F1 - Ferrari: l’obiettivo è resistere fino a giugno per poi provare a riaprire la partita
La F1 va in pausa. Sviluppo limitato e power unit bloccate, a Maranello resta la speranza di giugno per riaprire i giochi.

Le prime tre gare del campionato del mondo 2026 di Formula 1 hanno delineato il quadro valoriale Mercedes è nettamente davanti a tutti. Alle spalle c'è un duo che si staglia sul resto della griglia: Ferrari leggermente avanti a McLaren, che ha iniziato balbettando, ma che in Giappone ha dimostrato di poter essere sullo stesso passo della SF-26.
Ora la Formula 1 va in una sorta di letargo forzato dalla crisi internazionale dovuta all'attacco americano-israeliano nei confronti dell'Iran, che ha destabilizzato l'area del Golfo Persico dove si sarebbero dovuti tenere i Gran Premi del Bahrain e dell'Arabia Saudita.

F1: un mese di lavoro in fabbrica
In un mese i team potranno lavorare a casa e lo faranno soprattutto sulla veste aeromeccanica, meno su quella motoristica perché gli interventi in quel settore sono di difficile contemplazione, visto che si deve attivare il meccanismo dell’ADUO che per Maranello potrebbe sortire i primi effetti a maggio col GP del Canada (si parla di margine di manovra del un 2% della potenza, ma è tutto da confermare). Ferrari, in attesa di un quadro più chiare sul versante propulsivo, proverà a recuperare parte del gap nei confronti della Mercedes proprio operando sulla veste aerodinamica e meccanica.
Da quanto emerso dalle parole dei piloti, ci sarà ben poco da fare sul fronte motore nell'immediato. Hamilton è stato chiaro quando ha detto: "Non so cosa o quando si possa fare in un mese, ma spero che potremo avere un motore nuovo per Miami". Quando parla di motore nuovo, ovviamente si riferisce a qualche novità soprattutto sul fronte della gestione elettronica della power unit. Leclerc gli ha fatto eco dicendo: "Non potremo portare nulla di nuovo in termini di motore a Miami, quindi ci concentreremo su altre aree come la finestra degli pneumatici, l'aerodinamica e il telaio".

Ferrari: nuova misurazione dei rapporti di compressione ultima spiaggia pe riaprire la partita
La sensazione è che aprile, per ovvie ragioni, sarà un mese di stand-by, ma potrebbe esserlo anche quello di maggio per la Ferrari stando a quanto affermato dalla coppia piloti. L'unica vera speranza per la Rossa e per gli altri competitor - ovviamente non motorizzati Mercedes - è che le nuove misurazioni dei rapporti di compressione, che andranno in vigore dal 1° giugno, possano in qualche modo scalfire la superiorità netta, in questa fase, della power unit costruita a Brixworth nel reparto Mercedes High Performance Powertrains.
Se invece, anche dopo le nuove misurazioni, non dovessero cambiare le cose - e a quanto pare lo staff diretto da Hywel Thomas si sente molto sicuro - questo mondiale rischia di diventare una grande fase di transizione in vista del 2027, quando la stessa Ferrari presenterà una power unit rivista e più performante.

La Ferrari quindi spera che a giugno possa accadere qualcosa, ma si tratta proprio di un’ultima speranza, perché se non dovessero cambiare le cose, appare molto difficile che con i soli upgrade telaistico-aerodinamici la SF-26 si possa mettere sullo stesso livello della Mercedes W17. Anche perché c'è da dire un'altra cosa: la Stella a Tre Punte non starà con le mani in mano. Anche Brackley prevede di introdurre delle novità alla monoposto affidata ad Andrea Kimi Antonelli, leader della classifica mondiale, e a George Russell.
Quindi non è detto che Ferrari, anche in presenza di un pacchetto di aggiornamenti molto massiccio, possa immediatamente tagliare decimi di secondo nei confronti della Mercedes, che dà il meglio di sé in gara, quando può sfruttare una gestione energetica molto più puntuale rispetto a quella della Ferrari. Giugno sarà il mese della verità, lo spartiacque tra un possibile monologa argentato e una musica policromatica.