La nuova Imola: meno F1, più tortellini
Iniziativa particolare per il Circuito Enzo e Dino Ferrari che adotta una nuova e curiosa veste grafica

Imola - All’interno dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, nelle ultime ore, sono comparsi dei dettagli grafici decisamente insoliti: sui cordoli sono stati disegnati tortellini e altri formati di pasta, in un’operazione visiva che punta a richiamare con immediatezza l’identità gastronomica dell’Emilia-Romagna. Un segnale didascalico della volontà di legare il tracciato a uno dei patrimoni culturali più riconoscibili del territorio.
L’idea si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione dell’impianto, che negli ultimi anni ha cercato di costruire una narrazione capace di andare oltre il semplice evento sportivo, abbracciando turismo, cultura e promozione locale. In questo senso, l’utilizzo di simboli come la pasta fresca – e in particolare i tortellini – diventa uno strumento comunicativo diretto, facilmente leggibile anche da un pubblico internazionale.

Imola: meno F1, più WEC
Tuttavia, l’operazione non è passata inosservata tra gli appassionati, e non solo per la sua originalità. Sui social e tra gli addetti ai lavori si è aperta una piccola polemica, che riflette un sentimento più profondo: Imola, oggi, è un circuito senza Formula 1. E questo resta il nodo centrale.
Per molti tifosi, infatti, iniziative di questo tipo rischiano di apparire come un tentativo – legittimo ma non sufficiente – di riempire un vuoto ben più pesante che il WEC (domani il Prologo, ndr) che forse da solo non riesce a colmare. La presenza della massima serie rappresentava non solo un appuntamento sportivo, ma anche un elemento identitario forte, capace di proiettare Imola al centro del panorama motoristico globale.

Va però chiarito un punto essenziale: l’assenza della Formula 1 non è imputabile agli organizzatori locali. Le dinamiche che regolano il calendario del mondiale sono sempre più complesse, influenzate da logiche economiche, equilibri geopolitici e strategie di espansione che vanno oltre il valore storico di un tracciato. In questo quadro, la competizione tra sedi è diventata serrata, e mantenere un posto fisso è un esercizio sempre più oneroso.
Imola, dal canto suo, prova a restare rilevante, a modo suo. Anche passando per un cordolo decorato a tortellini, che può far sorridere, discutere, ma che racconta comunque il tentativo di non restare ferma.