Andrea Stella
Andrea Stella

Avevamo già sentito parlare di “sorpresa” a proposito della prestazione della McLaren. E' vero, lo ha detto Russell nel commentare le prove libere del gp del Giappone ma in realtà la memoria va più indietro, a qualche anno fa, quando fu sempre il team principal papaya, Andrea Stella, a dirsi sorpreso della velocità delle sue vetture. Anzi, in quell'occasione disse qualcosa del tipo “andiamo forte ma non sappiamo nemmeno noi perché” fra un sorriso sornione e uno sguardo stupito. 

Quel momento segnò l'inizio della risalita veloce del team inglese verso le prime posizioni della classifica, con la conseguente conquista di grandi risultati che hanno poi portato nelle bacheche di Woking due mondiali costruttori e uno piloti.

Oscar Piastri
Oscar Piastri

McLaren forte ma solo con Piastri

Gli aspetti positivi del week-end papaya sono molti, soprattutto in paragone ai due precedenti gran premi. Già essere partiti la domenica, con entrambe le macchine, è un “plus” che in Cina non c'era stato e anche il fatto che sia Piastri che Norris abbiano visto la bandiera a scacchi, è da mettere in bacheca. Si perchè per ripartire, bisogna mettere insieme anche i piccoli (piccolissimi) passi positivi che si fanno giorno dopo giorno. 

Ne è convinto anche Andrea Stella “eravamo in condizione di partire con due vetture – ha affermato - cosa che non era mai successa quest'anno, ed eravamo in condizione di completare la gara. Credo che oggi (domenica) abbiamo confermato i progressi visti in qualifica, progressi che hanno permesso a Oscar di portarsi in testa alla gara dopo un'ottima partenza. Siamo rimasti sorpresi anche noi, soprattutto alla fine del primo stint, dove non solo siamo riusciti a tenere Russell alle spalle, ma abbiamo anche aumentato il distacco”.

Piastri in un momento della gara
Piastri in un momento della gara

Piastri finalmente in gara

Oscar ha finalmente percorso il suo primo gran premio del 2026 e lo ha concluso con un ottimo podio, che dà morale alla squadra ma soprattutto all'australiano, dopo il difficile avvio di stagione. “Penso che ci siano molti aspetti positivi per Oscar stesso - ha affermato ancora Stella - ha guidato molto bene all'inizio della stagione. È un peccato che non abbia avuto l'opportunità di dimostrarlo. Oggi ne ha avuta la possibilità e l'ha sfruttata”. Piastri in effetti è stato l'unico della McLaren a dare fastidio ai primi, ha subito trovato il giusto feeling con la monoposto e ha reso la vita difficile a chi era in lotta per le prime posizioni. Almeno fino all'arrivo della Safety Car. 

La domanda del secolo: senza Safety Car come sarebbe finita la gara?

"Non sapremo mai se sarebbe stato possibile [vincere] o meno – ha detto ancora in team principal - credo che sarebbe stato fattibile contro Russell, perché abbiamo visto che lui faceva comunque fatica a superare persino la Ferrari. Penso però che McLaren e Ferrari avessero un passo simile." Insomma, contro gli attuali primi della classe, Piastri avrebbe potuto avere una possibilità di giocarsi la vittoria? 

Sì, se si esclude Antonelli, come ha confermato lo stesso Andrea Stella Antonelli aveva un ritmo più veloce di chiunque altro. Quindi penso che lui, a un certo punto, sarebbe stato in lotta per la vittoria. Non sapremo se Oscar avrebbe potuto vincere la gara o meno. In definitiva, non fa una grande differenza. Penso che dovremmo concentrarci sugli aspetti positivi”. Ed in effetti, come detto, di aspetti positivi ce ne sono molti per gli uomini di Woking.

Piastri sul podio in Giappone
Piastri sul podio in Giappone

Il Giappone come antipasto della ripartenza dal gp di Miami

A conti fatti, la McLaren è, insieme alla Mercedes, tra le poche squadre che è ripartita dal Giappone con una consapevolezza: quella di essere sulla strada giusta per risalire la china. A questo proposito, lo stop forzato potrà essere solo un vantaggio per un team che ha dimostrato, nel tempo, di essere molto affiatato, con un team principal che è stato capace di costruire una squadra solida, che sa fare scudo ai suoi piloti e i piloti ai propri ingegneri. Insomma, da fuori sembrano avere tutte le carte in regola per andarsi a riprendere quella prima fila che hanno monopolizzato spesso in tempi recenti, creando scompiglio sportivo per un campionato che vuole più team possibili in lotta per la vittoria. 

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