Mercedes
Andrea Kimi Antonelli e George Russell

In pochi avrebbero scommesso su Andrea Kimi Antonelli come poleman del Gp di Monaco dopo il turno di libere del venerdì, ma già questa mattina l'aria era cambiata. In FP3 il talento bolognese aveva dimostrato di poter essere della partita.

La qualifica è stata un autentico saliscendi di emozioni. I favoriti sembravano cambiare continuamente: prima Leclerc, poi Verstappen, incollato a un solo millesimo dal pilota Mercedes, e infine, dopo il breve lampo di Lampo di Lewis Hamilton, ancora Antonelli. Le posizioni si modificavano giro dopo giro, mano a mano che il cronometro scorreva.

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Andrea Kimi Antonelli, il poleman di Monaco

GP Monaco - La zampata di Antonelli nel momento decisivo

Proprio all'ultimo istante, sulla sirena finale, nell'ultimo giro buono, Kimi ha dato la zampata decisiva che lo ha portato davanti a tutti nel Gran Premio in cui partire sotto ai semafori conta più che altrove e più che in qualsiasi altra gara del campionato.

Ma il dato più eloquente che emerge da questa qualifica è la differenza interna al team. Mentre Antonelli festeggia l'ennesima partenza al palo su una pista dove l'anno scorso aveva sofferto le pene del'infermo, George Russell è soltanto sesto, staccato di oltre quattro decimi.

Russell in difficoltà: il problema sembra essere mentale

Mentre Antonelli rilascia dichiarazioni posate e tranquille, dimostrando sempre di credere in se stesso e nella vettura, anche quando qualcuno sosteneva che Monaco non fosse la pista ideale per la W17, dall'altra parte c'è un George Russell che continua a lamentarsi nei team radio, che non riesce a trovare il giusto feeling con la guida e che sembra incapace di individuare la quadratura del cerchio con una monoposto che, dopo la prima parte di stagione, pare lentamente sfuggirgli di mano.

F1 George Russell
George Russell

La sensazione è che il problema attuale di Russell sia più mentale che tecnico. Le vetture sono uguali, il materiale a disposizione è lo stesso. All'inizio dell'anno, quando tutti vedevano Russell come il favorito per il titolo mondiale, godeva di una libertà mentale che gli consentiva di sfoderare prestazioni eccellenti, come quella vista in Australia.

Poi, a un certo punto, Antonelli è salito in cattedra. Ha iniziato a fare sul serio, a spingere sempre di più, a rintuzzare ogni attacco e a trasformarsi in una costante spina nel fianco del compagno di squadra.

In questo momento il pilota inglese sembra soffrire la concorrenza interna e iniziano a diventare sempre più insistenti quelle che fino a poco tempo fa erano soltanto indiscrezioni su una possibile mancata prosecuzione del rapporto tra la Stella a Tre Punte e Russell.

Nell'avvicinamento al Gran Premio di Montecarlo, George aveva dichiarato che questo mondiale, considerato il vantaggio accumulato da Antonelli in classifica, può perderlo soltanto l'italiano. E forse non aveva tutti i torti. Se il trend dovesse continuare a essere questo, infatti, diventa difficile immaginare come Russell possa rientrare concretamente nella lotta per il titolo.

F1 Mercedes Toto Wolff Russell
Toto Wolff e George Russell

Ed è proprio questo l'aspetto più preoccupante per il britannico. La Mercedes W17 è certamente una vettura eccellente, dotata di un motore molto competitivo, ma oggi, soprattutto in una sessione in cui la monoposto non era dominante, si è vista tutta la differenza che può fare un pilota.

Oggi si può dire che Antonelli sia stato più forte non soltanto di George Russell, ma persino dei (pochi) limiti mostrati dalla sua vettura. E i campioni fanno esattamente questo: riescono a mettere qualcosa di loro anche nelle situazioni più complicate.


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