Ferrari SF-26, Gp Ungheria
La Ferrari SF-26 lascia i box dell'Hungaroring - Crediti foto: Scuderia Ferrari HP

Le prossime tre tappe del Mondiale di F1 presenteranno scenari profondamente differenti sotto il profilo della gestione degli pneumatici. Per questo motivo Pirelli ha optato per due selezioni distinte, calibrate sulle esigenze dei rispettivi tracciati e sulle simulazioni sviluppate nelle ultime settimane. Se Zandvoort e il nuovo appuntamento di Madrid condivideranno la gamma centrale della famiglia slick, Monza sarà invece affrontata con un gradino più morbido, una scelta coerente con le peculiarità del Tempio della Velocità.

Per i Gran Premi d'Olanda e di Spagna saranno quindi disponibili le coperture C2, C3 e C4, mentre in Italia i team avranno a disposizione C3, C4 e C5, ovvero la parte più morbida della gamma Pirelli.

Ferrari SF-26 al madring
Lewis Hamilton a bordo della Ferrari SF-26 nel filming day del Madring

Zandvoort e Madrid accomunate dalla gamma centrale

La scelta della combinazione C2-C3-C4 per Zandvoort ricalca quella adottata nella passata stagione. Il circuito olandese continua a rappresentare una sfida molto particolare per gli pneumatici, non tanto per l'energia assoluta sviluppata, quanto per la natura dei carichi generati. Le celebri curve sopraelevate, unite a una sequenza di pieghe medio-lente, sottopongono le gomme a elevate sollecitazioni verticali e laterali, mentre le monoposto sono chiamate a sviluppare livelli di deportanza piuttosto elevati.

A complicare ulteriormente il quadro contribuisce il manto stradale, caratterizzato da un grip non particolarmente elevato. Inoltre, la vicinanza del mare favorisce il deposito di sabbia sull'asfalto, modificando l'evoluzione della pista durante il fine settimana e influenzando il comportamento delle coperture.

La stessa selezione sarà utilizzata anche sul nuovo circuito cittadino semi-permanente di Madrid, destinato a ospitare per la prima volta il Gran Premio di Spagna. In questo caso la decisione nasce esclusivamente dal lavoro di simulazione, considerato che il tracciato non ha precedenti in Formula 1.

Le analisi effettuate da Pirelli descrivono un circuito molto impegnativo, composto da 22 curve con caratteristiche estremamente differenti, importanti variazioni altimetriche e una lunga sezione sopraelevata destinata a diventare una delle firme del nuovo impianto. I livelli di energia trasmessi agli pneumatici risultano comparabili a quelli di piste ad alta severità come Silverstone e Spa-Francorchamps. Proprio per questo motivo è stata preferita la gamma centrale, ritenuta più adatta a sostenere strategie orientate alle due soste e a limitare il rischio di surriscaldamento in caso di temperature ambientali elevate.

F1 Monza
Fasi di gara alla prima Variante, a Monza

Monza cambia approccio: spazio al trio più morbido

Scenario diverso per Monza, dove Pirelli ha deciso di portare C3, C4 e C5. Nonostante il recente rifacimento dell'asfalto, il circuito italiano continua a richiedere configurazioni aerodinamiche estremamente scariche, privilegiando la velocità di punta rispetto al carico.

Dal punto di vista strategico, il Gran Premio d'Italia presenta una variabile determinante: il tempo necessario per completare un pit stop è tra i più elevati dell'intero campionato. Questo elemento spinge tradizionalmente le squadre a privilegiare strategie a una sola sosta, cercando di estendere il più possibile la durata degli stint attraverso un'attenta gestione del degrado.

L'efficacia di questo approccio, tuttavia, dipenderà anche dalle condizioni ambientali. Temperature particolarmente elevate potrebbero infatti incrementare l'usura termica delle coperture, rendendo più complessa la conservazione degli pneumatici e aprendo la porta a strategie differenti rispetto a quelle pianificate alla vigilia.


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