappresentano la sublimazione del talento italiano con stesse origini e stesso modus operandi mirato alla perfezione.

LaFerrari – Jay Kay (anni 2000)
Bella e dannata, senza mezze misure. Un nome asciutto, singolare, identificativo di un’identità inconfondibile: LaFerrari non ha bisogno di ulteriori denominazioni aggiuntive perché è iconicamente sé stessa. Supercar, ibrida, motore V12 aspirato (con unità elettrica derivante dalla F1) da 963 cavalli, per una velocità massima che supera i 350 km/h. E cosa le vuoi dire?!
Non è un caso che un così “spietato” modello sia finito nelle mani di un cantante di fama internazionale conosciuto a livello mondiale come Jay Kay, frontman dei Jamiroquai: performer straordinariamente coinvolgente, le movenze che porta in scena durante i suoi concerti sono sempre così scattanti ed al tempo stesso sinuose ed accattivanti, che il nesso con Ferrari è stato pressoché inevitabile.

La rapidità di movimento coniugata ad un’eleganza leggiadra ma dinamica sposa perfettamente l’ideologia Rossa. Per questo motivo, nel 2013, non sceglie una Ferrari, bensì LaFerrari: perché non avrebbe potuto essere nessun’altra se non lei.