Verstappen prigioniero della Red Bull? Poche alternative altrove
Martin Brundle spiega perché il quattro volte campione del mondo potrebbe non avere reali alternative sul mercato, anche se volesse andarsene

Max Verstappen è davvero libero di scegliere il proprio futuro? Secondo Martin Brundle, la risposta è no. O almeno non quanto si potrebbe pensare. L'ex pilota e commentatore di Sky Sports F1 ha dipinto uno scenario in cui l'olandese, nonostante quattro titoli mondiali in tasca, potrebbe trovarsi con pochissime porte aperte.
Brundle è partito da un dato di fatto: la Red Bull sta faticando con la RB22, e il contratto di Verstappen è da rinegoziare in un clima di incertezza tecnica. Una situazione che, in teoria, potrebbe spingerlo verso la porta d'uscita. Il problema è ciò che troverebbe dall'altra parte.

Max Verstappen: i tre troni sono già occupati
Il ragionamento di Brundle è semplice quanto impietoso: le uniche squadre in grado di offrire a Verstappen una vettura competitiva sono Mercedes, McLaren e Ferrari. Ma tutte e tre hanno già le coppie di piloti al proprio posto.
Mercedes ha puntato con decisione su George Russell e Kimi Antonelli, due talenti cresciuti internamente, con Russell legato al team fino al 2027. Toto Wolff ha chiuso la questione più volte, senza lasciare spazi d'interpretazione. La McLaren, dal canto suo, ha in Lando Norris e Oscar Piastri una coppia che funziona e che il CEO Zak Brown non ha la minima intenzione di toccare. Ferrari, infine, ha appena iniziato l'avventura con Lewis Hamilton affianco a Charles Leclerc, un esperimento di peso che difficilmente verrà interrotto prima di vedere i risultati.
"Non sono sicuro che sia così facile per Max cambiare nave in questo momento", ha dichiarato Brundle. "Se qualcuno esce da una di quelle vetture, allora c'è uno slot per lui. Ma le squadre non vogliono cacciare grandi piloti".
In mezzo a tutto questo, c'è anche la voce, concreta, che Gianpiero Lambiase, storico ingegnere di gara di Verstappen, stia per approdare in McLaren come chief racing officer. Un dettaglio che ha alimentato ulteriori speculazioni, senza però che Woking abbia lasciato trasparire alcun interesse reale per il pilota.

Tutto dipende da Miami. E dai mesi successivi
Il nodo, per Brundle, si scioglierà in pista. La Red Bull sta portando a Miami aggiornamenti importanti sulla RB22 e le prossime settimane saranno decisive per capire se il team riesca a rimettersi in carreggiata. L'unità motore non è il problema. Anzi, ha convinto. È la vettura nel suo insieme ad aver mostrato crepe.
Verstappen aspetterà. Ha senso farlo: se la Red Bull torna a competere ad alti livelli, la questione del trasferimento diventa irrilevante. Se invece il gap rimane - o si allarga - allora la pressione su tutti gli attori in campo aumenterà, e qualcosa potrebbe muoversi. Ma per ora, come ha sintetizzato Brundle, le porte sono chiuse.