Charles Leclerc Ferrari SF-26
Charles Leclerc a bordo della Ferrari SF-26

Il paddock di Melbourne ha accolto un Charles Leclerc sereno, tra vita privata e riflessioni tecniche su una Formula 1 che, con il nuovo ciclo regolamentare, impone ai piloti un approccio diverso rispetto al passato. Il pilota della Ferrari ha raccontato a Sky anche un momento personale importante, arrivato proprio alla vigilia dell’inizio della stagione.

“È andata tutto benissimo, quindi siamo super felici. Ale è anche venuta con me qua in Australia, quindi è come se fosse una honeymoon, un viaggio di nozze. Lei non è convinta che sia davvero un viaggio di nozze farlo qui a Melbourne con il Gran Premio, però è comunque un bel viaggio”.

L’ironia non è mancata nemmeno quando gli è stato chiesto se il matrimonio con la Ferrari possa essere destinato a durare a lungo.

“Per sempre non penso che sia stato mai fatto, però sì, ne stiamo parlando”.

Al di là delle battute, la conversazione è entrata subito nel cuore del cambiamento tecnico che sta interessando la categoria. Secondo Leclerc, la grande novità non riguarda soltanto le prestazioni pure delle vetture, ma soprattutto il modo in cui i piloti devono costruire il giro.

“Adesso è sempre più chiaro quali sono le direzioni. C'è sempre uno stile di guida che puoi adottare per avere più ricarica o per scaricare meno energia. Alla fine è molto strano da gestire, perché noi siamo stati programmati fin da quando avevamo tre o quattro anni, da quando abbiamo iniziato a correre, ad avere sempre il delta tempo davanti agli occhi e a cercare di essere sempre più veloci a fine giro”.

Charles Leclerc Ferrari, test Bahrain
Charles Leclerc si prepara per scendere in pista a bordo della Ferrari SF-26

Il nuovo equilibrio tra velocità e gestione dell’energia

Il punto chiave è la gestione dell’energia. Un concetto che, nella Formula 1 moderna, assume un peso ancora maggiore e che cambia radicalmente il modo di interpretare il limite della vettura.

“Se guadagni un decimo in una curva è sicuramente un decimo guadagnato sul giro. Adesso stranamente non è sempre più così. Ci sono certe curve dove potresti guadagnare due decimi e sei molto contento, ma sei contento per trecento metri, perché dopo, quando la batteria è scarica, ne perdi cinque. Quindi c'è sempre questo bilancio che è difficile da trovare”.

Questo equilibrio diventa ancora più delicato in qualifica, quando il pilota è abituato a cercare ogni centimetro di pista per estrarre il massimo dalla macchina.

“Immagino che la parte più difficile sarà in qualifica, perché quando vai a cercare l'ultimo centesimo la tua mente ti dice che vuoi frenare dieci metri più tardi. Però devi riprendere il controllo e dirti che devi frenare sempre allo stesso punto, altrimenti la batteria farà qualcosa di completamente diverso. L'approccio è molto diverso".

Nonostante le perplessità emerse nei mesi scorsi nel paddock, l'alfiere della Rossa ritiene che il processo di sviluppo stia già portando miglioramenti significativi.

“Le cose vanno veloci in Formula 1. Onestamente anche io ero stato molto duro l'anno scorso con alcuni commenti, ma è andata molto meglio di quanto pensassi dal simulatore. Da quel momento ad adesso abbiamo fatto grandissimi progressi”.

“Stiamo andando molto veloce nello sviluppo, ma tutti i team stanno migliorando rispetto alle macchine di prima perché ci sono così tante cose nuove. Tanti di questi problemi saranno risolti, altri fanno un po' parte della filosofia di questa macchina. Scarichiamo tanta energia ogni volta che andiamo a pieno gas, quindi a un certo punto bisogna trovare un compromesso anche sul lato della ricarica delle batterie”.

Leclerc, Ferrari SF-26 Melbourne
Charles Leclerc a bordo della Ferrari SF-26 nelle libere di Melbourne

Il ruolo crescente dei piloti nello sviluppo

In questo contesto, secondo il pilota monegasco, il contributo dei driver nello sviluppo tecnico assume un peso maggiore rispetto al passato.

