Red Bull F1 Max Verstappen
Max Verstappen

Il Gran Premio del Giappone resterà impresso nella memoria non solo per quanto accaduto in pista, ma per un fatto insolito andato in scena fuori dai box: Max Verstappen che, prima ancora di pronunciare una sola parola, pretende l'allontanamento di un giornalista britannico dalla sala stampa. Una mossa che ha scosso il paddock e spinto la FIA ad alzare la voce.

Max Verstappen e Gianpiero Lambiase
Max Verstappen e Gianpiero Lambiase festeggiano il quarto titolo del pilota olandese

Max Verstappen e la conferenza stampa con una condizione

Verstappen non era tenuto a presenziare alla conferenza stampa ufficiale organizzata dalla FIA prima del Gran Premio nipponico. Tuttavia, aveva comunque degli impegni con i media: la Red Bull gli aveva organizzato un incontro con i giornalisti il giovedì a Suzuka. È lì che è andato in scena il fatto che ha fatto il giro del mondo. 

Prima di rispondere a qualsiasi domanda, il quattro volte campione del mondo ha posto una condizione inequivocabile: “Non parlerò finché non se ne andrà”, riferendosi al cronista del Guardian presente in sala. Solo dopo la sua uscita, la conferenza stampa è ripresa normalmente.

Una domanda ad Abu Dhabi, una risposta tre mesi dopo

Le radici dell'episodio affondano nel Gran Premio di Abu Dhabi 2025. In quell'occasione, il giornalista aveva chiesto a Verstappen se si pentisse dell'incidente con George Russell al Montmelò, sottolineando come, senza quel contatto, l'olandese avrebbe potuto conquistare il titolo mondiale con anticipo. Una domanda che Verstappen non aveva digerito, e alla quale ha scelto di (non) rispondere - a modo suo - tre mesi più tardi, sulle rive del Pacifico.

Quando fai quella domanda e ridi in faccia a me, è chiaro che l'hai fatta con cattive intenzioni”, ha spiegato il pilota olandese. “In quel momento dimostri un enorme disprezzo. Se non mi rispetti, perché dovrei rispettarti io?” Una posizione netta, esagerata, che Verstappen non ha alcuna intenzione di rivedere.

Ferrari Max Verstappen F1
Max Verstappen

La vicenda non si è esaurita a Suzuka. Secondo quanto riportato da GPBlog, la FIA ha fatto recapitare alla Red Bull il proprio disappunto, facendosi portavoce del malcontento di numerosi giornalisti. Il caso è poi approdato al Consiglio Consultivo dei Media di Formula 1 - organismo che riunisce alcune delle firme più autorevoli del settore - dove il reporter coinvolto ha esposto direttamente le proprie preoccupazioni. Nonostante le pressioni, Verstappen rimane della stessa opinione: con quel giornalista, non ha niente da dirsi. 

Un'occasione persa per chiudere un caso che sembra marginale ma che, in realtà, non lo è. Negarsi alla domande di un cronista significa svilire la professionalità di quest'ultimo e mettere i bastoni tra le ruote a un accreditato nell'esercizio delle sua funzioni. La libertà di stampa e il dovere di cronaca sono diritti fondamentali. Accartocciarli e gettarli via per una domanda scomoda, anche se pungente, non dovrebbe mai essere tollerato. 

Seguici e commenta sul nostro canale YouTube: clicca qui