Le Hypercar in azione alla Variante Alta - Alessio Garofoli per Formulacritica
Le Hypercar in azione alla Variante Alta - Alessio Garofoli per Formulacritica

6 Ore Imola, analisi Hypercar - Si è svolta in quel di Imola la prima giornata ufficiale di attività in pista della stagione. Gli spunti sono molteplici, tra sensazioni dal paddock e dati provenienti dalla pista. Analizziamo questo primo venerdì della stagione, sicuramente non semplice da comprendere a fondo.

6 Ore Imola: Toyota e Cadillac le avversarie principali di Ferrari

Partendo dall’analisi dell’attività in pista, tra le aree a bordo tracciato migliori per osservare il comportamento delle vetture c’è sicuramente la Variante Alta. Caratterizzata da due dissuasori estremamente alti e complessi da digerire per le vetture, è necessario portare la giusta velocità in entrata di curva in modo da essere ben posizionati per la seconda corda, così da ottenere la migliore uscita di curva possibile da sfruttare nel lungo tratto verso la Rivazza. In questo caso viene premiata la meccanica della vettura, dovendo assorbire nel migliore dei modi i bump, cercando di mantenere la piattaforma quanto più stabile possibile, perdendo la minor quantità di carico. 

Osservando tale sezione dal vivo nel corso del pomeriggio, in occasione della sessione FP2, è stato chiaro sin da subito come tutte le vetture fossero al limite, o quasi. Nei tentativi a basso quantitativo di carburante Ferrari e Toyota sono parse come i prototipi più efficaci nelle diverse fasi della variante. Entrambe andavano a colpire i due dissuasori, soprattutto il secondo, critico per quanto riguarda l’uscita verso la Rivazza 1. Questa è una tendenza che è stata osservata in occasioni passate, come la scorsa stagione. I piloti della squadra giapponese avevano sottolineato prima del fine settimana la bontà della TR010 Hybrid sui bump; non a caso la prova del nove, che vorrà certificare i progressi compiuti dalla squadra nipponica, arriverà domenica, su una pista mai del tutto ottimale per la GR010 Hybrid.

Sottolineando come le squadre fossero tutte vicine, con le uniche differenze visibili a livello quasi microscopico, Peugeot e Aston Martin sono state tra le vetture più instabili, talvolta senza nemmeno toccare il secondo dissuasore, percorrendo più strada. Cadillac non è stata troppo distante in termini di comportamento, su una pista da sempre complessa, assieme ad Alpine e Genesis, che per essere al debutto nel Mondiale non si è comportata affatto male. BMW, da un punto di vista esterno, è apparsa piuttosto buona, su una pista che ha già sorriso alla M Hybrid V8 un anno fa - da vedere con la versione aggiornata. 

La Ferrari #51 in azione alla Variante Alta - Alessio Garofoli per Formulacritica

Ascoltando i pareri di meccanici e giornalisti all’interno del paddock, la tendenza è quella di una Ferrari che, nonostante sia rimasta ottima nella gestione del passo gara, non sia più il riferimento netto della griglia. Sin dal 2024 le 499P hanno dominato la scena sul tracciato sul Santerno, potendo godere di un vantaggio maggiore a livello di passo gara. Con tutti gli aggiornamenti che si sono osservati questo inverno, le incognite in vista di questa stagione erano molteplici. Tuttavia, le sensazioni parlano di una Toyota in ottima forma: i nipponici si presentano come i primi inseguitori dei Campioni del Mondo in carica. Subito dietro sono state posizionate le V-Series.R, ponendo queste tre vetture come “testa” del gruppo.

6 Ore Imola 2026
La Toyota TR010 Hybrid in volo alla Variante Alta - Alessio Garofoli per Formulacritica

Pier Guidi ha voluto sottolineare come la 499P sia rimasta pressoché molto simile nonostante gli aggiornamenti apportati. Come confermato da un meccanico, le gomme hanno svolto un ruolo fondamentale, variando quelli che erano gli equilibri della vettura nelle condizioni di gara, portando ad una rivisitazione dell’assetto necessaria. Il lavoro svolto nel test dello scorso 31 marzo sulla medesima pista ha sicuramente aiutato la squadra a presentarsi con una base di assetto già sviluppata. 

