Ferrari ci crede e spara il colpo: al GP d'Austria con update importanti
La FIA non ha ancora pubblicato le tabelle ADUO, ma i team conoscono già i dati. Ferrari prepara i primi aggiornamenti alla power unit già per Spielberg

La vittoria di Barcellona ha rafforzato una convinzione che a Maranello sta maturando ormai da diversi mesi: la Ferrari dispone oggi di una vettura completa, probabilmente del miglior pacchetto telaistico e aerodinamico del campionato, ma continua a pagare qualcosa sul fronte della potenza della power unit.
È proprio da questa analisi che nasce la decisione di accelerare i tempi e portare già nel prossimo GP d'Austria (qui il programma completo) i primi interventi destinati a recuperare terreno nei confronti dei principali rivali.
Ufficialmente la FIA non ha ancora reso pubbliche le tabelle ADUO, i parametri che regolano il sistema di compensazione delle prestazioni delle power unit. Tuttavia, come noto agli addetti ai lavori, i costruttori dispongono già delle informazioni necessarie e conoscono da tempo la propria posizione all'interno del quadro normativo definito dalla Federazione. In altre parole, i team sanno già quali margini di intervento sono stati concessi e stanno lavorando di conseguenza.

Per Ferrari il responso arrivato dopo il primo ciclo di gare della stagione rappresenta un'opportunità importante. Il lavoro sul sei cilindri turbo-ibrido, iniziato praticamente fin dai test invernali, può ora entrare in una fase più concreta. L'obiettivo non è rivoluzionare immediatamente la gerarchia tecnica del campionato, ma iniziare un percorso di recupero che potrebbe diventare decisivo nella seconda parte dell'annata.
Ferrari crede nel telaio: ora servono cavalli dalla power unit
A Maranello la convinzione è chiara. Dopo gli sviluppi introdotti nelle ultime gare e il successo ottenuto sul probante tracciato del Montemelò con un Lewis Hamilton in forma smagliante, il punto di forza della SF-26 risiede nella qualità del pacchetto aerodinamico e nella piattaforma meccanica della monoposto.
La vettura riesce a sfruttare bene gli pneumatici, genera carico in maniera efficiente e si è dimostrata competitiva su circuiti molto diversi tra loro. Quello che continua a mancare è una quota di prestazione sul fronte della potenza pura. Ed è questo deficit che bisogna colmare.
Già durante i test di inizio stagione, quando il paddock venne attraversato dalle discussioni relative alle soluzioni adottate da Mercedes nella camera di combustione, Ferrari aveva intensificato il lavoro sulla propria unità termica. L'impressione era che esistesse un gap nei confronti della concorrenza, in particolare rispetto a V6 prodotto a Brixworth e soprattutto rispetto a Red Bull che secondo le analisi federali è il benchmark per quanto concerne l'ICE.
Le regole però impedivano qualsiasi intervento immediato. Le unità motrici erano state omologate poco prima dell'inizio del campionato e ogni aggiornamento doveva necessariamente passare attraverso il meccanismo previsto dalle norme FIA.
Ora quello scenario è cambiato. I dati raccolti nelle prime gare hanno definito i margini di recupero concessi ai vari costruttori e il comparto guidato da Enrico Gualtieri può finalmente iniziare a sfruttare gli strumenti regolamentari disponibili.
Secondo le valutazioni emerse negli ambienti federali, il motore Red Bull continua a rappresentare il riferimento assoluto tra le unità termiche attualmente in pista, anche se a Milton Keynes vogliono vederci chiaro. Per questo motivo il lavoro degli uomini di Maranello è stato orientato proprio verso la riduzione di quel divario.

Ferrari - Gp Austria primo banco di prova: aggiornamenti in più fasi
Spielberg dovrebbe rappresentare soltanto il primo passaggio di un programma più ampio. Gli interventi previsti per il Gran Premio d'Austria non costituiscono infatti il pacchetto definitivo, ma il primo step di una strategia destinata a svilupparsi nel corso delle prossime settimane.
Le stime interne parlano di un recupero iniziale nell'ordine di circa cinque cavalli. Un valore che, preso singolarmente, potrebbe sembrare limitato, ma che in Formula 1 assume un peso maggiore quando viene sommato ai miglioramenti ottenuti in altre aree della vettura.
Ferrari - Shell: sinergia per trovare altri cavalli
Inoltre, si dice, Ferrari conta di ottenere ulteriori benefici dall'introduzione di una nuova specifica di carburante sviluppata insieme a Shell, lo storico partener tecnico. Si tratta di un aspetto spesso sottovalutato all'esterno, ma estremamente importante nell'attuale contesto regolamentare.
Le normative concedono infatti una notevole libertà nello sviluppo dei carburanti sostenibili, purché non derivino da fonti fossili. In questo scenario la ricerca non si concentra soltanto sul contenuto energetico del combustibile, ma anche sulla velocità di propagazione della fiamma, sull'efficienza della combustione e sulla capacità di sfruttare al meglio l'energia termica prodotta.

È proprio in questi dettagli che si possono nascondere quei cavalli supplementari capaci di fare la differenza tra una pole position e una seconda fila o tra una vittoria e un podio.
Per questo motivo il weekend austriaco assume un'importanza particolare. Non sarà ancora il momento di vedere la versione definitiva della power unit Ferrari, ma rappresenterà il primo segnale concreto di una strategia che punta a riportare il Cavallino nella piena lotta per il titolo.
Dopo Barcellona, a Maranello ritengono di avere finalmente una monoposto in grado di vincere con continuità. Adesso serve completare l'opera. E la prima risposta arriverà proprio dal motore.
Clicca qui per aggiungere Formulacritica come fonte preferita su Google Discover