Ferrari ancora in trincea: Leclerc ammette il ritardo dalla Mercedes e frena sull’ADUO
Il monegasco riconosce il vantaggio della power unit tedesca e invita alla cautela: il nuovo sistema potrebbe aiutare, ma non garantire il recupero

La Ferrari arriva al Gran Premio del Canada con la necessità di difendere la propria posizione tecnica più che con l’ambizione concreta di attaccare la vetta. Nel Media Day di Montréal, Charles Leclerc ha fotografato con lucidità il momento della Scuderia, riconoscendo apertamente il vantaggio accumulato dalla Mercedes (che ha aggiornato la W17 per l'occasione) sul fronte motoristico e lasciando intendere come il possibile arrivo dell’ADUO non rappresenti automaticamente la soluzione ai problemi della SF-26.
"Penso che abbiano un vantaggio enorme", ha spiegato Leclerc riferendosi alle Frecce d'Argento. "E l'ADUO... ovviamente non so ancora se lo avremo. Sarei sorpreso se non lo avessimo, perché a volte sui rettilinei noto che ci manca un po' di prestazione rispetto al motore Mercedes, o persino al motore Red Bull-Ford".

Parole che raccontano una Ferrari ancora costretta a rincorrere, soprattutto sul piano dell’efficienza della power unit. Il riferimento al propulsore Red Bull evidenzia inoltre come il deficit non sia circoscritto esclusivamente alla Stella a Tre Punte, ma coinvolga più in generale il livello prestazionale espresso dai principali rivali.
L’ADUO può aiutare la Ferrari, ma non basta per colmare il gap
L’eventuale introduzione dell’ADUO viene vista internamente come un possibile supporto per ridurre il distacco nei tratti ad alta velocità, ma lo stesso Leclerc ha evitato qualsiasi lettura iper ottimistica.
"Credo comunque che ci aiuterà sicuramente ad avvicinarci", ha aggiunto Leclerc. "Sarà sufficiente a colmare il divario? Non lo so. Dipende anche dal livello che raggiungeremo, se lo raggiungeremo. Ma ovviamente, se ci riusciremo, ci aiuterà ad avvicinarci".
Il concetto espresso dal ferrarista è chiaro: anche qualora il sistema fosse disponibile nel breve periodo, non esiste alcuna garanzia che possa ribaltare gli equilibri tecnici emersi nelle prime gare del mondiale 2026. La sensazione è che la Ferrari debba ancora lavorare soprattutto sull’integrazione complessiva del pacchetto vettura-power unit, evitando di affidarsi a un singolo elemento correttivo.

Aggiornamenti e sviluppo: la vera differenza la fa l’ottimizzazione
Il weekend canadese sarà anche il primo vero riscontro dopo gli aggiornamenti introdotti a Miami da gran parte dei top team. Tuttavia, Leclerc ritiene che la differenza, in questa fase regolamentare, non sia determinata esclusivamente dagli upgrade.
"Credo che con queste vetture la chiave sia l'ottimizzazione", ha sottolineato il monegasco. "Se faccio un passo indietro e analizzo le prestazioni di ogni team, non credo del tutto che i progressi osservati siano dovuti esclusivamente agli sviluppi apportati da ciascuna squadra".
Secondo il #16, la comprensione della monoposto e la capacità di trovare la finestra ideale di funzionamento stanno incidendo più dei semplici aggiornamenti aerodinamici. Un ragionamento che Leclerc ha approfondito prendendo come esempio la crescita della Red Bull.
"Se guardiamo alla Red Bull, credo che siano stati molto forti durante i test invernali, poi ci sono state quelle prime tre gare in cui, non appena l'assetto non era perfettamente ottimizzato, si è perso molto in termini di prestazione", ha osservato. "E credo che a Miami abbiano fatto un enorme passo avanti su questo punto, oltre agli sviluppi che hanno portato".
La Ferrari, quindi, si trova in una fase delicata: sviluppare è indispensabile, ma lo è ancora di più riuscire a interpretare una generazione di vetture estremamente sensibile agli assetti e alle condizioni operative.

"Credo sia molto difficile avere una visione chiara del reale impatto dei cambiamenti", ha spiegato. "Una cosa è certa: ogni settimana trascorsa in fabbrica a lavorare su nuovi componenti porta grandi vantaggi, molto maggiori rispetto al passato. Pertanto, sarà fondamentale essere efficienti nello sviluppo".
Un messaggio che suona come un avvertimento interno. La stagione è ancora lunga, ma la Ferrari sa di non poter sbagliare né il percorso tecnico né i tempi di reazione. In Canada, più che cercare un colpo immediato, la SF-26 dovrà dimostrare di avere ancora margine per restare agganciata alla corsa mondiale.
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