Inoltre, il lavoro delle tre 499P si è concentrato per buona parte della giornata anche sui giro secco, decisione giustificata da Cannizzo come un’occasione per verificare il funzionamento delle gomme in diverse condizioni, avendo una finestra operativa differente rispetto al modello 2025. Ciò che si evince è un gruppo coeso di vetture pronte a dare battaglia a Ferrari domenica, che di certo non si vedono come i favoriti. 

6 Ore Imola: l’analisi degli stint delle prove libere

Osservando il grafico raffigurante gli stint composti dai 29 migliori giri della sessione FP2 svolti dalle singole vetture Hypercar, si notano aspetti molto interessanti. Da tenere a mente le condizioni della seconda sessione, svoltasi con temperature di asfalto prossime ai 40°, quindi simili a quelle attese domenica, scongiurando il solito rischio pioggia. 

Medie delle Hypercar dalle FP2

La Ferrari #51 possiede la media migliore del lotto, confermando le buone sensazioni. Tuttavia, il primo inseguitore non è affatto distante, anzi. La BMW #20, che già aveva sorpreso nel corso del Prologo, si piazza seconda, a circa due decimi di secondo dai Campioni del Mondo in carica. Chiude il podio virtuale la Toyota #8, a meno di un decimo dalla M Hybrid V8. Nello stesso decimo troviamo la Alpine #35, mentre poco più distante la Ferrari #83. Da segnalare la Ferrari #50, con una media in 1.33.688, ben distante da quella della compagna ufficiale. 

Molto potrebbe essere attribuito alla presenza della Aston Martin Valkyrie in sua prossimità, generando un effetto di aria sporca mal digerito da queste vetture. Sorprendono, per ora, in negativo, le Cadillac, anche se sono state messe tra le favorite da molti addetti ai lavori. I dati vanno comunque presi con criterio, non indicativi del tutto dei programmi di lavoro svolti nel corso della giornata. In fondo allo schieramento ritroviamo le due Peugeot, le Valkyrie e le Genesis, al debutto nel Mondiale e perciò col BoP peggiore del lotto, in modo da evitare sorprese sgradevoli. 

Analizzando il grafico della progressione dei tempi, Toyota ha dalla sua parte una costanza ottima. Ferrari pare essere un passo indietro in questo ambito, anche se molto dipende dai programmi di lavoro, se concentrati su dei run costanti o meno. BMW resta un’incognita importante: dai dati la M Hybrid V8 Evo sembra rispondere bene al tracciato, ma non viene vista come una rivale appetibile al momento. 

Progressione delle Hypercar nelle FP2

La situazione è sicuramente cambiata dalle FP1, quando le tre 499P avevano controllato anche questi grafici, con le medie migliori e più costanti del lotto. 

Medie delle Hypercar nee FP1

Nel corso del fine settimana molto potrebbe cambiare: man mano che si percorrono più chilometri in pista gli assetti vengono affinati, tra vetture nuove e gomme riviste nella costruzione. Jota ha sottolineato che la distanza sulle nuove Michelin percorsa in America dalle squadre IMSA sia stata un beneficio più che un vantaggio vero, data la unicità delle piste degli USA. Stesso discorso per BMW, con Vanthoor che all’alba del weekend che ha parlato di un pacchetto ancora da ultimare. 

La situazione è ancora piuttosto grezza, con Ferrari che sembra sfruttare alla grande il vantaggio di avere a disposizione un pacchetto conosciuto e ottimizzato, nonostante le modifiche apportate (definite da Calado “nello stesso range” a disposizione lo scorso anno). La pista resta un asterisco nel Mondiale, presentando caratteristiche peculiari  rispetto ad ogni altra prova del Mondiale. 

Pensando alla gara, il lavoro ai box sarà fondamentale. Sarà altrettanto importante la track position, su una pista piuttosto complessa dal punto di vista dei sorpassi. In Qualifica i gap attesi saranno estremamente ridotti, e perciò molta differenza sarà fatta dai dettagli. In gara gli equilibri saranno complessi da rompere, con potenzialmente la differenza che sarà fatta in base al compound di gomma scelto. Appuntamento alle FP3 e alle qualifiche, andando in attesa della gara. 

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