Il pacchetto evolutivo di Cadillac è (per ora) un fallimento totale
Il team a stelle e strisce, con due ritiri nei primi due giri, ha vissuto il weekend più nero da quando compete nella massima categoria

Nel GP d'Austria entrambi i piloti della Cadillac sono stati costretti al ritiro nelle primissime fasi della gara a causa di problemi ai freni. Sergio Pérez e Valtteri Bottas hanno abbandonato la corsa dopo appena pochi giri: il messicano ha completato 4 passaggi, il finlandese la metà, segnando l'ennesima delusione per il team americano nella sua stagione d'esordio in F1.
La Cadillac aveva portato un pacchetto di aggiornamenti sostanzioso al Red Bull Ring, nella speranza di migliorare la propria posizione in mezzo al gruppo. Nonostante un inizio promettente, i problemi di affidabilità emersi già nelle prove del venerdì hanno compromesso tutto. Pérez si era fermato in pista in entrambe le sessioni, mentre Bottas aveva riportato ai box una vettura fumante. La domenica ha confermato i timori: nessuna possibilità di proseguire oltre l'inizio della gara.

Le parole dei piloti
Pérez ha descritto un avvio positivo della corsa, in cui la squadra sembrava competitiva. “Avevamo un buon inizio. Sembravamo a posto là fuori e purtroppo non siamo progrediti abbastanza, il che ci ha messo in lotta con Albon”, ha raccontato il messicano. I due si sono scambiati sorpassi, e la vettura mostrava un passo sufficiente per competere con gli altri, ma il ritiro precoce ha interrotto ogni possibilità.
Pérez ha espresso grande frustrazione per il fine settimana: “È stato un molto frustrante per tutta la squadra avere questi problemi. Mi aspetto una discussione interna massiccia sui nostri processi e su come stiamo facendo le cose perché dobbiamo migliorare, perché non possiamo avere questo tipo di difficoltà”.
Anche Bottas ha vissuto un episodio improvviso e inaspettato. “È stato davvero improvviso, inaspettato", ha spiegato il finlandese. "Era proprio al secondo giro, entrando nella curva 4, ho iniziato a sentire odore di fumo, a vedere del fumo e poi improvvisamente tutto era in fiamme, i freni anteriori in fiamme. Ovviamente ho dovuto fermare la macchina e stiamo ancora indagando sulle cause”.
Bottas ha sottolineato la difficoltà del weekend, segnato da numerosi inconvenienti: “Weekend difficile, tanti problemi. Di nuovo, un weekend da cui imparare e su cui dobbiamo agire per risolvere questi problemi. È un peccato perché pensavo che avessimo reso la macchina un po' più veloce, ma dobbiamo iniziare a finire le gare”.

Il contesto stagionale della Cadillac
Nella sua prima stagione in F1, la Cadillac, come prevedibile, sta lottando nella parte bassa dello schieramento. I continui problemi di affidabilità hanno permesso alla squadra di concludere solo tre Gran Premi con entrambe le vetture nelle prime otto gare disputate. Bottas in particolare ha accumulato numerosi guasti meccanici e non ha più visto la bandiera a scacchi dal Gran Premio del Canada di maggio. I piloti e il team sottolineano la necessità urgente di risolvere questi problemi per poter competere con maggiore costanza.
Questa ennesima débâcle al GP d’Austria non è più un semplice incidente di percorso: è la fotografia impietosa di un progetto nato già zoppo. Cadillac si presenta in Formula 1 con l’ambizione di un grande costruttore americano, ma finora sta offrendo l’affidabilità di una scuderia di metà anni ’90. Problemi ai freni che prendono fuoco al secondo giro non sono sfortuna, sono segno di difficiltà nella progettazione, nella simulazione e nei controlli di qualità.

Portare aggiornamenti per migliorare la performance e poi non riuscire nemmeno a completare i primi giri è un insulto al denaro investito, ai piloti e agli appassionati. Pérez e Bottas, due veterani che hanno guidato per team di vertice, si ritrovano a spegnere incendi invece di lottare per punti. La squadra parla di “discussioni interne massicce”, ma dopo 8 gare dovrebbe già averle fatte da tempo.
Il verdetto è brutale: a questo ritmo Cadillac non sta solo faticando nella parte bassa della classifica, rischia di diventare l’oggetto di scherno della griglia. Se non interviene una svolta radicale – e non di aggiornamenti, ma di cultura ingegneristica e processi produttivi – il 2026 rischia di trasformarsi in un’annata da incubo che comprometterà la credibilità del marchio nella massima serie. Il tempo delle scuse e degli “impareremo” è finito. Serve concretezza, immediatezza e risultati, altrimenti questa avventura americana finirà prima ancora di essere davvero cominciata.
Crediti foto: Cadillac, Getty Images