Ferrari SF-26
Charles Leclerc in azione al Montmelò, GP Barcellona 2026

La prima giornata di prove libere del GP di Barcellona ha restituito un'immagine delineata della Ferrari. Da un lato una SF-26 che sembra aver finalmente tratto beneficio dal nuovo pacchetto di aggiornamenti introdotto a Barcellona; dall'altro una monoposto che continua a mostrare una debolezza strutturale nella gestione dell'energia elettrica, un limite che sul tracciato del Montmeló rischia di avere conseguenze particolarmente pesanti, specie al sabato.

I tempi del venerdì raccontano soltanto una parte della storia. Charles Leclerc ha chiuso la giornata al quarto posto, mentre Lewis Hamilton si è fermato in nona posizione, ma dietro la classifica emerge un quadro tecnico molto più interessante e complesso che, sintetizzando è il seguente: difficoltà sul push lap causate dalla power unit, speranza sul passo gara alimentate da una buona gestione degli pneumatici.

F1 GP Barcellona Lewis Hamilton
Lewis Hamilton con la SF-26 a Barcellona

Ferrari SF–26, gli aggiornamenti funzionano: avantreno più incisivo e sottosterzo quasi cancellato

La notizia migliore per Maranello riguarda senza dubbio il comportamento della vettura dopo l'introduzione delle novità tecniche portate in Catalogna. Fondo, pance e ala anteriore rappresentavano un pacchetto particolarmente importante per comprendere il potenziale di sviluppo della SF-26 e le prime indicazioni appaiono incoraggianti.

L'avantreno è sembrato molto più preciso rispetto alle ultime uscite. La tendenza al sottosterzo che aveva caratterizzato diversi weekend della stagione è apparsa notevolmente ridotta e, non a caso, durante le sessioni i piloti hanno frequentemente richiesto una diminuzione dell'incidenza dell'ala anteriore tra un run e l'altro, segnale di una vettura che genera più carico all'avantreno e che permette di lavorare su un bilanciamento differente.

Anche Frédéric Vasseur ha confermato il grande lavoro svolto durante la giornata. "È stato un venerdì strano, ma lo è stato per tutti. Conosciamo Barcellona, è molto difficile mettere insieme un giro in queste condizioni, ma vale per tutti", ha spiegato il team principal Ferrari.

Lo stesso manager transalpino ha ricordato come la squadra abbia dovuto dedicare gran parte del programma ai test dei nuovi componenti. "Avevamo molti nuovi elementi sulla vettura e abbiamo dovuto fare molti test. Il degrado gomma è sempre molto elevato".

Fred Vasseur Ferrari
Fred Vasseur, team principal Ferrari

Il problema resta la gestione dell'energia: il clipping continua a penalizzare la SF-26

Se il telaio sembra aver compiuto un passo avanti, il quadro cambia radicalmente quando si osservano i dati relativi alla gestione della potenza.

La Ferrari continua infatti a soffrire di un evidente deficit nella fase di erogazione dell'energia elettrica. Sul rettilineo principale il clipping arriva sensibilmente prima rispetto ai principali rivali e ciò comporta una perdita di velocità che diventa particolarmente evidente nella seconda metà dell'allungo.

I dati raccolti durante il venerdì mostrano inoltre un utilizzo molto marcato del lift and coast nelle frenate di curva 4, curva 5 e curva 7. Una scelta che sembra finalizzata a recuperare energia da spendere successivamente nei punti più favorevoli del circuito, in particolare nella velocissima curva 9, dove la SF-26 riesce a sfruttare al meglio le proprie caratteristiche aerodinamiche.

Il problema è che questo compromesso produce inevitabilmente delle conseguenze sul giro push. L'ultimo settore rappresenta infatti il punto più critico. Tra curva 13 e curva 14 la Ferrari arriva a perdere fino a 20 km/h rispetto ai riferimenti migliori della giornata, un dato enorme su una pista dove la velocità di percorrenza e l'efficienza energetica rappresentano fattori determinanti.

Leclerc riesce in parte a compensare questa mancanza grazie a una percorrenza particolarmente efficace di curva 14, ma il deficit rimane evidente e rischia di pesare soprattutto in qualifica.

