Ferrari: Lewis Hamilton è solo un pilota o ha più potere del previsto?
Le dichiarazioni di Ralf Schumacher parlano di una possibile clausola nel contratto di Lewis Hamilton con Ferrari, che potrebbero influenzare le scelte in pista.

Secondo Ralf Schumacher, Lewis Hamilton avrebbe una clausola all’interno del contratto che gli permetterebbe addirittura di “scavalcare” Fred Vasseur. La stagione 2026 rappresenta il secondo anno del #44 a Maranello, a seguito di un 2025 che, come noto, è stato ben al di sotto delle aspettative e in assoluto contrasto con le premesse iniziali. Un anno in cui lo stesso Hamilton è arrivato ad ammettere di essere lui il problema, a prescindere dalla monoposto e dall’intero ambiente.
Ad oggi - per ora - assistiamo all’altra faccia della medaglia. La monoposto è completamente diversa, complice i nuovi regolamenti che hanno cambiato il comportamento della vettura e lo stesso Lewis ha più volte dichiarato che la SF-26 contiene parte del suo DNA. Parole che evidenziano il contributo del sette volte campione del mondo allo sviluppo della vettura, rendendola più adatta al suo stile di guida.

Lewis Hamilton e l’inizio della stagione 2026
Non è ancora chiaro se il miglioramento dipenda esclusivamente dalla macchina o dai regolamenti, ma è evidente il cambio di passo di Lewis Hamilton rispetto alle monoposto ad effetto suolo, con le quali non ha mai trovato un proprio agio, né in Ferrari e ancor prima in Mercedes.
Nel GP d’Australia è stato costantemente sui tempi di Leclerc. In Cina, invece, la situazione si è capovolta, con l’inglese che ha quasi sempre preceduto il team mate, salendo sul terzo gradino del podio e conquistando il primo podio con la Ferrari.
A Suzuka, però, Hamilton non solo è tornato dietro Leclerc, ma ha mostrato per la prima volta delle difficoltà alla guida. Già dalle prove libere aveva lamentato uno scarso feeling con la monoposto, arrivando a dire di aver rivissuto sensazioni simili a quelle provate nella stagione precedente.
Nonostante ciò, l’inizio di stagione ha mostrato una Ferrari competitiva e due piloti capaci di battagliare in pista, come visto soprattutto a Shanghai. Una sfida corretta, accompagnata dal team radio del monegasco, in cui ha ammesso di essersi divertito e da parole nel post-gara di Vasseur. Il manager francese ha dichiarato di non voler intervenire sulle situazioni in pista, lasciando liberi i driver con l’obiettivo di portare a casa il risultato.
La rivelazione di Ralf Schumacher sul contratto di Hamilton
Ed è proprio in tal contesto che si inseriscono le dichiarazioni di Ralf Schumacher. Secondo l’ex pilota, queste dinamiche interne potrebbero essere influenzate da una clausola presente nel contratto di Lewis Hamilton, che possono impedire anche a Fred Vasseur di intervenire.
Intervenuto al podcast Backstage Boxengasse, Schumacher, consapevole di poter generale critiche e malumore, dice: “Sono dell’opinione che, sebbene Lewis sia chiaramente tornato competitivo quest’anno, abbia un contratto che gli permette di fare esattamente questo”.
“E posso immaginare”, continua, “che anche se Fred volesse intervenire, non potrebbe dire nulla, perché credo che Hamilton possa decidere da solo cosa fare. Probabilmente gode anche di uno status da numero uno”.
E conclude: “Ovviamente questo crea agitazione nel team, smuove un po’ le cose. Penso che, relativamente parlando, si dovrebbe gestire la situazione in modo diverso. Credo che non si debba sottovalutare questo tipo di dinamiche”.

Clausola e dinamiche interne: cosa c’è di vero
Secondo le dichiarazioni, Lewis Hamilton godrebbe di molto potere nel box Ferrari e di statu da prima guida. Quest'ultimo punto, inoltre, è difficile da immaginare ma non impossibile. Se si escludono le motivazioni che esulano la pista, Hamilton ha lasciato Brackley con un obiettivo ben preciso.
Non è un segreto che sia giunto a Maranello per riportare il team alla vittoria. Era anche emerso che Leclerc - che ha risposto premendo il piede sull’acceleratore - avrebbe dovuto “imparare” da un sette volte campione del mondo. Inoltre, non è neanche un segreto che Lewis voglia agguantare l’ottavo titolo e diventare il più grande pilota di F1.
La presenza della clausola darebbe vita a tutta una serie di domande. Perché Hamilton dovrebbe avere un trattamento privilegiato dopo un 2025 così negativo? Una possibile risposta, potrebbe risiedere proprio nelle difficoltà vissute nella scorsa stagione. Più volte, a fine gara, Lewis ha parlato di report, di dossier da inviare alla dirigenza per mettere a punto diversi elementi. Sono note le sue dichiarazioni in cui diceva: “in Ferrari molte cose devono essere cambiate”.
Non è da escludere, quindi, che nel dietro le quinte si sia arrivati a un accordo, con alla base - probabilmente - una monoposto più vicina al suo stile di guida e - forse - maggior peso nelle decisioni sportive.

I rischi per Ferrari e per Leclerc
Non sappiamo se tale clausola sia reale o meno, ma ciò che è certo è che non sarebbe priva di conseguenze. Inoltre: avrebbe senso? La risposta è no. E non perché Hamilton non avrebbe motivo di pretenderla, ma perché ad oggi in Ferrari non ha ancora mostrato ciò che ci si aspetterebbe da un sette volte campione.
Se ripercorriamo i tempi d’oro, quelli dei primi anni 2000, lì era ben chiara la situazione: un primo pilota su cui puntare e spingere alla vittoria (Michael Schumacher) ed una seconda guida con il solo obiettivo di contribuire al costruttori (Rubens Barrichello).
Non possiamo sapere cosa succede nel retro box - per usare un’espressione familiare - ma quel che interessa è la pista. Sia chiaro che il talento e le capacità di Lewis Hamilton non si discutono, ma è evidente che non basta rilasciare dichiarazioni importanti per portare acqua al proprio mulino.
Anche perché dall’altra parte del box c’è un pilota, un veterano che conosce Maranello come le sue tasche e che scalpita da ben sette anni. Charles Leclerc, un driver cresciuto in Ferrari, definito più volte come il presente ed il futuro della squadra e che vuole vincere in rosso e non solo per motivi sportivi. Una clausola del genere potrebbe creare tensioni interne e, nel lungo periodo, mettere a rischio la permanenza del monegasco.
Al momento, però, è giusto sottolineare che si tratta di ipotesi. Abbiamo assistito solo a tre gare, che hanno evidenziato come Ferrari deve ridurre il gap da Mercedes e come su una pista da pilota - Suzuka - Charles abbia saputo fare la differenza. Servono quindi più gare per avere un quadro chiaro della situazione e anche per capire se la presenza di tale clausola sia reale e come possa incidere nel campionato.