F1 - Ferrari-McLaren: la maledizione del 1000° Gran Premio
Racconto storico delle due scuderie che hanno celebrato il loro 1000° evento nella massima categoria che non sarà ricordati per i risultati in pista.

Nel mondo della F1, i numeri tondi e le celebrazioni storiche spesso sembrano accompagnati da un alone di sfortuna. Il raggiungimento del 1000° Gran Premio per scuderie iconiche ha coinciso, in due casi recenti, con risultati deludenti o corse segnate da imprevisti, alimentando il mito di una “maledizione” che colpisce proprio nel momento del traguardo simbolico.
Il caso Ferrari: Mugello 2020
Il 13 settembre 2020, la Ferrari celebrò il proprio GP n°1000 sul circuito del Mugello di sua proprietà, in Toscana. Si trattava di un evento speciale, organizzato in piena pandemia per rendere omaggio alla scuderia più titolata della storia. La gara, però, si trasformò in un caos imprevedibile: incidenti multipli, bandiere rosse e condizioni caotiche resero la corsa memorabile per motivi diversi dal previsto.
Le due vetture di Maranello conclusero lontano dalle posizioni di vertice, con Charles Leclerc 8° e Sebastian Vettel 10°. Nessun podio, nessuna vittoria da festeggiare in casa. Un risultato anonimo per una pietra miliare che avrebbe dovuto rappresentare un momento di gloria. La Ferrari uscì dal proprio 1000° appuntamento con un sapore amaro, nonostante l’attenzione mediatica e l’orgoglio di aver raggiunto un traguardo così significativo.

Il caso McLaren: Monte Carlo 2026
6 anni più tardi è toccato alla McLaren affrontare il proprio GP n°1000 (anche se per molti il millesimo sarà il prossimo Gran Premio di Barcellona-Catalogna) proprio sul circuito di Monte Carlo, lo stesso dove la squadra aveva esordito nel 1966 con Bruce McLaren. La scuderia ha preparato l’evento con grande cura: livrea celebrativa speciale, raduno di ex piloti e un’atmosfera carica di storia e aspettative.
Anche in questo caso, la corsa non ha rispettato i festeggiamenti. In una gara caotica caratterizzata da ritiri e problemi meccanici, Lando Norris è stato costretto al ritiro, mentre Oscar Piastri ha salvato il fine settimana con un 4° posto. Un risultato dignitoso ma lontano dal trionfo sperato per un’occasione così importante. La McLaren ha tagliato il traguardo del 1000° Gran Premio con onore, ma senza il coronamento di una vittoria o di un doppio podio che avrebbe reso la celebrazione perfetta.

Un pattern ricorrente
In entrambi i casi emerge un elemento comune: le grandi scuderie, nel momento in cui celebrano un traguardo storico, incontrano ostacoli imprevisti che ne limitano il rendimento. Incidenti, affidabilità precaria o semplici dinamiche di gara avverse sembrano intervenire per ricordare che, nella F1, la storia si scrive anche attraverso le delusioni. Non si tratta necessariamente di una vera maledizione soprannaturale, quanto piuttosto di una coincidenza che si ripete e che i tifosi interpretano come un segno del destino sportivo.

La prossima sarà la Williams?
Se questo schema dovesse persistere, nei prossimi anni un'altra squadra potrebbe trovarsi di fronte allo stesso fenomeno. La Williams, storica formazione che ha vissuto alti e bassi, potrebbe un giorno avvicinarsi al proprio 1000° Gran Premio. La scuderia di Grove è a quota 881 GP, a -119 dal n°1000, con una media di 24 GP all’anno, qualora il team esistesse ancora tra 5 o 6 stagioni e raggiungesse questo traguardo, è plausibile immaginare che anche per essa il momento celebrativo sia accompagnato da imprevisti o da un risultato al di sotto delle aspettative.
La Formula 1 ha insegnato che i numeri rotondi portano con sé un carico emotivo elevato, e la pressione o la semplice variabilità dello sport possono trasformare una festa in un’occasione di riflessione. La presunta maledizione del 1000° GP resterebbe così viva, pronta a colpire chiunque tenti di festeggiarla senza tenere conto dell’imprevedibilità delle corse.
In fondo, è proprio questa combinazione di gloria storica e fragilità umana a rendere la Formula 1 uno spettacolo unico.
Crediti foto: Sutton, F1