Gp Giappone - Red Bull: Max Verstappen ha già alzato bandiera bianca?
Il campione olandese ammette le difficoltà dopo le libere in Giappone: la RB22 è instabile e poco reattiva, il 2026 rischia di complicarsi irreversibilmente

Il primo giorno di attività in pista a Suzuka lascia in eredità più dubbi che certezze per Max Verstappen e per la Red Bull. Le due sessioni di prove libere del GP del Giappone hanno restituito l’immagine di una monoposto difficile da interpretare, incapace di reagire agli interventi di setup e soprattutto lontana da un equilibrio minimo per poter ambire alle posizioni di vertice.
Il quattro volte campione del mondo non ha nascosto la propria frustrazione al termine della giornata, tracciando un quadro tecnico e umano che evidenzia un momento particolarmente delicato per il team di Milton Keynes.

“Non è andata molto bene, ad essere onesti - ha dichiarato Verstappen al termine della giornata al canale ufficiale della F1, non nascondendo tutta la propria delusione - ci è mancato bilanciamento e grip in maniera opposta tra le FP1 e le FP2 ed entrambe non sono andate molto bene, quindi da parte nostra occorre fare molto lavoro. Dobbiamo capire perché stiamo avendo questo tipo di problemi così grossi al momento - ha aggiunto ancora l'olandese - non è stata una buona giornata".
"Proviamo a correggere una cosa, ma così creiamo subito un altro problema. In pratica non troviamo mai un buon bilanciamento. Risolvere questi problemi è difficile, non mi aspetto miracoli. Probabilmente dobbiamo prima cercare di capire meglio i nostri problemi e da dove arrivano”.

GP Giappone - Una RB22 recalcitrante: problemi strutturali più che di setup
Le parole dell’olandese delineano un concetto tecnico non esaltante: la RB22 non è semplicemente fuori finestra, ma appare strutturalmente incapace di rispondere in modo coerente agli stimoli. Il fatto che ogni modifica produca un effetto collaterale immediato è indicativo di una vettura estremamente sensibile e poco prevedibile, una condizione che rende quasi impossibile costruire un assetto competitivo nel corso del weekend.
A Suzuka, tracciato che richiede precisione aerodinamica e stabilità nelle curve veloci, queste lacune emergono con maggiore evidenza. La mancanza di bilanciamento tra anteriore e posteriore, unita a un grip non costante tra le due sessioni, suggerisce una piattaforma aerodinamica instabile, incapace di mantenere coerenza al variare delle condizioni di pista e temperatura.
In questo contesto, il pilota si trova a dover gestire una monoposto che non trasmette fiducia, e il risultato è una progressiva perdita di riferimento tecnico. Verstappen lo sintetizza con la solita lucidità: ogni tentativo di correzione apre una nuova criticità. È la definizione stessa di una monoposto “recalcitrante”, che rifiuta di entrare in una finestra di funzionamento accettabile.

Un inizio di stagione che spaventa: il 2026 della Red Bull già in bilico
Il dato più preoccupante, però, va oltre il singolo venerdì giapponese. Il Gran Premio del Giappone rappresenta il terzo appuntamento del mondiale 2026, e le prime due gare hanno già evidenziato difficoltà evidenti. Se anche Suzuka dovesse confermare questo trend tra qualifiche e gara, si inizierebbe a delineare uno scenario ben più ampio.
La sensazione è che i problemi della RB22 non siano contingenti, ma radicati nel progetto. Tra questi, uno dei nodi principali resta la power unit, che al momento non sembra garantire la stessa efficienza del riferimento rappresentato da Mercedes. Una carenza che, combinata con una piattaforma aerodinamica instabile, amplifica ulteriormente il gap prestazionale.
Nella Formula 1 iper normata, recuperare un ritardo strutturale richiede tempo, risorse e soprattutto una direzione tecnica chiara. Elementi che, almeno per ora, non sembrano emergere con evidenza nel caso Red Bull. Verstappen stesso, con il suo riferimento all’assenza di “miracoli”, lascia intendere come il percorso di sviluppo possa essere lungo e complesso.
Siamo solo all’inizio della stagione, ma il tono delle dichiarazioni e la natura dei problemi fanno pensare a un’annata in salita. Suzuka, in questo senso, rischia di essere molto più di un semplice weekend difficile: potrebbe rappresentare un primo spaccato di quello che sarà il mondiale 2026 della Red Bull.