Barcellona, da questo punto di vista, è probabilmente uno dei circuiti peggiori sui quali presentarsi con una gestione elettrica non ottimale. Il lungo rettilineo principale e le numerose sezioni ad alta velocità amplificano infatti ogni carenza nella disponibilità di energia.

Charles Leclerc, Ferrari - Gp Monaco 2026
Charles Leclerc in azione a bordo della SF-26

Leclerc: "Abbiamo fatto un passo avanti"

Anche Charles Leclerc ha evidenziato gli aspetti positivi emersi dagli aggiornamenti, pur mantenendo una certa cautela sul livello reale della competitività Ferrari. "È stata una giornata interessante. Abbiamo portato in pista alcuni nuovi elementi sulla vettura e fatto un passo avanti", ha dichiarato il monegasco.

Il ferrarista ha però sottolineato come il confronto con la concorrenza resti ancora aperto. "Per quanto riguarda la competitività, è ancora troppo presto per trarre conclusioni e credo che i nostri avversari siano ancora piuttosto avanti rispetto a noi".

Una valutazione prudente che riflette perfettamente quanto emerso dai dati del venerdì: la SF-26 appare migliorata, ma non ha ancora eliminato le sue debolezze fondamentali. "Dobbiamo concentrarci sul massimizzare il potenziale del pacchetto che abbiamo a disposizione in questo momento e poi vedremo cosa riusciremo a fare domani".

Sul passo gara la Ferrari SF-26 può giocarsela con tutti

La vera sorpresa della giornata arriva però dall'analisi delle simulazioni gara. Se sul giro secco la Ferrari continua a pagare il deficit energetico, nei long run la SF-26 ha mostrato un livello di competitività estremamente interessante. Il passo di Leclerc è risultato pienamente allineato a quello di Mercedes e McLaren, con oscillazioni nell'ordine di appena un decimo al giro. In alcuni tratti della simulazione la Rossa è addirittura sembrata la monoposto di riferimento.

Particolarmente incoraggiante è stato il comportamento delle gomme. La gestione delle temperature è apparsa molto efficace, soprattutto sul posteriore, tradizionale punto critico del Montmeló. Leclerc non ha mostrato segni di surriscaldamento superiori rispetto ai rivali e ha potuto sfruttare un avantreno finalmente competitivo per mantenere costanza di rendimento. È probabilmente questo l'aspetto che autorizza la Ferrari a guardare con interesse alla gara di domenica.

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Le tre colorazioni Pirelli slick per il 2026

La gara sarà decisa dal degrado

Resta però una grande incognita. Come ha ricordato Vasseur, il degrado delle gomme si è rivelato particolarmente elevato su tutte le mescole. "Come minimo due soste. Penso che sarà difficile, abbiamo visto oggi che il degrado c'è ed è importante su tutte le mescole", ha spiegato il francese. Ed è proprio qui che si giocherà gran parte del Gran Premio.

La Ferrari ha mostrato un eccellente controllo delle temperature nel venerdì, ma il vero esame arriverà domenica con serbatoi pieni, traffico e strategie diversificate. Se il comportamento degli pneumatici resterà quello osservato nelle libere, la SF-26 avrà concrete possibilità di inserirsi nella lotta con McLaren e Mercedes.

Il quadro che emerge dal Montmeló è quindi quello di una Ferrari divisa in due. Da una parte una vettura finalmente più equilibrata, con aggiornamenti che sembrano aver prodotto gli effetti attesi e un passo gara da prima fascia. Dall'altra una monoposto che continua a soffrire di limiti energetici evidenti, particolarmente penalizzanti sul giro secco.

Una contraddizione che potrebbe definire l'intero weekend spagnolo: una Ferrari potenzialmente da podio la domenica, ma costretta prima a sopravvivere a una qualifica nella quale la gestione dell'energia rischia ancora una volta di rappresentare il principale ostacolo.

Questa è la fotografia al sabato mattina. Gli effetti del lavoro notturno svolto all’interno dei team sarà verificabile in un terzo turno di libere (partenza alle ore 12:30 con live timing che potete seguire su formulacritica.it e sul nostro canale YouTube) che assume grande importanza nell’economia generale del weekend catalano.


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