Come si è evoluta la Red Bull per affrontare il resto della stagione?
Una panoramica sugli aggiornamenti tecnici portati dalla scuderia austriaca per il loro GP di casa e un’analisi di come hanno migliorato la loro monoposto.

Dopo la debacle di Barcellona, la Red Bull era arrivata in Austria con la necessità di compiere un significativo passo in avanti in termini di prestazioni: lo chiedeva a gran voce Verstappen nelle sue dichiarazioni, lamentando un gap di prestazioni nel comparto PU, nel comparto telaio e nella gestione gomme sulla lunga distanza di gara. A seguito del weekend di Barcellona, i dati hanno confermato che la Red Bull perdeva un secondo in media al giro dalle rivali Mercedes e Ferrari.
Il futuro traballante di Verstappen
L’indebolimento della scuderia austriaca non è di natura esclusivamente tecnica, ma riguarda inevitabilmente anche il comparto umano. A seguito dell’annuncio della dipartita di Lambiase, le supposizioni su una separazione tra Red Bull e Max Verstappen, punta di diamante della squadra da ormai un decennio, sono diventate sempre più accreditate. È cruciale ricordare che il pilota olandese ha un contratto fino al 2028, ma dispone di una clausola di buonuscita basata sulla performance dell’auto.

F1 ha infatti riportato che recentemente si sia svolto un incontro informale tra il management di Verstappen e Zak Brown: sebbene sia improbabile che queste chiacchierate si traducano in dei concreti stravolgimenti, ciò dimostra che il pilota desidera ritornare competitivo e sta cercando di mettere della sana pressione sulla sua squadra, con tutti i mezzi di cui dispone.
Le aspettative sul nuovo pacchetto di aggiornamenti
Nonostante quanto affermato sopra, Mekies ha continuato a sostenere le potenzialità della loro monoposto, in particolare della PU: quest’ultima, nonostante possegga una finestra di utilizzo molto stretta, ha mostrato in molteplici occasioni di poter essere competitiva, tenendo anche in conto che il 2026 è il primissimo anno in cui la scuderia austriaca produce la sua unità motrice inhouse.

La concomitanza di questi fattori ha portato ad una grande aspettativa generale sul maxi pacchetto di aggiornamenti portato dalla scuderia per il GP d’Austria, che ha riguardato diverse aree della monoposto ed è illustrato nel dettaglio all’interno di questo nostro articolo: “Gp Austria 2026: è una griglia ricca di novità”. Il Team Principal della Red Bull aveva affermato alla vigilia del Gran Premio di casa della sua scuderia che sperava di ridurre il divario con la Mercedes da un secondo ad un paio di decimi.
I risultati in pista: qualifica e gara
Al sabato, le prospettive della scuderia austriaca parevano tutt’altro che rosee, poiché nessuno dei due piloti poteva dirsi realmente soddisfatto delle proprie prestazioni. Da un lato, Verstappen lamentava di perdere la macchina all’ingresso di diverse curve senza identificare il motivo di tale comportamento e ciò ha rappresentato la causa del suo incidente all’ultimo tentativo in Q3, senza il quale sarebbe riuscito probabilmente ad agguantare la terza posizione in griglia di partenza.
D’altro canto, Hadjar non aveva riscontrato miglioramenti degni di nota a seguito della qualifica, affermando che gli aggiornamenti non facevano alcuna differenza percepibile. Inoltre, il pilota francese ha riscontrato problemi di gestione dell’energia elettrica accumulata nella batteria, confermando nuovamente la natura capricciosa della PU Red Bull.
Fortunatamente, la situazione si è capovolta la domenica, dove si è vista la sostanziale differenza fatta dal maxi pacchetto di aggiornamenti: la scuderia di Milton Keynes ha rilevato un importantissimo passo in avanti sul passo gara, che era stato identificato come il tallone d’Achille delle prestazioni Red Bull, soprattutto a seguito del weekend di Barcellona.

Verstappen non avrebbe mai potuto pronosticare che avrebbe avuto il passo per lottare per la vittoria prima di salire in auto alla domenica. L’olandese ha infilato una prestazione solidissima e sembrava finalmente avere in mano la monoposto, nonostante un problema al posteriore lamentato per metà della corsa.
Inoltre, anche dall’altro lato del box sono state spese parole incoraggianti: Hadjar ha dichiarato nelle interviste post gara che avrebbe avuto il passo per chiudere in quarta posizione, se non fosse stato penalizzato da una qualifica sottotono, e che aveva generalmente un feeling positivo rispetto alla monoposto aggiornata.

Le prospettive per il GP di Silverstone
Questa settimana ci si affaccia sul circuito di Silverstone, dove la gestione gara sarà complessa per tutte le scuderie: nel circuito del Northamptonshire mancano grandi frenate, per cui si rivelerà complesso ricaricare la batteria nel corso di sprint e gara. In particolare questa problematica si rivelerà insidiosa per la Red Bull, che soffre di un’erogazione della potenza a singhiozzo da inizio stagione.
Tuttavia, la considerevole diminuzione del peso dell’auto e la stabilità nelle curve medio-veloci ottenute coi nuovi aggiornamenti potranno aiutare Verstappen e Hadjar a destreggiarsi tra i cambi di direzione del tracciato inglese con la necessaria agilità.
Clicca qui per aggiungere Formulacritica come fonte preferita su Google Discover