Podio Gp Gran Bretagna 2026
Il podio del Gran Premio di Silverstone 2026

Gp Gran Bretagna 2026 - Quando affermate con fiera autorità che oramai la F1 è diventata noiosa e che questa rivoluzione regolamentare ha apportato solo danni alla classe regina del motorsport, si percepisce tutta la vostra noncuranza nell’approfondire l’evidenza – o in altre parole, che vi soffermate semplicemente alle apparenze del sentito dire.

Alla vigilia del gran premio di Silverstone nessuno avrebbe scommesso un soldo bucato sulle prestazioni Ferrari (che anzi approdava in Inghilterra in qualità di terza/quarta forza), eppure la Rossa ha “rischiato” di salutare la tappa inglese addirittura con una doppietta.

Sebbene siamo tutti concordi nell’identificare il team Mercedes come principale favorito, la cosa entusiasmante è che dati i problemi di affidabilità riscontrati e gli improvvisi guizzi da parte degli altri team, non è detta l’ultima parola finché non sventola la bandiera a scacchi. Mica male.

Ferrari Charles Leclerc
Leclerc col trofeo riservato al vincitore

Dal Vangelo secondo Scuderia Ferrari: “We are on plan B for Bravo” 

Esiste un curioso nesso tra la sfortuna e Charles Leclerc, come un maledetto paradigma per cui se le cose possono andargli male, finiscono anche peggio. Ma stavolta no. 

Leclerc ha subìto in silenzio la solita valanga di critiche che lo accompagna ogni qualvolta un weekend di gara non termina come auspicato, ha accettato l’etichetta di “bollito” che ciclicamente viene affibbiata ai piloti della Rossa, ha anche convissuto con l’idea di seconda guida pur avendo da poco firmato un contratto biennale (più opzioni) per sugellare il suo matrimonio con il team, e nel contempo ha lavorato a testa bassa come sempre. 

Un weekend tutt’altro che roseo il suo, ma che gli ha ugualmente permesso di mettere in fila il necessario per potersi scrollare quella costante pioggia di negatività: un eccellente scatto in partenza dalla seconda posizione per una gara dominata con prepotenza ed umiltà. Quella stessa umiltà che gli fa dichiarare che se non fosse stato per la safety car negli ultimi giri, probabilmente l’esito sarebbe stato diverso. Ma basta questo (si spera) per archiviare un periodo tormentato per il monegasco: “Charles is back”, ma sappiate che in realtà non è mai andato via. 

D’altro canto c’è solo un modo per definire il weekend di Lewis Hamilton: stato di grazia. Ad eccezione dei 5 secondi di penalità comminatigli per falsa partenza, Sir Lewis ha centrato la pole position nella sprint qualifying, un secondo posto nella sprint race, un terzo posto nelle qualifiche ed una medaglia di bronzo in gara. Un padrone di casa con i fiocchi. Già, perché c’è solo un padrone di casa quando si tratta di Silverstone. Sul serio, c’è qualcuno che associa istantaneamente la tappa inglese a Lando Norris? O a George Russell? Ma per favore. 

Non basterà una (seppur gremita) tribuna “Landostand” a mettere in discussione storiche gerarchie. Giusto George Russell poteva esserne impensierito, dichiarando che forse era ora di farsene intitolare una per il prossimo anno, rubando un po’ di spazio a quella di Norris; immediatamente stroncato da quest’ultimo che ha colto l’occasione per evidenziare che la sua fan base è ovviamente molto più numerosa ed ha necessità di tribuna più ampia, mentre quella di Russell…

F1 GP Gran Bretagna George Russell
George Russell

Mercedes scricchiola? Ma quando mai…

Spauracchio affidabilità, un fantasma che torna a tormentare il team Mercedes ancora una volta. Sebbene Kimi Antonelli abbia nuovamente centrato un weekend di eccezionale livello, qualcosa nelle fasi finali ha compromesso la sua gara. Ma non basta un deflettore (principale responsabile del disastro per Kimi) a fermare la fame di Antonelli: rientra più volte ai box per trovare una quadra, gli viene detto via radio di concluderla lì, ma lui continua imperterrito pur di racimolare anche un solo punticino. Fatica sprecata a causa della penalità di 5 secondi per track limits, ma che verve ha questo ragazzo?! Kimi è il classico secchione della classe, uno di quelli che nel giorno in cui si decide di saltare le lezioni in massa, vuole entrare a scuola lo stesso. 

Così come George Russell è il classico gatto che casca sempre in piedi: dopo un weekend passato a lamentarsi su quanto ogni cosa non stesse girando come vorrebbe, si ritrova in seconda posizione davanti ai suoi tifosi. Persino il team principal Toto Wolff non ne può più, ed in un team radio post traguardo in cui George lamentava mancanza di velocità in rettilineo, gli risponde che non c’era nessun riscontro su tale problematica. Ma questo solo perché non poteva espressamente dirgli che non ne poteva più dei suoi piagnistei.

F1 Aston Martin Adrian Newey
Le due Aston Martin di Stroll e Alonso

Premio talenti incompresi

La tappa di Silverstone era su format sprint. Ovviamente Lego Sprint: ossia, la mini gara che i piloti hanno corso a bordo di go-kart interamente rivestiti di mattoncini Lego apposta per l’occasione. Come già accaduto a Miami, è stato bello vedere i piloti divertirsi genuinamente e correre per il gusto di farlo. Ciò non significa che abbiano messo da parte la competitività: abbiamo visto sportellate, macchine insabbiate, pezzi di mattoncini lanciati via, controsensi e tagli di chicane. 

Persino Fernando Alonso speronare Valtteri Bottas per sporgersi e togliergli il piede dall’acceleratore. E se è vero che il fine giustifica i mezzi, Nando è finalmente riuscito a tagliare il traguardo da vincitore. Garantito che dopo questa vittoria non ce ne libereremo mai più, ha linfa vitale per correre altri 40 anni. E non osate mostrare quella macchinina ad Adrian Newey!

Special guest di questa sezione, il presidente della FIA Ben Sulayem: in pole position per la Lego Sprint, probabilmente si aspettava una sfilata più tranquilla e cerimoniosa, ha tuttavia accettato il suo indecoroso destino finendo rovinosamente in ghiaia con gli altri piloti. 


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