Mercedes F1
Il logo della Stella a Tre Punte sulla Mercedes

Cinque successi consecutivi, una leadership iridata sempre più solida e un vantaggio di 25 punti che può pesare anche sotto il profilo psicologico. Andrea Kimi Antonelli sta vivendo una stagione da protagonista assoluto e, inevitabilmente, ogni sua affermazione alimenta una domanda che accompagna da sempre la Formula 1: la Mercedes ha già scelto il proprio uomo per il titolo?

Il sospetto è emerso nelle ultime settimane. Per qualche osservatore il team di Brackley starebbe già orientando le proprie energie verso il giovane italiano, lasciando George Russell in una posizione più defilata. Una lettura che il pilota britannico ha respinto con decisione, spiegando come la realtà all'interno della squadra sia molto diversa da quella raccontata all'esterno.

Secondo Russell, parlare di corsie preferenziali non ha alcun fondamento. La Mercedes, almeno in questa fase del campionato, continua a mettere sullo stesso piano entrambi i piloti, perché l'obiettivo prioritario non coincide necessariamente con quello che appassiona maggiormente i tifosi.

George Russell: aver battuto Hamilton non era la prova definitiva del suo valore
George Russell sul podio di Silverstone

Il Costruttori resta la vera priorità della Mercedes

Nell'immaginario collettivo il Mondiale Piloti rappresenta il traguardo più prestigioso. È il campionato che consacra i campioni e che resta nella memoria degli appassionati. All'interno di una squadra, però, le logiche sono spesso differenti.

Russell ha ricordato come il successo nel Mondiale Costruttori abbia un peso enorme sotto il profilo economico e organizzativo. La classifica riservata ai team determina infatti la distribuzione dei ricavi commerciali della Formula 1 e incide direttamente sui premi destinati ai team e ai dipendenti.

Il britannico ha sintetizzato il concetto senza lasciare spazio a interpretazioni. "Ho sentito dire che ci sarebbe favoritismo verso Kimi. Non mi preoccupa perché non è vero. In squadra lavorano circa 2.000 persone e tutti ricevono un bonus se vinciamo il Campionato Costruttori. Vogliamo una doppietta, indipendentemente dall'ordine d'arrivo. Perché dovrebbe esserci favoritismo?".

Parole che fotografano bene la filosofia della Stella a Tre Punte. Finché entrambi i piloti possono contribuire alla conquista del titolo riservato ai costruttori, non esiste alcun interesse nel privilegiare uno rispetto all'altro.

Lo stesso concetto era stato espresso poche settimane fa anche dal direttore tecnico James Allison, che aveva definito "estranea" qualsiasi discussione sul presunto pilota numero uno, ribadendo come il desiderio della squadra sia semplicemente quello di occupare le prime due posizioni al traguardo.

Andrea Kimi Antonelli
Andrea Kimi Antonelli

Gli ordini di squadra? Solo quando il Mondiale lo richiederà

La storia della Formula 1 dimostra che ogni team, prima o poi, è chiamato a prendere decisioni scomode. Dalla gestione dei duelli interni tra Lewis Hamilton e Nico Rosberg fino alle tante polemiche vissute in Ferrari o Red Bull, il tema degli ordini di squadra ritorna ciclicamente.

Toto Wolff, almeno per ora, sembra intenzionato a mantenere la stessa linea che ha caratterizzato gran parte della sua gestione: libertà di correre finché gli interessi della squadra non vengono compromessi. I due piloti possono sfidarsi, purché non finiscano per sottrarsi punti o compromettere il risultato del team.

È una posizione che comporta inevitabilmente qualche rischio. La Formula 1 è piena di esempi in cui la competizione interna è sfuggita di mano, con il caso McLaren del 2007 tra Fernando Alonso e Lewis Hamilton che rappresenta probabilmente il precedente più emblematico.

Kimi Antonelli Gp Gran Bretagna
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes - Gp Gran Bretagna

Oggi, però, Mercedes non sembra avere alcuna intenzione di intervenire. Anche perché il campionato è ancora lungo e la Ferrari continua a rappresentare una minaccia concreta, favorita sia dalla crescita tecnica della monoposto di Maranello sia dalle difficoltà di affidabilità che hanno recentemente rallentato il team di Brackley.

Soltanto se la lotta iridata dovesse trasformarsi in un duello diretto tra Antonelli e un pilota di un'altra squadra avrebbe senso modificare gli equilibri interni. Fino a quel momento, almeno nelle intenzioni dichiarate da Russell e dalla dirigenza Mercedes, il concetto di "prima guida" resterà semplicemente fuori dal vocabolario del team.


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