GP Miami - Ferrari: da dove nascono i problemi in qualifica?
Nonostante il cambio di mescola più morbida tra le due sessioni, Leclerc e Hamilton hanno incontrato più difficoltà durante le SQ3 rispetto alle SQ2

Le qualifiche sprint del GP di Miami sono state un susseguirsi di alti e bassi per la Rossa. Infatti, nonostante un ottimo passo gara dimostrato in FP1, sia Charles Leclerc che Lewis Hamilton hanno incontrato difficoltà nel mettere insieme un buon giro veloce in qualifica nel momento che conta: la Q3.
Il #44 ha commentato il poco feeling con la vettura, mentre il monegasco non è stato felice del comportamento della SF-26 con le gomme soft. I giri effettuati dalle due Ferrari in SQ1 e SQ2 con le medie sono stati molto molto buoni, tanto da far ipotizzare una comoda prima fila. Quindi c'è sicuramente stato qualcosa che non ha funzionato in SQ3.

Ferrari - Problemi con il deployement dell'energia?
Sono quasi quattro i decimi che il poleman Lando Norris, su McLaren, ha inflitto al #16 della Ferrari e poco più di sette a Hamilton. Come scritto precedentemente, Leclerc si è lamentato delle brutte sensazioni della monoposto non appena è stato effettuato il cambio dalle gomme medie alle soft. Infatti, in SQ2, i tempi dei piloti del Cavallino Rampante sono stati ottimali concludendo la sessione in prima e terza posizione.
Quindi, può risultare strano che con il cambio mescola dell'ultima sessione di qualifiche sprint Ferrari sia crollata. In verità, la motivazione principale del calo della SF-26 è un'altra e non è dovuta alle gomme. Come visibile dalla telemetria in basso dei giri migliori in SQ3 di Norris, Antonelli e Leclerc, il deficit maggiore il monegasco lo paga nel deployement dell'energia. Ancora una volta.
Innanzitutto, confrontando il sui migliori giri in SQ2 e in SQ3 si nota come nel tratto di pista guidato Charles sia più veloce con le gomme soft di qualche decimo, come ci si aspetterebbe. Eppure i due passaggi più veloci con le due mescole differenti si differenziano per un solo decimo. Questo perché in SQ3, nel secondo e terzo settore, il monegasco ha un calo di velocità importante sia dal suo riferimento durante le SQ2 che da Norris e Antonelli in SQ3.
La velocità di punta e la potenza della power unit non sono i punti di forza della Ferrari e ciò lo ha ribadito ai microfoni lo stesso Frédéric Vasseur. Nonostante questo, è evidente che la mappa utilizzata per la sessione finale di qualifica abbia peggiorato la situazione di quella precedente. I due piloti non hanno perso performance da una sessione all'altra, ma pura potenza ed efficacia in ricarica. Aspetto di cui tener conte in vista delle qualifiche canoniche di stasera.

Ferrari - Come risolvere le lacune sul giro secco?
Fino a quando non arriveranno i tanto aspettati aiuti dell'ADUO, sarà difficile vedere la Rossa che non soffre di analoghe difficoltà. Gli aggiornamenti aerodinamici per Miami hanno funzionato bene ma quelli degli avversari, soprattutto McLaren, sono stati parimenti efficaci. Quindi, rimane la potenza “cruda” della power unit il problema principale, anche perché il vantaggio in velocità che ci si aspettava dalla revisionata Ala Macarena non è ancora arrivato.
In generale, però, i passi in avanti verso sono evidenti. Infatti a livello aerodinamico, come dimostrato dall'ottimo primo settore in SQ3, il telaio della SF-26 rimane ottimo, se non il migliore della griglia. Non appena verrà chiuso il gap di potenza con i motori Mercedes e verranno risolti i problemi di deployement, sia Leclerc che Hamilton potranno veramente iniziare a puntare a qualcosa di grosso. Sempre che l'ADUO possa bastare.