Mercedes W17 Bahrain
George Russell mette alla frusta la Mercedes W17 nei test di Sakhir

Ci sono crepe nelle armature della corazzata anglotedesca? La Mercedes era arrivata allo shakedown di Barcellona con l'aria di chi sa quello che fa. La Freccia d'Argento girava come un orologio, i tempi erano incoraggianti e l'atmosfera nel box trasudava quella fiducia tranquilla che solo chi ha lavorato bene durante l'inverno può permettersi. 

Ma i sei giorni di test canonici in Bahrain hanno ridimensionato l'entusiasmo, portando a galla i primi segnali preoccupanti sulla nuova power unit. Le certezze costruite sulla pista catalana si sono fatte improvvisamente più fragili. Il problema non è la velocità. Il problema è la tenuta.

Mercedes W17 Bahrain 2026
Andrea Kimi Antonelli testa la Mercedes W17 in Bahrain

Mercedes: Antonelli ha pagato il prezzo più alto

A farne le spese in maniera più diretta è stato Andrea Kimi Antonelli, il giovane talento chiamato a a un 2026 più consistente rispetto all’anno d’esordio. Il bolognese ha chiuso la prima settimana di test con appena 94 giri all'attivo, un bottino magro che racconta meglio di qualsiasi analisi tecnica la portata dei grattacapi emersi. Il colpo di grazia è arrivato nell'ultimo giorno del secondo test, quando è stata proprio la componentistica legata alla power unit a fermarlo ai box, vanificando ore preziose di lavoro in pista.

Di fronte a questa situazione, la Mercedes ha scelto la via della prudenza. Anziché inseguire i tempi sul giro e alimentare una battaglia mediatica con i rivali, il team di Brackley ha preferito concentrarsi sui long run, raccogliendo dati sulla gestione delle gomme e sul comportamento della vettura sul passo gara. Una scelta comprensibile, quasi obbligata, ma che ha lasciato campo libero agli avversari.

La Mercedes W17
La Mercedes W17

Ferrari forte, ma Mercedes si sente sicura

Ne ha approfittato soprattutto la Ferrari, con Charles Leclerc che si è preso la ribalta firmando il miglior tempo della sessione. Un risultato che ha fatto rumore, anche se in casa Mercedes nessuno sembra particolarmente impressionato. Il ragionamento interno è abbastanza chiaro: le Rosse potrebbero aver girato con un carico di carburante ridotto, sacrificando la rappresentatività del long run in favore di un tempo da copertina. È una pratica comune nei test, lo aveva sottolineato Damon Hill proprio parlando del Cavallino, e interpretare la classifica dei tempi senza conoscere i programmi di ogni squadra è un esercizio pericoloso.

Ma questa lettura, per quanto plausibile, non risolve il problema principale. I guai tecnici sulla power unit sono reali, documentati, e soprattutto non si sa se sono irrisolti. Prima che le luci si spengano a Melbourne per il Gran Premio d'Australia, la Stella a Tre Punte dovrà trovare le risposte giuste. Perché un'auto veloce che si ferma a bordo pista non vale più di una che parte dall'ultimo posto. Barcellona aveva raccontato una storia rassicurante. Il Bahrain ne ha aggiunta un'altra, meno comoda da leggere. Solo Melbourne ci dirà dove sta la verità. 

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