F1 - Ferrari: due fasi per delineare la svolta motoristica
La SF-26 attende gli aggiornamenti al motore: Ferrari punta a recuperare terreno sfruttando le ADUO ancora al centro del confronto regolamentare.

La stagione della Ferrari è arrivata a un passaggio che potrebbe incidere concretamente sul prosieguo del campionato. Mentre il confronto regolamentare sulle ADUO non è ancora completamente definito, dopo le richieste di chiarimento avanzate dalla Red Bull alla FIA (la cosa mostra quanto le procedure decisionali siano deboli e inefficaci), a Maranello si lavora per trasformare quello che oggi rappresenta il principale limite della SF-26 in una delle aree di maggiore crescita nella seconda parte della stagione.
Se nelle ultime settimane l'attenzione si è spesso concentrata sugli aspetti telaistici e aerodinamici della monoposto, è ormai evidente che il divario più consistente rispetto ai migliori riferimenti della griglia si trovi sul fronte della power unit. La SF-26 continua a mostrare qualità interessanti dal punto di vista aerodinamico e meccanico, ma nelle piste più sensibili alla gestione dell'energia del propulsore e alla prestazione complessiva del sistema ibrido emergono limiti che hanno impedito alla vettura italiana di competere stabilmente con la Mercedes W17 e con le altre vetture di vertice.

Il piano Ferrari per recuperare potenza
Per questo motivo il reparto diretto da Enrico Gualtieri ha impostato un programma di sviluppo articolato in due fasi ben precise. La prima coinciderà con l'introduzione della terza power unit stagionale, prevista per il Gran Premio d'Austria in programma a fine giugno. La seconda arriverà invece a settembre, nel weekend di Monza, quando sarà disponibile la quarta unità.
L'obiettivo è intervenire in maniera profonda sia sulle componenti interne sia sulla struttura esterna del propulsore. Un lavoro che dovrebbe consentire di recuperare circa trenta cavalli (numeri da prendere con le pinze perchè certi dati sono difficili da interpretare dalla stessa FIA), riducendo sensibilmente il ritardo accumulato nei confronti dei principali concorrenti.
Non si tratta di un aggiornamento di secondo piano. La Ferrari ha infatti deciso di anticipare il più possibile i tempi di sviluppo perché il prossimo trittico formato da Spielberg, Silverstone e Spa rappresenterà un banco di prova particolarmente delicato per valutare l'efficacia delle modifiche introdotte. Soprattutto sui circuiti britannico e belga, dove la gestione energetica e l'efficienza complessiva della power unit assumono un peso rilevante nella prestazione finale.

Le tabelle ADUO e un bivio per la seconda parte della stagione
In questo scenario assume importanza anche la questione legata ai paramenti ADUO, ancora oggetto di discussione dopo i chiarimenti richiesti dalla Red Bull. La definizione del quadro regolamentare potrà incidere sulle strategie di sviluppo delle varie squadre e Ferrari è una delle scuderie che guarda con maggiore interesse all'evoluzione del dossier.
A Maranello la convinzione è che il potenziale della SF-26 sia superiore a quanto mostrato finora dai risultati. Restano alcuni ritardi anche sotto il profilo aerodinamico e telaistico, specialmente se il confronto viene fatto con la Mercedes W17, ma il nodo principale continua a essere la competitività della power unit.
Per questo motivo il vero banco di prova della seconda parte di stagione non sarà tanto rappresentato dagli aggiornamenti alla vettura o dal lavoro sull'assetto, quanto dalla capacità di riportare il motore Ferrari a un livello prestazionale più vicino a quello dei rivali. Se gli interventi programmati dovessero confermare le aspettative dei tecnici di Maranello, la SF-26 potrebbe finalmente disporre degli strumenti necessari per esprimere con maggiore continuità le proprie qualità dinamiche.
Austria (o forse Silverstone) e Monza diventano così due appuntamenti chiave di un percorso che potrebbe ridefinire il valore della Ferrari nella seconda metà del campionato. Dopo mesi trascorsi a inseguire, la squadra di Maranello si trova davanti alla possibilità di correggere il principale punto debole del proprio progetto e verificare se il gap accumulato sia davvero recuperabile.
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