Williams Carlos Sainz F1
Carlos Sainz a bordo della Williams

Carlos Sainz aveva lasciato la Ferrari non per sua volontà, ma perché la decisione, che ha dovuto subire, era stata presa ai vertici. Frédéric Vasseur, John Elkann e Benedetto Vigna avevano puntato su Lewis Hamilton e, di conseguenza, non c'era più spazio per il pilota madrileno, costretto suo malgrado e a malincuore a dire addio alla Scuderia.

Non che le prestazioni di Carlos fossero negative, anzi. In più di un'occasione era riuscito a tenere testa a Charles Leclerc, chiudendo anche davanti al compagno di squadra in diverse circostanze. Formavano una coppia ben assortita, affiatata e molto solida anche dal punto di vista umano e caratteriale. Tuttavia, non c'erano più le condizioni per proseguire insieme. Maranello aveva fatto la propria scelta e, da quel momento, Sainz aveva deciso di guardarsi intorno.

C'era la suggestione di un ritorno alla Red Bull, c'erano state interlocuzioni con i vertici di Milton Keynes, si era aperta anche la possibilità di approdare in Mercedes proprio al posto di Lewis Hamilton, oltre ad altre opzioni meno prestigiose. Alla fine, però, si è concretizzata la William con un'offerta tecnica ed economica interessante.

Carlos Sainz festeggia la vittoria in rosso

Per molti quella rappresentava una scelta di ripiego. Carlos, invece, ha più volte spiegato come si fosse trattato di una destinazione che lo aveva convinto, perché James Vowles e i vertici della storica scuderia di Grove gli avevano presentato un programma credibile e ambizioso. Era chiaro che il 2025, ultimo anno della Formula 1 a effetto suolo, dovesse rappresentare una stagione di transizione. 

Eppure la Williams si era ben comportata, Sainz aveva conquistato anche alcuni podi e il team sembrava in rampa di lancio, pronto a sfruttare il nuovo regolamento tecnico per consegnargli finalmente una monoposto competitiva, capace di alimentare, nel tempo, il sogno mondiale.

Williams prepara una doppia offensiva tecnica

Il 2026, invece, si è rivelato una doccia fredda, riportando tutti con i piedi per terra. Carlos Sainz, comprensibilmente, non è soddisfatto delle prestazioni della monoposto e questa situazione sta alimentando una certa insofferenza. Lo spagnolo ha iniziato a guardarsi intorno perché, in vista del 2027 e degli anni successivi, potrebbero aprirsi scenari interessanti in altre realtà.

F1 Williams James Vowles
James Vowles

Proprio per questo motivo la Williams sta facendo di tutto per convincerlo a restare. Il team principal James Vowles ha annunciato che a Zandvoort arriverà un primo pacchetto di aggiornamenti, accompagnato da una significativa riduzione di peso della vettura. L'aspetto più interessante, però, riguarda quanto accadrà dopo la pausa estiva.

A Baku, infatti, debutterà una vera e propria versione B della monoposto. L'alleggerimento rappresenterà soltanto il primo passo di un intervento molto più ampio, destinato a coinvolgere telaio e aerodinamica in maniera sostanziale.

L'obiettivo è quello di offrire segnali concreti ai piloti, non soltanto a Carlos Sainz ma anche ad Alex Albon, che nelle ultime uscite ha visto le proprie prestazioni ridimensionarsi rispetto allo spagnolo, ormai capace quasi sistematicamente di precederlo.

Il progetto deve tornare a essere credibile

La Williams è chiamata a dare risposte, a rassicurare i propri piloti e a dimostrare che il progetto non è affatto naufragato. L'intenzione è quella di restituire fiducia all'ambiente e far capire che tra la seconda parte del 2026 e il 2027 esistono ancora margini concreti per rimettere in carreggiata una squadra che oggi naviga con poco vento in poppa.

Per questo motivo i dirigenti della storica scuderia di Grove stanno giocando la carta tecnica nel tentativo di convincere Carlos Sainz a non guardarsi altrove. Il motore Mercedes e l'intero retrotreno fornito dalla squadra che oggi guida il campionato rappresentano una base tecnica solida e affidabile. Il vero lavoro consiste nel costruire attorno a quella piattaforma una monoposto completa e competitiva.

F1 Williams James Vowles
La Williams di Carlos Sainz

Nessuno pretende che la Williams possa lottare nell'immediato per podi e vittorie: sarebbe poco realistico. L'obiettivo è piuttosto quello di scalare il centro gruppo e avvicinarsi progressivamente ai quattro top team. Questo rappresenta il traguardo di medio termine per Carlos Sainz, con l'ambizione di poter puntare a qualcosa di ancora più importante nel 2028.

A Grove continuano a credere nel progetto. La squadra è stata profondamente ristrutturata, sono arrivati nuovi tecnici e le basi per crescere ci sono. Adesso, però, è arrivato il momento di fornire risposte concrete. Carlos Sainz ha scelto la Williams perché credeva nel progetto e perché voleva vedere risultati tangibili. Finora quei risultati non sono ancora arrivati e, se non dovessero materializzarsi nemmeno nel prossimo futuro, il rapporto tra il pilota spagnolo e la storica scuderia inglese potrebbe incrinarsi in modo definitivo.


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