“Alla fine mi sono divertito molto più di quello che pensavo nel processo di trovare performance. C'è davvero tanto da scoprire”.

“Sì, abbiamo dato tanto contributo. Prima sulla power unit c'era certamente un po' di input da parte nostra, ma più cavalli sono sempre meglio. Adesso invece c'è una grande componente legata alla guidabilità del motore e su quello abbiamo molto da dire per migliorare la situazione”.

Anche la preparazione invernale è stata adattata alle nuove esigenze: “La preparazione è stata super estrema. Abbiamo fatto tantissimo lavoro, non solo durante l'off-season ma anche prima. Il lavoro è iniziato molto prima del solito e essere inclusi subito nello sviluppo è stato molto interessante”.

Nonostante l’importanza crescente della gestione strategica dell’energia, Leclerc resta convinto che l’istinto continuerà a giocare un ruolo determinante nei momenti decisivi.

“Penso che comunque la pancia sul giro di qualifica o in un sorpasso ci sarà sempre. Nei sorpassi bisognerà essere creativi, perché la gestione della batteria può fare una grande differenza. Si può guadagnare tantissimo se uno lo fa bene oppure perdere molto se non lo fa”.

“In qualifica la pancia fa sempre la differenza, quindi non penso che su questo ci saranno grandi cambiamenti”.

Il monegasco ha poi parlato anche del suo modo di comunicare, spesso diretto e spontaneo nelle interviste.

“Quello che dico nelle interviste e come sono di persona non voglio cambiarlo, perché fa parte di me. Senza casco penso di essere una persona abbastanza gentile, ma con il casco divento molto diverso”.

“Quando metto il casco probabilmente la gentilezza sparisce, perché lì si diventa un'altra persona. Come tutti i piloti vogliamo migliorare sui nostri punti deboli, ma su questo non cambierò”.

Riguardo alla sua fama di specialista della qualifica, Leclerc attribuisce il suo rendimento soprattutto alla dimensione mentale.

“Non penso che la mia forza in qualifica dipenda da un aspetto tecnico o da un particolare della mia guida. Penso che venga soprattutto dalla testa”.

“Alla fine sappiamo tutti guidare una macchina al limite. Nel nostro giorno migliore penso che siamo tutti allo stesso livello in questo paddock. La differenza è mentale: bisogna mettere tutto insieme nel momento giusto e sapere dove è il limite della macchina senza mai andare oltre”.

“Questa è la cosa che fa la differenza tra una qualifica buona e una meno buona. Quindi non penso che cambierà molto per chi era forte in qualifica”.

“Sicuramente sarà un po' diverso quando bisogna fare il lift and coast anche in qualifica, che è una situazione strana, ma anche lì bisognerà trovare il limite giusto”.

Infine, Leclerc ha tracciato un bilancio del lavoro svolto dalla Ferrari durante l’inverno: “Siamo soprattutto felici di come abbiamo lavorato. Non ho sentito una sola persona nel team dire che siamo soddisfatti, perché appena finiamo qualcosa pensiamo subito a quello che c'è davanti e sappiamo che c'è ancora tantissimo lavoro”.

Bryan Bozzi
Bryan Bozzi e Charles Leclerc parlano nel box della Ferrari

“Però guardando indietro sì, sono contento. L'anno scorso uno dei punti negativi che ci eravamo segnati era il test di pre-stagione, perché avevamo fatto tanta fatica a trovare risultati che potessimo portare avanti durante l'anno”.

“Quest'anno invece è stato un test molto buono, abbiamo portato a casa cose molto importanti. Però è tutto nuovo e c'è ancora tanto da imparare”.

“Anche perché, come hai detto, nel paddock tutti raccontano che ogni volta che fanno una sessione in galleria del vento trovano molto più guadagno rispetto agli anni scorsi. Questo può cambiare tantissimo nel corso della stagione”.

Sui valori in campo

Non so dove sono gli altri, magari Mercedes ha altri 50 cavalli e li metterà in campo. Il mio feeling è che siamo seconda terza forza con Red Bull. McLaren era poco poco più indietro”.

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